JOHN GWYNNE.
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RUIN.
LA LANCIA DI SKALD.
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Parte 3.
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Titolo originale: Ruin. 2015.
2016. Fanucci Editore, ROMA.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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30. Camlin.
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Camlin era in piedi nell'ombra, appoggiato a un muro. Avevano attraversato il lago su una barca a remi, fino a una torre che sporgeva come una lancia dalle acque scure, erano sbarcati ed erano entrati in un'enorme camera rotonda, dove l'edera cresceva lungo le pareti e gli uccelli nidificavano sulle grondaie. Adesso Edana occupava una delle molte sedie disposte intorno a un lungo tavolo, con Baird in piedi alle sue spalle, un passo pi indietro. Con lei sedevano Pendathran e Drust, il guerriero che li aveva condotti l, e anche Roisin e Lorcan.
La notizia dell'arrivo di Edana si era diffusa per tutto il campo come luce solare in una stanza buia, e la gente si era accalcata per vederla. Per qualche tempo, lei si era aggirata con piacere in mezzo a loro, con Baird e Vonn che vegliavano di continuo sulla sua sicurezza.
Un posto insolito per una riunione osserv Edana, guardandosi intorno nella stanza.
S. Dun Crin  un posto assolutamente insolito replic Pendathran. Una fortezza dei giganti che sorgeva in quella che suppongo essere stata una valle. Le storie narrano di come il mondo abbia cambiato forma dopo il Flagello di Elyon. Scroll le spalle, un movimento che fece scricchiolare la sua sedia. Non sapremo mai come abbia finito per diventare cos. Per  ben nascosta, e difendibile nel caso che venisse scoperta. Torri come questa sono collegate da vecchi bastioni che una manciata di uomini pu difendere con facilit. Inoltre, ci sono ben poche possibilit di essere colti di sorpresa in un posto che pu essere raggiunto solo nuotando o con una barca.
Hai fatto una scelta eccellente approv Roisin. Non potrei immaginare un luogo meglio difendibile.
Grazie, mia signora rispose Pendathran, burbero.
Sta arrossendo?
Camlin guard fuori della finestra che aveva accanto. Una posizione buona da difendere, Roisin ha ragione. Per non offre molto come via di ritirata. O di fuga. Qualcosa di sinuoso si mosse nell'acqua, vicino alle mura, e Camlin fece una smorfia.
E non mi piacciono neppure gli animali che ci sono qui.
Un movimento nell'ombra, vicino ai piedi, attir la sua attenzione, e vide Meg seduta l, con le ginocchia raccolte contro il petto.
 silenziosa come uno spettro.
Dunque, credo sia necessario che ci aggiorniamo a vicenda continu Pendathran, sorridendo a Edana.
Lei annu e parl della fuga da Dun Carreg a Domhain. Pendathran e gli altri ascoltarono con la sorpresa che si intensificava sul loro volto mentre Edana raccontava delle battaglie che avevano sostenuto mentre si aprivano un varco attraverso Cambren e fino alle montagne di Domhain.
Wolven e giganti borbott Pendathran. E li avete respinti tutti? Camlin vide qualcosa scintillare nei suoi occhi... Era rispetto?
Non senza perdite conferm in tono triste Edana.
Il vecchio capo militare chin il capo quando Edana parl della morte di Heb, che era stato tanto conosciuto e apprezzato fra quanti vivevano a Dun Carreg. Molti dei presenti annuirono quando lei parl dell'appoggio avuto da Eremon, dell'entusiasmo e poi della disperazione che avevano fatto seguito alle battaglie. Infine, Edana descrisse la fuga fino alla costa e il viaggio per mare fino ad Ardan. Pendathran ringhi nel sentire che Conall aveva ucciso Marrock.
Quanti dei miei familiari dovranno ancora perire in questa guerra? Non c' dunque fine al dolore che la mia famiglia deve sopportare? Nel parlare, Pendathran torse le mani come se stesse stringendo il collo di qualcuno.
Avevo dimenticato che Marrock era il nipote di Pendathran.
Poi abbiamo preso il mare, concluse Edana con l'aiuto di Roisin e di una ventina dei migliori scudieri di Eremon.
S, e di questo sono grato. Sia della tua presenza che di quelle spade in pi.
E noi siamo lieti e grati di essere qui interloqu Roisin, riuscendo ad apparire triste e contenta nello stesso tempo.
Ha pi talenti di quanti avessi realizzato.
E tu, zio? chiese Edana. Credevo fossi stato ucciso nella sala dei banchetti di Dun Carreg.
Ci sono andato vicino rispose Pendathran, poi spost una sciarpa sporca che portava intorno al collo per mostrare una cicatrice bianca. Per poco non sono morto dissanguato, l nella sala. Non so come non sia successo. Tutto quello che posso dirti  che mi sono svegliato in un buco puzzolente, che ho scoperto essere una delle cantine di Evnis. Nel ricordare, Pendathran non riusc a trattenersi dal guardare in direzione di Vonn, che sostenne il suo sguardo con occhi roventi.
Il solo menzionare suo padre sembra accendere una fiamma gelida in quel giovane guerriero.
Pendathran spieg poi come Evnis lo avesse torturato e fosse stato in seguito salvato da Cywen. Dopo essere fuggito attraverso i tunnel sottostanti la fortezza, aveva viaggiato verso sud allontanandosi da Dun Carreg e aveva finito per aggirarsi tra le paludi per oltre una luna, prima di essere trovato dalle forze nascenti della resistenza.
 risultato che non ero il solo a essere fuggito qui... C'erano uomini della banda di guerra di mio figlio... Fece una pausa, e un'ombra gli pass sul viso nel menzionare suo figlio.
Ricordo di aver guardato dall'alto delle mura di Dun Carreg Dalgar guidare la sua banda di guerra contro l'esercito di Owain. Erano spaventosamente inferiori di numero. Pendathran aveva condotto un altro contingente fuori delle porte di Dun Carreg, ma aveva trovato il ponte di collegamento con la terraferma bloccato dagli uomini di Owain. Era seguita una dura battaglia, ma alla fine i rinforzi guidati a Pendathran erano stati costretti a ripiegare nella fortezza e la banda di guerra di Dalgar era stata messa in rotta. I resti di Dalgar erano stati lasciati davanti alle mura di Dun Carreg, e con l'occhio della mente Camlin poteva ancora vedere il vecchio capo militare trasportare attraverso il ponte il corpo devastato di suo figlio.
Pendathran si sfreg una mano sugli occhi e riprese a parlare. I guerrieri che erano sopravvissuti alla disfatta della banda di guerra di mio figlio erano fuggiti qui, e molti si erano portati dietro la famiglia. Perfino alcuni uomini di Owain sono venuti qui aggiunse, accennando a Drust. A quanto pareva, aveva detto la verit quando aveva sostenuto di essere stato uno scudiero di Owain.
Condividiamo lo stesso nemico dichiar Drust scrollando le spalle. Rhin ha tradito Owain come ha fatto con Brenin. E vorrei dire una cosa a tutti voi, riguardo al male che Owain ha fatto a voi e al vostro regno: lui ha agito spinto dal desiderio di vendetta per la morte di suo figlio. Era folle di dolore e pensava che Brenin avesse fatto uccidere Uthan.
 una menzogna afferm Edana.
Adesso lo so. Rhin lo ha ingannato, come ha ingannato tutti i re dell'occidente.
La partita non  ancora finita sottoline Edana. Ora dimmi come hai fatto ad arrivare fin qui.
Drust parl della battaglia fra Owain e Rhin, del tradimento perpetrato da Nathair e da Evnis sul campo di battaglia. Ancora una volta, gli sguardi si volsero verso Vonn. Drust parl anche di come Cywen lo avesse aiutato a fuggire.
Mi ha salvato la vita ribad.
Ah ah rise apertamente Camlin, nel sentire quelle parole. Tutti gli sguardi si appuntarono su di lui, fino ad allora semidimenticato nell'ombra.
Quella ragazza e suo fratello spieg lui vedendo quegli sguardi interrogativi sono sempre nel posto giusto per intervenire.
E a volte in quello sbagliato chios Vonn con la voce che era poco pi che un sussurro.
Sulla stanza scese il silenzio, rotto soltanto dallo sciacquio delle onde che giungeva attraverso le finestre di pietra.
Ecco, sono tutte storie dolorose, su questo non c' dubbio disse infine Pendathran. Per adesso siamo riuniti qui, e il tuo arrivo sollever il morale... La principessa di Ardan che  tornata in mezzo al suo popolo.
Adesso sono la regina di Ardan lo corresse Edana.
S, ragazza mia, lo sei annu Pendathran. Stanotte festeggeremo e daremo il benvenuto ai nostri ospiti reali provenienti da Domhain. Chin il capo in direzione di Roisin e di Lorcan, poi si alz in piedi.
Dove vai? chiese Edana.
Qui c' sempre del lavoro da fare, ragazza mia.
Ma ci sono altre cose di cui dobbiamo parlare.
Per esempio? Pendathran si accigli.
Per esempio, qual  la situazione qui? Il sorriso di Edana era scomparso. Quanti siamo, che strategie abbiamo, quali sono i tuoi piani? Che successi hai avuto finora?
Il piano  quello di sopravvivere ribatt il grosso capo militare, bloccandosi nell'atto di alzarsi dalla sedia. Pareva un po' sorpreso dalle domande di Edana. Il resto sono soltanto dettagli che ti annoierebbero.
Ti assicuro che non mi annoieranno affatto la rassicur Edana. Per favore, siediti e parlamene.
Pendathran rimase sospeso sulla sedia ancora per un momento, poi si sedette nuovamente.
Pensa che lei sia ancora la bambina spaventata che ha visto a Dun Carreg.
Come ho detto, la sopravvivenza  in cima alla lista delle priorit. Adesso qui siamo in quattrocento, il nostro numero continua a crescere e meno della met  composto da guerrieri. Soprattutto si tratta di famiglie che cercano un rifugio sicuro dalla giustizia di Evnis. Pendathran fece una pausa e sospir. Non  facile cercare di nutrire cos tante persone. Sai quanto pesce bisogna pescare ogni giorno? Mostr un sorriso dolente. Le cose potrebbero andare peggio, per. Il pesce  una cosa che non ci manca, in queste paludi, e siamo riusciti a barattarne in cambio di grano e altri generi di prima necessit nei villaggi al di l delle paludi.
Questi traffici potrebbero interrompersi molto presto avvert Roisin. Siamo passati da uno di quei villaggi, venendo qui. Gli abitanti erano stati massacrati tutti, ogni uomo, donna e bambino. Ne hanno fatto un esempio per gli altri.
 stato Morcant aggiunse Edana.
Questa non  la migliore delle notizie tuon Pendathran. Nessuno di loro potrebbe mai rivelare dove ci troviamo, ma se non possiamo pi commerciare...
E a parte la sopravvivenza? lo incalz Edana. Qual  la tua strategia per contrastare Evnis e Rhin?
Saremo noi ad attaccare loro, non appena potremo rispose il capo militare aggrottando le sopracciglia cespugliose.
Non gli piace essere interrogato in questo modo. Dubito ci sia abituato, e soprattutto non da parte di Edana, che lui crede essere ancora una principessa viziata.
Sono certa che le vostre valorose imprese siano troppe per essere narrate comment Roisin.
Continua lo incit Edana.
Abbiamo ucciso alcuni uomini dalla livrea nera e oro di Cambren che si erano addentrati nelle paludi cominci Pendathran, tormentandosi un'unghia. E abbiamo fatto qualche scorreria pi lontano delle paludi. Non siamo ancora abbastanza forti da poter attaccare direttamente Rhin, e qui tutti hanno perso parenti, persone care...
Dun Carreg  caduta oltre un anno fa sottoline Edana.
Hanno paura, intu Camlin. Sono stati sconfitti e oppressi, e adesso vogliono soltanto nascondersi per un po' da tutto quanto. Hanno paura di essere sconfitti ancora e di non avere un altro posto in cui fuggire.
 lo stesso in tutto l'ovest afferm Roisin. Il re di Domhain  stato ucciso, le sue bande di guerra annientate, i suoi guerrieri dispersi. Questo per non vale per noi. Dovunque ci riuniamo per opporre resistenza insieme, l c' speranza. Ho scortato qui Edana perch lei mi ha parlato dei guerrieri di Ardan, mi ha detto che hanno coraggio e avrebbero combattuto. Si guard intorno.
La fa sembrare una sua idea, e non ha accennato al fatto di aver preso in considerazione la possibilit di usare Edana come merce di scambio con Rhin, per la vita del suo prezioso figlio. Tuttavia, se riuscir ad accendere un po' di fuoco sotto il loro sedere, non sar certo io a lamentarmi.
Questo per non  combattere osserv Edana. Questo  soltanto esistere.
Pendathran si color in volto, tanto che alcune chiazze scure gli apparvero sulle guance. Il silenzio aleggi nell'aria, intriso di tensione come nubi temporalesche rigonfie di tuoni.
Tu non capisci, mia signora disse poi Pendathran a denti stretti. Questa  guerra reale, ed  qualcosa di pi di semplici idee di coraggio e di gloria.
Lo capisco fin troppo bene scatt Edana. Ho visto abbastanza spargimenti di sangue da correggere qualsiasi idea errata che potessi avere un tempo. Si guard le mani, e Camlin ricord come esse avessero tremato, coperte di sangue, nella casa rotonda del villaggio.
Lo stesso vale per me le fece eco Roisin. Comprendo che in Domhain la cautela fosse la tattica migliore. Ho sbagliato, avrei dovuto dare ascolto a Edana. Di solito, la vittoria deve essere conquistata, non osservata. Senti, qui in questa stanza ci sono rappresentanti di tre regni: Ardan, Domhain e Narvon. E chi  il nostro nemico? Rhin. Lei  debole, le sue bande di guerra sono sparpagliate in quattro nazioni. Questo  il momento di colpire, non di starsene immobili a guardarla mentre torna a essere forte.
Pendathran sedette pi eretto sulla sedia in reazione a quelle parole.
Roisin ha ragione dichiar Edana, il volto accigliato che lasciava trasparire la sua contrariet.
Abbiamo fatto qualcosa di quello che dite ringhi Drust. La banda che comando, quella che vi ha trovati, era diretta verso la zona al confine della palude proprio con quella intenzione. Per dovete capire che ci sono problemi pratici. Quattrocento persone sono una quantit enorme di bocche da sfamare, e qui non ci sono soltanto guerrieri, che sarebbero pi inclini a rischiare il tutto per tutto. Ci sono anche donne e bambini... famiglie.
Edana scroll le spalle. Non possiamo costruirci una vita qui, nascosti da Evnis e da Rhin. Loro vi stanno cercando e finiranno per trovarvi. Meglio agire adesso, mentre sono ancora sbilanciati. Inoltre, non sono venuta qui a pescare e arrabattarmi per vivere nelle paludi. Sono venuta per contrattaccare. Ne ho abbastanza di fuggire e di nascondermi.  tempo di far cambiare la marea a spese di Rhin.
Sono d'accordo approv Roisin.
Camlin spost lo sguardo da Pendathran a Drust. Era chiaro che quei due avevano diretto le cose l, Pendathran come capo e Drust come suo capitano. E non paiono apprezzare che due donne si presentino qui e cerchino di imporsi, anche se sono entrambe due regine.
Questo mi va benissimo, ma... contrattaccare come? obiett Pendathran. Morcant sorveglia il confine delle paludi con pi uomini di quanti ne possiamo radunare, e ne ha molta altri l da dove vengono le sue pattuglie. Evnis ha a sua disposizione una banda di guerra di Rhin e, indipendentemente da qualsiasi altra cosa si possa dire sul suo conto, di certo non  uno sciocco.
No, Evnis non lo , ma Morcant? sugger Edana. Ho trascorso un po' di tempo con lui a Boscoscuro.  arrogante e pieno di s. Forse  una cosa che potremmo sfruttare.
Credo che tu abbia messo il dito sulla piaga interloqu Camlin. Stuzzichiamolo, e si infurier.
E le persone in preda all'ira commettono errori concluse Edana con un sorriso sulle labbra.
Proprio cos, mia signora conferm Camlin con un cenno di assenso.
Come fai a sapere tante cose sul conto di Morcant? gli domand Pendathran.
Camlin lo fiss. Non voleva dire: Perch lui  stato il mio capo per un po'. Prendevo ordini da lui, l'ho aiutato a uccidere gli scudieri della tua regina e la prima-spada del tuo re, a catturare la tua regina e la tua principessa.'
Edana intervenne a colmare il silenzio che si prolungava. Camlin ha contribuito a salvarmi da Morcant a Boscoscuro. Ha estratto la spada e si  parato fra me e lui.
Certo, ora ricordo comment Pendathran, scrutando Camlin con sospetto. Eri uno dei briganti a cui abbiamo dato la caccia nel Baglun.
S conferm Camlin. Questo non posso negarlo.
Ricordo di averti portato a Dun Carreg come prigioniero.
S, anche questo  vero. Ottanta uomini contro dodici di noi. Le cose erano diverse, allora. Ero pi disposto a fuggire che a combattere e morire.
Quindi, se dovessimo cercare di provocarlo, tu come suggeriresti di fare, Edana? chiese Roisin. Pendathran e Drust si scambiarono un'occhiata.
Edana e Roisin hanno fatto irruzione qui come una tempesta estiva. Questi due uomini si stanno ancora chiedendo cosa li abbia colpiti.
Camlin  un maestro nel cacciare e seguire le tracce. Durante la mia fuga da Domhain ha organizzato parecchie imboscate contro avversari le cui forze erano numericamente schiaccianti.
Camlin quasi arross a quelle parole e sent un'ondata di calore salirgli lungo il collo. Non credo che nessuno abbia mai parlato di me in questi termini, prima d'ora.
Poi si rese conto che tutti gli sguardi erano appuntati su di lui.
Sbatt le palpebre.
Allora? lo esort Pendathran.
Una buona domanda. Cosa dovremmo fare? Ricord Morcant in sella al suo cavallo nella piazza del villaggio, alto e orgoglioso, e le parole che aveva rivolto agli anziani suoi prigionieri. Un insieme di minacce e corruzione.
Qualcuno deve portare via a Morcant quella cassa di argento disse.
Camlin sbatt le palpebre quanto gli tolsero la benda dagli occhi. Drust ripose lo straccio in una sacca di canapa e procedette a togliere la benda alla persona accanto a Camlin. Era Vonn.
Non vedo che bisogno ci sia di bendarci borbott Vonn, mentre Drust ripeteva l'operazione lungo la fila, rimuovendo la benda a una dozzina di altri uomini.
Per me la cosa ha senso rispose Camlin, a bassa voce. Meno persone conoscono la strada fino a Dun Crin, e pi al sicuro siamo tutti. Un uomo torturato finir per parlare, non importa quanto creda di essere coraggioso, ma non si pu rivelare ci che non si sa.
A me sembra soltanto che non si fidino di noi sbrait Vonn.
Camlin inarc un sopracciglio.  una cosa a cui sono abituato, ma non posso biasimare Vonn per sentirsi cos, considerato come tutti lo fissano ogni volta che viene fatto il nome di suo padre.
Non si tratta solo di noi osserv Camlin, accennando alla panca su cui sedevano guerrieri che erano arrivati a Dun Crin prima di loro e che venivano liberati in quel momento dalla benda.
Vonn guard, ma non fece commenti.
Si trovavano su una lunga imbarcazione insieme a una trentina di altri guerrieri che ora si stavano alzando in piedi per scendere a riva, un contingente di uomini scelti incaricato di mettere le mani sulla cassa di argento di Morcant.
Sempre che sia ancora l. Se non c', dovremo trovarla, altrimenti sar la fine di Dun Crin e della resistenza di Edana. Basta una sola lingua troppo sciolta, e in quella cassa c' decisamente troppo argento perch chiunque possa resistere alla tentazione. La fedelt arriva solo fino a un certo punto... Quella era una cosa che aveva spiegato durante la riunione del consiglio. Edana lo aveva appoggiato completamente, e Pendathran aveva dovuto ammettere con riluttanza che quell'argento costituiva un pericolo su cui era il caso di indagare.
Si alz a sua volta e scese a terra, concedendo alle sue gambe un momento per abituarsi alla sensazione del terreno solido sotto i piedi.
Era stato lui a progettare la maggior parte di quella incursione, ma era chiaro che era Drust a comandare; Camlin riconobbe la maggior parte dei guerrieri come uomini della sua banda, anche se si erano offerti volontari alcuni degli scudieri di Roisin, fra cui Brogan. Il grosso guerriero incontr il suo sguardo e gli sorrise allegramente.
Verrebbe da pensare che stia andando a una festa.
C'erano stati festeggiamenti notevoli a Dun Crin, la sera del loro arrivo, tre giorni prima, e il mattino dopo molti avevano avuto la testa dolorante per i postumi di sbornia. Edana e Roisin, per, erano state lucide e decise come sempre e lo avevano tratto in disparte.
Cosa c'? aveva chiesto Camlin
Molto dipende da questa impresa aveva affermato Edana.
Camlin aveva annuito. Hai incontrato obiezioni al tuo diritto di comandare?
Non mi ero aspettata tanta strategia politica aveva sospirato Edana. Non qui, fra la mia gente, con i miei parenti.
Uh aveva sbuffato Roisin. La famiglia  politica, la fucina pi rovente in cui potrai mai forgiarti.
Gi, e qualcuno ne esce affilato come una spada, altri piegati e contorti. Qualcuno un po' di entrambe le cose.
Quindi la mia piccola spedizione deve avere successo aveva sintetizzato Camlin.
Esatto. Ci osservano e giudicano.
Far del mio meglio aveva promesso lui, sfoggiando un sorriso che non corrispondeva al suo stato d'animo.
Lo hai sempre fatto aveva replicato Edana, e si era allontanata.
E cos adesso, tre giorni pi tardi, lui era l sulla riva di un fiume, nominalmente a capo di trenta uomini in un territorio infestato dai nemici, in cerca di una cassa d'argento che con ogni probabilit non era pi l.
Sempre meglio che starsene seduto vicino a un lago a mangiare rane. Inoltre, se sono qui  soltanto colpa mia e di nessun altro. Nessuno mi ha costretto ad aprire la mia boccaccia.
Prelev una corda da una sacca da cintura e incord l'arco.
Sei pronto? domand a Drust quando questi gli si avvicin.
E tu?
Certo.
Drust gli segnal di precederlo, poi si protese in avanti mentre Camlin gli passava accanto.
Non far ammazzare i miei ragazzi, o me, per quella cassa.
Far del mio meglio rispose Camlin con una smorfia acida.
Strisciarono in fila per uno lungo la riva, Camlin con le orecchie costantemente tese e gli occhi che frugavano ovunque. Nel tragitto fino al villaggio non vide o sent niente che lo mettesse sul chi vive. Gli uccelli cantavano e gli insetti ronzavano.
Ronzano un po' troppo, pens, mentre si soffermava dietro l'ultimo riparo fra loro e i primi edifici.
Sollev una mano e il gruppo si divise, con oltre la met degli uomini che descriveva un cerchio verso est agli ordini di Drust creando un perimetro di sicurezza. Camlin attese per un po', in modo da dare loro il tempo di raggiungere le rispettive posizioni, poi rivolse un cenno agli uomini alle sue spalle e si mosse rapido e silenzioso attraverso il terreno scoperto e verso gli edifici.
Nel tempo che impieg ad arrivare alla piazza centrale sapeva ormai che erano soli. Il villaggio era come lo avevano lasciato, abitato da orde di mosche e di larve, con i cadaveri un po' pi putrefatti e rosicchiati. Si fece strada in mezzo a essi cercando di non respirare pi del necessario e raggiunse le porte della casa rotonda: erano ancora aperte, e all'interno morti pi recenti giacevano in mezzo a quelli la cui decomposizione era pi avanzata. Camlin vide una delle sue frecce sporgere da una gola.
La cassa era scomparsa, e rimaneva solo una depressione nel terreno l dove si era trovata.
Deve esserci dentro un sacco di argento, per lasciare quel genere di segno nel suolo.
Mand un uomo ad avvertire Drust, e il guerriero dai capelli rossi sopraggiunse ben presto insieme al messaggero.
Allora  stato uno spreco di tempo disse, avanzando nello spiazzo per poi soffermarsi con un sussulto alla vista dei morti.
Ossa di Elyon borbott.
Non sono quelle di Elyon ribatt Camlin.
Allora si torna a Dun Crin sussurr Drust, incapace di distogliere lo sguardo dai mucchi di carne lacerata e di ossa esposte.
Suggerirei un'alternativa diversa propose Camlin.
Cosa?
Camlin indic alcune tracce di ruote che spiccavano nella polvere, poi si chin a smuovere un mucchio di sterco di cavallo che si trovava poco lontano.
Hanno portato via la cassa su un carro, non pi di un giorno fa. Questo sterco  pi fresco del tuo alito.
E allora?
Dovremmo seguirla. Vedere se c' modo di rubarla.
Drust scosse il capo.
Il rischio  troppo elevato, e non possiamo muoverci sul terreno scoperto perch non abbiamo cavalli. Se Morcant dovesse trovarci verremmo travolti.
Questo  vero, ma non sto suggerendo una passeggiata per i prati. La maggior parte di noi potrebbe rimanere sulle vie d'acqua, con un paio soltanto a seguire la pista.
Se segue il perimetro delle paludi.
S, anche questo  vero, ma io ho la sensazione piuttosto netta che Morcant stia portando il suo argento attraverso i vari villaggi che sorgono intorno alla palude.
Non intendo mettere a rischio i miei uomini per una sensazione.
Camlin trasse un profondo respiro e si costrinse a ricacciare indietro una risposta irosa. Tu non capisci spieg lentamente. Morcant user quell'argento per corrompere la gente dei villaggi circostanti le paludi. Per quanto un'anima possa essere fedele, non sono molti quelli che preferirebbero la tortura e la morte a una sacca di argento. Anche se per ora nessuno sa dove vi troviate, una volta che la popolazione della zona avr fiutato quell'argento l'attenzione sar puntata su di voi, vi cercheranno, e sar solo questione di tempo prima che Dun Crin venga tradita. Alla fine qualcuno, da qualche parte, si offrir di fare da guida a Morcant e a una quantit di spade affilate fino a Dun Crin... C' semplicemente troppo argento in gioco. Se non lo troviamo e lo portiamo via, tu e tutti i tuoi uomini siete come gi morti.  solo questione di tempo.
Drust si accigli e il silenzio si prolung.
Non conosciamo abbastanza bene queste paludi. Abbiamo tante probabilit di perderci quante ne abbiamo di trovare quell'argento.
Potrei avere una soluzione per questo problema. Camlin si guard intorno lungo il perimetro del cortile, poi chiam: Meg! Ci fu un momento di silenzio, poi un'ombra emerse da un edificio e Meg avanz sotto la luce del sole.
Almeno ha la buona grazia di dimostrare di sentirsi in colpa.
Pensavo che potessi averci seguiti comment Camlin.
Drust si accigli ancora di pi.
 soltanto una bambina, ma  anche in parte ratto d'acqua. Morcant e i suoi uomini non riusciranno mai a prenderla e conosce bene le paludi. Una guida su ordinazione.
Drust ci pens su per un po', poi si gratt la barba socchiudendo gli occhi azzurri.
Dobbiamo prendere quell'argento gli ricord Camlin.  una questione di autoconservazione.
Credo che tu possa aver ragione ammise l'attempato guerriero, fissando Meg con contrariet. Seguiremo il tuo ratto d'acqua. Si protese poi ad afferrare Camlin per un braccio prima che potesse allontanarsi. Pendathran mi ha detto cos'eri: un brigante di Boscoscuro. Edana pu essere convinta del tuo valore, ma io no. Ho morso troppe mele marce nella mia vita. Ti terr d'occhio.
Non mi aspettavo niente di diverso ribatt Camlin. Liber il braccio con uno strattone e si allontan.

31. Haelan.

Haelan afferr il masso e lo sollev, barcollando nel raddrizzarsi, tanto che per poco non lo rovesci all'indietro nel fiume da cui lo aveva estratto. Guard verso il pascolo e i mucchi di rocce posizionati a intervalli regolari, poi trasse un profondo respiro e avanz su di esso, con Pots che gli correva intorno in cerchio, godendo di quello strano gioco.
Per te non ci sono problemi. Tu non devi trasportare un masso.
Pots sembrava aver adottato Haelan da quando lui lo aveva salvato dal ratto. Il ragazzo si trov ad ansimare e sbuffare quando finalmente raggiunse il mucchio di rocce e scaric il masso su di essa. Le mani gli pulsavano, e nell'esaminarle vi trov tre vesciche.
Grazie, ragazzo gli disse Tahir, sudando nel prelevare un masso dal mucchio eretto da Haelan. Il guerriero si era spogliato fino alla cintola, e adesso camicia, giustacuore di cuoio e cintura della spada giacevano in un mucchio per terra. Tutt'intorno al pascolo, altri uomini prelevavano i massi dai mucchi fatti dai bambini e li usavano per riparare un vecchio muro.
Perch facciamo questo lavoro? chiese Haelan.
Perch un muro non serve a niente se ha dei buchi rispose Tahir.
Haelan sbuff, guardando le vesciche.
Quando sar re, sarai tu a trasportare le rocce per me.
Ma perch tutti nella tenuta stanno facendo tanta fatica? Non hanno cose migliori da fare?
Wulf pensa che sia meglio rinforzare le nostre difese. Io sono d'accordo con lui, e penso che dovresti esserlo anche tu.
E dov' Wulf, allora? ribatt Haelan, imbronciato. Gli viene un'idea, impartisce un ordine, e poi non lo si vede da nessuna parte.
Non so dove sia Wulf lo inform Tahir. Senza dubbio star sbrigando qualche incarico per conto di Gramm. Tu per qui faresti le cose in modo diverso, vero?
S. Guiderei con l'esempio.  quello che mi ha sempre detto la mamma. Haelan sent un nodo salirgli in gola e prese a tormentarsi un'unghia.
 un buon consiglio. Che Wulf sia qui o meno, per, questo muro ha bisogno di essere riparato. Non vogliamo che Jael entri a piacimento, se dovesse tornare, giusto?
No. Haelan ricordava la vista della banda di Jael che entrava con assoluta sicurezza di s nel cortile di Gramm.
Un muro per non fermer Jael.
Questo  vero, ma lo rallenterebbe, se pure la strada fosse bloccata, e un muro serve anche per altre cose. Attacchi a sorpresa, trappole, impedire alla gente di andarsene una volta che  entrata. Ora smettila di dar fiato alla lingua e portami altre rocce.
Haelan sospir lasciando spaziare lo sguardo per il pascolo. Tutti - uomini, donne e bambini - erano stati divisi in gruppi di lavoro di circa una ventina di persone ciascuno e distribuiti lungo quel muro esterno. Il suo gruppo si trovava ora a varie leghe di distanza dalla tenuta, pi vicino alla foresta di Forn di quanto Haelan fosse mai stato. I suoi alberi erano enormi, si levavano torreggianti verso il cielo con tronchi spessi e nodosi. Non credo che una dozzina di uomini che si tenessero per mano riuscirebbero a circondare completamente quei tronchi. Per qualche motivo, per, gli piaceva guardare la foresta.  come un altro modo, lontano da Jael e da tutto il male che ha fatto. Un posto sicuro. Scivol in un sogno a occhi aperti nel quale si scavava una casa nel tronco di uno di quei grandi alberi e viveva il resto dei suoi giorni al sicuro, cacciando durante il giorno con Pots al suo fianco e dormendo di notte nella sua sala, nel cuore del tronco.
Ti fanno male le mani? chiese una voce, alle sue spalle. Era Trigg, la mezzosangue, che lanci un'occhiata a Pots nel posare sulla pila una roccia pi grande di qualsiasi masso Haelan potesse sperare anche solo di sollevare e tantomeno di trasportare per cento passi.
E non pare neppure sudare.
Quel cane dovrebbe essere morto comment Trigg, in tono pratico. E tu hai ucciso il ratto pi grosso che io abbia mai catturato. Avrebbe potuto farmi arricchire.
Haelan lanci un'occhiata alla sua cintura e all'accetta che pendeva da essa.
L'ascia di Swain, che ho usato per uccidere il ratto.
Al pensiero di Swain si sent sopraffare da una nuova ondata di senso di colpa. Swain era stato portato via da Jael. A causa mia.
Gramm aveva infuriato come un folle dopo che Jael aveva lasciato la tenuta insieme alla sua banda di guerra, portando con s Swain e sua sorella Sif. Afferrata un'ascia a manico lungo, Gramm aveva preso a colpire la parete della sala dei banchetti, e nessuno aveva cercato di fermarlo, tutti erano rimasti a guardare finch le sue braccia non si erano accasciate per lo sfinimento, cosa che aveva richiesto molto tempo. Appena prima del tramonto, Wulf era rientrato alla testa di trenta uomini, la pattuglia che ogni giorno sorvegliava i confini delle loro terre. Gli era bastata un'occhiata a sua moglie Hild e a Gramm perch ogni traccia di colore gli scomparisse dal volto.
Quella notte, Gramm aveva convocato nella sala dei banchetti tutti gli abitanti della tenuta, pi di duecento anime. Circa ottanta erano guerrieri, uomini che sorvegliavano le mura della tenuta, pattugliavano le terre di Gramm e tenevano lontani i predatori di Forn e i banditi provenienti dalle circostanti terre senza legge. Gli altri erano quelli che lavoravano alle attivit che sostentavano la tenuta, cio la produzione di legname e l'allevamento dei cavalli, come pure alle attivit che si accompagnavano a esse; erano fabbri e conciatori, tessitori e cacciatori di pellicce. E i pi avevano famiglia, una moglie e dei figli. Nonostante ci, nella sala c'era stato il silenzio quando Gramm aveva cominciato a parlare.
Oggi sono stati portati via due dei miei nipoti aveva detto. Hild aveva ripreso a singhiozzare, con Wulf che sedeva rigido al suo fianco, gli occhi arrossati dal pianto.
Sono stati presi da un tiranno. Un uomo malvagio che ci vuole dominare perch pu farlo. Borbottii minacciosi si erano diffusi per la sala.
E io potrei riavere i miei nipoti se fossi disposto a fare una cosa. Gramm aveva rivolto un cenno a Haelan, chiamandolo accanto a s, e lui era rimasto fermo l con lo sguardo basso.
Se consegner questo ragazzo a Jael riavr i miei nipoti, e anche dell'oro. Era sceso di nuovo il silenzio, e Gramm aveva lasciato che si protraesse, facendo scorrere lo sguardo per la sala e posandolo su ogni volto presente.
Io non lo far perch  sbagliato. Voi tutti sapete chi sia questo ragazzo. Haelan  il legittimo erede al trono di Isiltir. Era stato inutile cercare di nascondere quell'informazione, dato che Haelan si era presentato con il suo titolo completo all'arrivo nella tenuta, nella sala dei banchetti piena di gente. In retrospettiva, non  stata la cosa pi sensata da fare. Gramm per era stato adamantino nel garantire che nessuno lo avrebbe tradito. Queste persone mi sono pi vicine di consanguinei. Nessuno ti tradirebbe, perch nel farlo tradirebbero anche me.
Jael ha assassinato suo padre e anche sua madre, la nostra legittima regina aveva continuato Gramm. Quando lui  venuto qui gli ho promesso un rifugio sicuro, ho giurato di proteggerlo, e non infranger il mio giuramento. Manterr le mie posizioni. Noi tutti le manterremo. Aveva posato una grossa mano sulla spalla di Wulf e di Hild. In qualche modo, li riavremo. Giuro che li riavremo.
Qualcuno gli tocc una spalla e lui si riscosse sbattendo le palpebre. Era Trigg, che lo pungolava con un dito.
Mi stai ascoltando? Ho detto che sei in debito con me per quel ratto, mi devi una qualche ricompensa.
Non ti devo niente ribatt Haelan. Hai avuto l'ascia di Swain. Era quella la posta della scommessa.
Pots ringhi.
Ebbene, non  stata una cosa equa, non credi? Ritengo che dovresti darmi qualcosa per ricompensare la mia perdita.
No rifiut Haelan.
Trigg lo fiss, poi annu con un certo umorismo nello sguardo. Mi sembra giusto... Valeva la pena provarci, ma non voglio che ti infuri con me. Ricordo quello che hai fatto al mio ratto.
Haelan sbuff e la squadr da testa a piedi, notando i fasci di muscoli che le rivestivano le braccia. Quella era la conversazione pi lunga che avesse mai avuto con lei, o che le avesse mai sentito avere con chiunque.
Pots continuava a ringhiare. Haelan aveva creduto che stesse ringhiando a Trigg, ma il cane guardava nella direzione opposta, verso la foresta di Forn. Segu la traiettoria del suo sguardo, oltre il fiume e la prima fascia di sottobosco, scrutando in profondit fra i tronchi degli alberi. I suoi occhi impiegarono qualche momento ad abituarsi, a distinguere le ombre dai cespugli, e lui stava quasi per distoglierli quando vide qualcosa che si muoveva fra gli alberi, un'ombra massiccia i cui movimenti erano diversi dall'oscillare dei rami che la circondavano.
Rabbrividendo, si sforz di mettere meglio a fuoco quella sagoma.
 troppo lontana.
Un alito di brezza proveniente dalla foresta soffi fino a lui. Il naso di Pots vibr e il suo ringhiare sal di tono. Alle loro spalle, i cavalli nitrirono.
L c' qualcosa comment Trigg, che stava guardando a sua volta. Qualcosa di grosso.
Poi ci furono altri movimenti, sagome indistinte, cespugli che si agitavano, e di colpo la foresta prese a ribollire, con i rami che tremavano e il sottobosco che echeggiava di schianti. Un possente ruggito infranse il silenzio, seguito da ringhi, tonfi e urla. Sul pascolo tutti si immobilizzarono, guardando verso la foresta, poi Haelan sent una mano sulla spalla e Tahir gli si par davanti, dirigendosi verso dove aveva lasciato camicia e giustacuore con sopra la spada nel fodero. Si affibbi la cintura intorno alla vita ed estrasse la spada.
Il rumore proveniente dalla foresta si protrasse in una cacofonia di ruggiti e di ringhi, punteggiata dal secco crepitare dei rami che si spezzavano, poi si dissolse. L'uggiolare di un animale arriv ancora fino a loro portato dalla brezza, poi pi niente. Infine, un fragoroso ruggito scatur da in mezzo agli alberi, facendo vibrare i rami e tremare le foglie. Haelan si copr le orecchie con le mani e chiuse gli occhi, sentendo quel fragore che gli risuonava nel petto. Alle sue spalle i cavalli nitrirono e alcuni spezzarono le pastoie, dandosi alla fuga. Poi il ruggito cess, improvviso, e fu sostituito da una serie di schianti nel sottobosco, che svanirono rapidamente.
Tahir si rivest e corse verso il suo cavallo, uno dei pochi che non fossero fuggiti. Balz in sella, imitato da altri qua e l sul pascolo, e si avvi al trotto verso la foresta.
Portami con te! grid Haelan correndogli accanto.
Potrebbe essere pericoloso obiett Tahir, accigliandosi.
Sempre meglio che lasciarmi qui. Cosa succederebbe se quella cosa arrivasse qui sul pascolo mentre sei nella foresta?
Tahir trattenne il cavallo per un momento, poi annu e iss Haelan sulla sella. Tieniti a me gli ordin, e spron la cavalcatura, con Pots che correva loro accanto.
Altri cavalieri si unirono a loro mentre si avvicinavano alla foresta, fino a formare un gruppo di una dozzina di uomini armati di spade, asce e lance. Haelan sbirci da dietro Tahir quando la foresta si chiuse intorno a loro. Fu come passare dal pieno giorno alla frescura della sera, con il crepuscolo che scendeva su di loro come un sudario. I rami graffiarono le braccia a Haelan quando il sottobosco si fece pi fitto. Nel guardarsi alle spalle, vide il pascolo immerso nella luce del sole, il muro che rimpiccioliva sempre di pi e una figura che li seguiva correndo e guadagnava terreno. Era Trigg, le cui gambe lunghe divoravano la distanza. Una volta che li ebbe raggiunti, si adegu in silenzio alla loro andatura.
Sbucarono in una radura dove il sottobosco appariva calpestato e appiattito. Pots si immobilizzo, ringhiando, e Tahir trattenne il respiro con un sibilo. La prima cosa che colp Haelan fu l'odore, caldo e nauseante, che gli riport a galla dei ricordi. Conosco questo odore. Morte.
Che Elyon ci protegga disse qualcuno, e questo spavent Haelan, perch sapeva che quelli erano tutti uomini duri, abituati alle terre selvagge e a vivere in piena vista della foresta di Forn e della Desolazione.
Haelan si contorse dietro Tahir per sbirciare oltre il suo corpo. In un primo momento non riusc a dare un senso a quello che vedeva. C'era sangue dappertutto, che chiazzava il terreno in larghe polle, copriva di schizzi la corteccia e le foglie. Qua e l c'erano mucchi di pelo. Quattro, no, cinque di essi. Guard meglio, ma ancora non riusc a capire cosa stesse vedendo.
Cosa sono? chiese in un sussurro a Tahir, quando il guerriero scese di sella.
Wolven.
Tahir si accoccol accanto a una delle creature morte, che giaceva in un mucchio dei propri intestini, con un lato della testa segnato da profondi colpi di artiglio. Trigg lo raggiunse.
Sono giovani bofonchi sollevando una zampa e controllando gli artigli dell'animale morto.
Chi ha fatto questo? chiese Haelan.
Ecco chi  stato rispose Trigg. Anche se non sapeva bene cosa pensare di lei, se fidarsi o meno, Haelan non dubit della sua esperienza a questo riguardo. Tutti sapevano che quando era assente dalla tenuta trascorreva gran parte del tempo nella foresta di Forn, e per farlo e sopravvivere bisognava conoscere bene la foresta e i suoi abitanti. Trigg era in piedi accanto all'impronta di una zampa enorme, larga quanto un piatto di peltro, circondata da segni di artigli che affondavano nel terreno.
Chi l'ha lasciata?
Un orso. Trigg si accigli. Non si spingono spesso a sud del fiume.
Questo lo ha fatto afferm Tahir, accoccolandosi accanto a un altro wolven morto. Cosa  successo qui?
Credo che un branco di wolven abbia preso di mira il pasto sbagliato borbott Trigg. Sono pi piccoli del solito. Forse  un branco di animali giovani che ha fatto una scelta avventata.
Haelan scivol di sella, perch qualcosa lo spingeva a guardare pi da vicino. Armeggi con la mano alla cintura per estrarre il coltello che usava per mangiare. Ridacchiando, Trigg gli porse la sua accetta... quella di Swain.
 tua protest Haelan.
Lo so. Questo significa che la posso prestare a chi voglio. Trigg gliela offr di nuovo. Ti sarebbe pi utile di quello spillone.
Haelan l'accett con un cenno del capo, apprezzando il peso dell'arma nella mano.
Sembra che l'orso sia corso via in questa direzione osserv un altro degli uomini, che era in piedi accanto a un ampio buco nel sottobosco, pi alto e largo di un uomo massiccio, che conduceva nell'oscurit.
Dovremmo dargli la caccia? sugger qualcuno.
Non essere sciocco. Ci hanno provato cinque wolven. Meglio tornare dalle donne e dai bambini ribatt qualcun altro.
Haelan stava osservando ciascun wolven ora ridotto a un mucchio di pelo e di carne. Tutti avevano il corpo segnato da profonde lacerazioni lasciate da zanne e artigli.
Andiamo, ragazzo disse Tahir, issandolo di nuovo in sella.
Credo che dovresti dare un'occhiata a questo avvert Trigg, che era accoccolata accanto a uno dei wolven morti le cui costole erano state messe a nudo da colpi di artiglio.
Tahir la raggiunse e si chin accanto a lei per esaminare la ferita.
Non quella disse Trigg. Questo. Sollev la testa del wolven, esponendo un enorme taglio sul collo che l'aveva quasi recisa dal corpo.
 un taglio netto. Non sono state zanne o artigli a lasciarlo aggiunse Trigg. A me sembra pi il risultato prodotto dalla lama di un'ascia.
Quella notte la sala dei banchetti era piena. Una tempesta estiva era giunta dal Nord, e il mantello di Haelan era fradicio di pioggia. Fuori il vento ululava e c'erano rombi di tuono. Haelan sent le parole oscuro presagio' sussurrate pi di una volta mentre sedeva con Tahir e altri guerrieri, Pots che mendicava pezzetti di cibo vicino ai suoi piedi. Lasci cadere un pezzo di pane per il cane e la sua mano si spost poi fino all'accetta che portava alla cintura perch Trigg gli aveva detto di averne cura per lei. Non la capisco. Mi lascia confuso.
Quasi che i suoi pensieri l'avessero evocata, Trigg gli si venne a sedere accanto con un vassoio pieno di carne e di sugo, e la panca scricchiol quando lei vi si sedette sopra.
Ho qualcosa per te gli preannunci con la bocca piena, e spinse un oggetto verso di lui, sul tavolo. Era una lunga zanna ricurva, con un foro praticato nell'estremit pi larga e un laccio di cuoio che vi passava attraverso.
Haelan si limit a fissarla.
Avanti, prendila.  tua. Per ricordarti la prima volta che hai messo piede dentro la foresta di Forn.
Haelan sollev la zanna, affascinato.
Grazie balbett. Dove l'hai presa?
L'ho strappata mentre tutti tornavano ai cavalli e se ne andavano, prima che gli altri tornino per scuoiare quei wolven. Ne ho una anch'io aggiunse, aprendo la camicia a rivelare un'altra zanna che le pendeva dal collo.
A capotavola, Gramm si alz in piedi. Lo sguardo di Haelan si spost per un momento sul martello gigantesco e sulla pelle d'orso inchiodata alla parete sopra di esso. Era questo ci che c'era oggi nella foresta di Forn? Rabbrivid nel formulare quel pensiero. Forse le pelli di wolven saranno presto appese l anche loro.
Ormai lo sapete tutti: cose strane sono state viste oggi nella foresta. Un branco di wolven attaccato da qualcosa, molto probabilmente un grande orso. E c'erano altri segni... Gramm fece una pausa, guardandosi intorno nella stanza. Sembra che i Jotun abbiano attraversato il fiume. Quantomeno, uno lo ha fatto, e dove c' un gigante, di solito ce ne sono altri. Domani seguir le loro tracce. Aggrott la fronte in un'espressione preoccupata. Questi sono tempi bui, e ho sentito molti di voi dire che quanto  successo oggi dentro Forn  un oscuro presagio. Ebbene, avete ragione. I tempi oscuri sono giunti, a notte incombe su di noi e dobbiamo essere vigili se vogliamo veder sorgere di nuovo il sole. Sapete tutti cosa penso stia per giungere, mi avete sentito parlare della Guerra degli Di, quindi non intendo ripetermi. Per vi dir questo.  qui. Sta succedendo. Ci che  stato trovato oggi nella foresta di Forn non  una coincidenza. Si guard intorno, lasciando che il silenzio si protraesse. Haelan sent la pelle che gli si accapponava.
Sono parte della Guerra degli Di? Come se non avessi gi abbastanza cose di cui preoccuparmi. Siamo davvero i burattini di Elyon e di Asroth, recitiamo la loro guerra a prezzo della nostra vita? Sent ribollire dentro di s una rabbia piena di frustrazione destata da quel pensiero. Voglio solo che ci lascino in pace.
Gramm sollev la coppa. Quindi tenete gli occhi aperti e le lame affilate li esort bevendo fino all'ultima goccia.
Tutti i presenti lo imitarono, perfino Haelan e Trigg sollevarono la coppa e borbottarono il giuramento.
In quel momento le porte si spalancarono, lasciando entrare raffiche di pioggia e tre uomini apparvero delineati nella luce del fuoco. I lampi crepitarono alle loro spalle mentre avanzavano nella sala.
Due erano guerrieri che Haelan riconobbe come uomini della tenuta, entrambi attempati, con la barba striata di bianco, uomini che godevano della fiducia di Gramm. Quello che camminava in mezzo a loro era Wulf, e aveva un'aria tutt'altro che contenta.
I tre attraversarono la sala, fermandosi davanti a Gramm.
Lui si alz, appoggiando i grossi pugni sul tavolo.
Te lo abbiamo riportato, signore disse uno degli uomini che affiancavano Wulf.
Dove lo avete trovato? chiese Gramm.
Dove avevi detto tu, a Dun Kellen. Pareva sul punto di attaccare le porte da solo.
Wulf, ragazzo mio,  stato un tentativo stupido disse Gramm.
Loro sono l dentro, i miei Swain e Sif. Ho sentito gli scudieri di Jael parlare di loro ribatt Wulf, fissando suo padre con un'espressione che oscillava fra l'ira e la pi assoluta disperazione.
Che siano l o meno, non saresti riuscito a portarli fuori. Saresti finito in una cella insieme a loro o ti avrebbero staccato la testa dalle spalle. Perch lo hai fatto, ragazzo?
Dovevo fare qualcosa rispose Wulf. Il pensiero che siano in quella fortezza, spaventati, infreddoliti, soli...
In qualche modo li riavremo dichiar Gramm.
Come? Quando? domand Wulf.
Gramm sospir e abbass le spalle. Non lo so ammise.
Haelan era seduto nella sua camera insieme a Tahir, in quanto divideva la stanza con il guerriero Gadrai dalla notte in cui erano arrivati nella tenuta di Gramm.
Bussarono piano alla porta, che si apr scricchiolando. Wulf entr nella stanza, salut con un cenno del capo Tahir, poi prese una sedia e si vers una coppa di idromele.
Ho bisogno del tuo aiuto confess una volta svuotata la coppa. I suoi occhi erano arrossati dal pianto. Tahir si limit a fissarlo.
Sto andando a Dun Kellen per riprendermi i miei figli.
Sei appena tornato da l, e comunque  un suicidio obiett Tahir.  una follia. Da' ascolto a tuo padre.
Tu conosci un modo per entrare a Dun Kellen. La galleria segreta dei giganti attraverso cui sei fuggito.
Tahir lo fiss con espressione dura. Non  pi segreta. Tuo fratello Orgull ne ha difeso l'ingresso e ha creato una montagna di cadaveri davanti a esso.
Non importa. Jael non si aspetter che qualcuno cerchi di entrare di soppiatto a Dun Kellen. La galleria  la mia speranza migliore.
Non  una speranza.
Ho intenzione di andare. Mi aiuterai?
Tahir lo fiss a lungo, e alla fine sospir.
Non posso. Ho giurato di servire e proteggere Haelan.
Wulf si vers un'altra coppa di idromele e la trangugi. Sei in debito con noi, con la mia famiglia. Se non fosse per questa tenuta, adesso potreste essere morti entrambi.
S, molto probabilmente questo  vero convenne Tahir. Haelan non fatic a vedere che era a disagio, contrariato dal dover sostenere quella conversazione. E vi sono grato, pi grato di quanto potr mai espri...
Le azioni, non le parole, mostrano la sincerit e profondit della gratitudine di un uomo lo interruppe Wulf.
Mia madre era solita dirlo borbott Tahir, fissando la propria coppa vuota.
Per favore, vai con lui intervenne Haelan. Voglio che tu vada. Swain  mio amico, e non ho mai avuto un amico, prima. Non uno vero.
Tahir spost lo sguardo su di lui.
Nessuno di voi due capisce disse. Ho pronunciato un giuramento, ho giurato a Maquin e Orgull, miei fratelli di spada. Noi tre eravamo gli ultimi dei Gadrai, e adesso io sono l'ultimo. Lasciarti qui per imbarcarmi in un'impresa che mi fa correre il rischio di non tornare indietro... Abbass le spalle. Non ho paura ringhi poi. In realt, l'idea mi piace,  abbastanza suicida da meritarsi una sua ballata, ma infrangere il giuramento quando non resta nessuno che mi possa subentrare nell'incarico... Scosse il capo.
Non lo infrangeresti assicur Haelan. Qui sono al sicuro quanto potr mai esserlo, che tu sia con me o meno. Non voglio insultarti, Tahir, ho visto il tuo coraggio sulle mura di Dun Kellen. Ho visto te, Orgull e Maquin impedire pi volte agli uomini di Jael di prendere quelle mura. Tu per sei un solo uomo, e se qui dovessero esserci problemi, Gramm ha abbondanza di guerrieri. La tua presenza comporterebbe ben poca differenza.
Hai parlato bene. Le labbra di Tahir si contrassero in un fugace sorriso. Per ti sbagli. Qui ogni uomo serve Gramm come suo signore, ha giurato fedelt a lui, per cui Gramm sar per tutti la loro massima priorit. Io ho giurato di proteggere te, non Gramm, o Wulf, o qualsiasi altra anima vivente in queste Terre dell'Esilio. Solo te. E darei la vita per farlo. Pu chiunque altro dire la stessa cosa?
Le sue parole commossero Haelan.
Sarai il mio scudiero, quando diventer re? chiese.
S, ragazzo, sorrise Tahir se mai ci arriveremo, sar il tuo scudiero.
Dici sul serio, o stai soltanto assecondando un bambino?
Tahir lo guard, serio in volto. Dico sul serio, Haelan.
Allora giuramelo adesso. So che probabilmente morir, forse ancora prima di vedere il mio dodicesimo onomastico, ma fallo giusto per precauzione. Haelan scroll le spalle.
Tahir lo fiss a lungo. Sai cosa questo richieda? Non si tratta solo di parole, il sangue suggella il giuramento chios infine.
Ho visto mia madre e mio zio ricevere pi di un giuramento, e conosco la mia parte rispose Haelan, che improvvisamente si sentiva molto pi maturo dei suoi undici anni.
Ci serve un testimone.
Wulf pu fare da testimone.
Certo acconsent Wulf. Un giuramento non  cosa da poco aggiunse.
Il silenzio torn a prolungarsi.
Avrai il mio giuramento afferm allora Tahir, ed estrasse un coltello dalla cintura, posandolo sul tavolo fra loro due. Wulf, vuoi dire tu le parole.
S, se sei sicuro.
Lo sono.
Tahir, ti vincolerai a Haelan figlio di Romar, diventerai la sua spada e il suo scudo, il difensore della sua carne, del suo sangue e del suo onore, fino alla morte?
S assent Tahir, con un tremito nella voce, poi afferr il coltello, si fer il palmo e lasci che il sangue colasse dal suo pugno sull'elsa di ferro.
Haelan, ti vincolerai a Tahir figlio di Davin, accettando la sua fedelt, e giuri di provvedere a lui e di proteggerlo al meglio della tua abilit, fino al tuo ultimo respiro?
S ripet Haelan. Prese il coltello, lo fiss per un momento poi ne serr la lama e sussult quando il sangue gli col dalla mano. Allo stesso tempo, per, si sent molto coraggioso, adulto. Il sangue prese a sgocciolare dal taglio e lui lasci che fluisse sull'impugnatura, mescolandosi con quello di Tahir.
 fatto disse Wulf.
Quindi adesso sei il mio scudiero?
S conferm Tahir.
Bene. Allora la mia prima richiesta per te  che aiuti Wulf a riportare a casa Swain e Sif.
Tahir si appoggi allo schienale della sedia, interdetto. Poi gett indietro il capo e scoppi a ridere.

32. Maquin.

Maquin riconobbe Krelis, come il ricordo di un sogno.
 l'uomo che mi ha raccolto dalla strada e mi ha trasportato oltre le porte di Ripa.
I Vin Thalun? chiese Alben.
Alcuni si aggirano ancora per la torre replic Krelis scrollando le spalle massicce. Credo per che il peggio sia passato. In un modo o nell'altro, dobbiamo portarvi fuori di qui.
Siamo pi al sicuro quaggi ribatt Ektor.
Non se qualche Vin Thalun decidesse di venire a curiosare. Verrete con me.
Ektor si incup in volto, ma non aggiunse altro.
Gli uomini di Krelis li circondarono e li scortarono fuori della stanza, con Maquin che procedeva dietro Fidele. Arriv fino ai gradini a spirale della scala prima che le gambe cominciassero a tremargli. Un'altra dozzina di passi e inizi ad accasciarsi. Girandosi, Fidele se ne accorse e lo afferr prima che cadesse per terra.
Aiuto chiam.
Non mi ero reso conto che si trattava di te comment Krelis, passando un braccio intorno a Maquin e issandolo in piedi. Dovresti essere morto, non andartene in giro aggiunse bonariamente.
Ce n' ancora il tempo grugn Maquin. Con Krelis da un lato e Fidele dall'altro, riusc a salire le scale. Un rumore di combattimenti lontani echeggi in un corridoio mentre ne oltrepassavano l'ingresso, ma niente che suonasse vicino.
Krelis, qual  la situazione con i Vin Thalun? domand Fidele mentre salivano.
 stato un attacco coordinato spieg Krelis. Un contingente si  avvicinato alle porte, ci ha distratti e ha aspettato che i loro uomini scalassero le alture prima di attaccare le mura. Li abbiamo respinti, anche se sono arrivati troppo vicini per i miei gusti. La maggior parte di quelli nella torre sono morti. Hanno cercato di arrivare alle porte... alz le spalle ...e hanno fallito. Ce ne sono ancora alcuni che si aggirano per i corridoi, ma non continueranno a respirare per molto.
Finalmente lasciarono la scala per entrare in una sala, dove la fredda pietra scomparve per essere sostituita da legno. Quando lo aiutarono a raggiungere una panca affiancata a un lungo tavolo, Maquin si rese conto che erano in una sala per banchetti. Allung una mano verso una caraffa d'acqua, perch si sentiva la gola pi riarsa di come fosse mai stata, e cominci a bere.
Solo piccoli sorsi avvert Alben, accanto a lui, posandogli una mano sul polso.
L vicino, circondato da guerrieri, c'era un uomo alto; era anziano, con i capelli grigi e il volto stanco e segnato.
Padre, disse Krelis avvicinandosi al vecchio abbiamo trovato Fidele.
Quindi questo  Lamar. Nell'osservarlo, Maquis vide in lui qualcosa del suo amico Veradis, non tanto nei lineamenti quanto nel portamento, in una certa sicurezza che emanava dalla sua persona, nella determinazione che traspariva dalla linea della mascella.
Bene rispose Lamar, poi si gir e prese la mano di Fidele, chinando il capo.
Benvenuta a Ripa, mia signora.
Sopraggiunse un altro uomo, pi basso di statura, snello, con ogni muscolo ben definito. Maquin lo aveva gi visto in precedenza... L'ultima volta in catene nell'arena di Jerolin, pronto per essere giustiziato.
Peritus, il capo militare di Aquilus, l'amico di Fidele. Era stato Peritus a scatenare l'insurrezione contro i Vin Thalun. Adesso si gett in ginocchio davanti a Fidele e le baci la mano.
Mia regina, credevo di averti perduta, di esserti venuto meno.
Hai generato la scintilla che mi ha liberata replic Fidele, costringendolo con gentilezza a rialzarsi. Maquin rimase sorpreso nel vedere le lacrime rigare le guance di Peritus.
Mentre stava l seduto, sent aumentare la sensazione pulsante al ventre, che divenne impossibile da ignorare perch seguiva i battiti del suo cuore come un rullare di tamburi organico.
Ho una ferita al ventre. Molto probabilmente mi uccider. Si sent assalire dall'ira a quel pensiero, perch la morte significava che non sarebbe riuscito a piantare un pugnale nel cuore di Jael. Mentre se ne stava l seduto a guardare Fidele, tuttavia, il desiderio di distruggere Jael ardeva meno intenso del solito dentro di lui. La vista cominci ad appannarglisi lungo i contorni del suo campo visivo, creando una cornice scura intorno a Fidele.
Sono contento di non averti lasciata nella foresta, pens distrattamente, guardando i movimenti delle ossa del volto di lei mentre parlava, la curva delle sue labbra quando sorrideva, la rete di linee sottili che il riso le creava intorno agli occhi. Valeva la pena di salvarti. Di morire per te. La vide girarsi verso di lui e il suo sorriso svanire per essere sostituito dalla preoccupazione. Cerc di dire qualcosa, di dirle di non preoccuparsi, ma in qualche modo la sua bocca rifiut di funzionare. Abbass la mano verso l'elsa della spada, per qualche motivo era importante sentirne il contatto. Le sue dita erano per intorpidite, e di colpo si rese conto di tremare di freddo, un gelo che gli si diffondeva nelle ossa. Scivol dalla panca come se i fili che tenevano eretto il suo corpo fossero stati tagliati.
Maquin si trovava di fronte a un ponte di pietra che descriveva un arco su un ampio abisso, profondo e buio, il cui fondo, se pure esisteva, si perdeva nell'ombra. Il lato opposto del ponte era offuscato da una nebbia pervasa di un chiarore simile a quello delle ultime luci del giorno, pallido e dorato.
Devo attraversarlo. Non sapeva il perch, sapeva soltanto che doveva farlo, come se qualcuno lo stesse tirando per una corda legata intorno alla vita, quindi mosse un passo sul ponte, e nel farlo si rese conto che aveva in mano la spada. La cosa gli parve del tutto naturale. Avanz di qualche altro passo, notando che la struttura del ponte gli dava una sensazione strana sotto i piedi, appariva come irregolare. Abbassando lo sguardo, vide che la pietra era fusa con una successione di spade. Arrivato a met del ponte si ferm nel vedere una figura emergere dalla nebbia e avvicinarglisi.
Era una sagoma umana, ma molto pi alta di un uomo. Non si trattava di un gigante, tutto massa e muscoli, era una figura pi snella ed elegante, dotata di grandi ali di piume bianche larghe quanto il ponte stesso.
Uno dei Ben-Elim.
L'essere impugnava una spada dalla cui lama emanavano piccole volute di fiamma.
Le ali si flessero, provocando una folata d'aria che lo invest mentre la creatura si levava in volo per poi atterrare con grazia a una dozzina di passi da lui. Avanz verso di essa.
Sei pronto a percorrere il ponte delle spade, figlio della carne? gli chiese il Ben-Elim.
Maquin si sent attraversare da un senso di shock.
Allora sono morto. Non provava nulla, soltanto un freddo distacco, e forse una vaga delusione.
Il Ben-Elim si chin leggermente in avanti per scrutarlo con i suoi occhi scuri, poi protese la spada, la cui punta fiammeggiante rimase sospesa a una spanna dal suo cuore. Fermo... Qualcosa  diverso. L'essere annus l'aria, poi protese una mano a toccargli la faccia.
Maquin cerc di aprire gli occhi, ma la luce era accecante, dolorosa. Ci rinunci.
Dove sono?
Mosse una mano, o almeno ci prov. Le dita si spostarono appena. Forse.
Sono disteso.
Uno stridere di gabbiani arriv fino a lui, e una brezza gentile gli sfior il volto.
Ripa. Sono a Ripa.
Lentamente, acquist consapevolezza di una presenza vicino a lui, del rumore di un respiro, uno smuoversi dell'aria. Una mano gli tocc la faccia.
Una porta scricchiol e un rumore di passi si avvicin.
La mano sul suo volto scomparve.
Mia signora, come sta?
Sempre uguale. Brucia per la febbre.
Conosco quella voce. Fidele. Era piacevole sentirla, era un conforto.
I passi si fecero ancora pi vicini, una mano arida gli si pos sulla fronte, le dita gli controllarono le pulsazioni, sul collo.
Alben, per quanto tempo pu sopravvivere in questo stato?
Dovrebbe essere gi morto, mia signora. Non ho mai visto nessuno aggrapparsi alla vita nonostante una febbre tanto alta o che duri da cos tanto tempo.
Ho fatto tutto quello che hai detto - acqua, latte di capra, la miscela di erbe che hai preparato -, tutto fatto colare nella sua bocca attraverso un panno di lino.
Possono provvedere altri a questo, mia signora. Lamar chiede di t...
No. Qui  dove ho scelto di stare.
Come preferisci. Tuttavia... Alben tacque.
Sei un uomo saggio. Con lei  inutile discutere.
La buona notizia  che la sua ferita al ventre pare avviata a guarire.  una cosa rara, ma pu succedere. Ora, se solo riuscisse a liberarsi di questa febbre...
Pu farcela.
Alben trattenne il respiro con un lieve sussulto.
Mia signora, dovresti prepararti al peggio.
No. Me lo hai gi detto dieci notti fa, e lui  ancora qui.
Ma guardalo.  ridotto a poco pi che pelle e ossa. Ha lottato duramente, ma a meno che la febbre non scenda...
 l'uomo pi forte che abbia mai conosciuto, nel corpo e nello spirito. Sconfigger questa febbre.
Forse. Se  davvero forte come dici, allora ha una possibilit. Io per ti devo avvertire, mia signora, che le probabilit che ce la faccia sono molto scarse. Se  un combattente...
Fidele rise lievemente. Lui  la definizione vivente di quella parola.
Ripasser prima del tramonto.
Grazie, Alben. Non voglio apparire ingrata.
Non lo sei, mia signora. Vegli un amico che  in bilico sulla linea che divide la vita dalla morte.
La porta si chiuse, ci fu un rumore di passi che si allontanavano.
Una mano si chiuse intorno alla sua, la strinse.
Vivi, dannazione a te. Un respiro lieve gli sfior l'orecchio.
Il Ben-Elim stava fissando Maquin in modo tale da dargli la sensazione che stesse guardando attraverso di lui, fino a vedere la sua anima.
Devi fare una scelta disse infine. La maggior parte di coloro che arrivano qui non hanno pi possibilit di scelta. Alcuni, molto raramente, ne hanno, e tu sei uno di quelli.
Che scelta? sussurr Maquin.
Andare avanti o tornare indietro.
Qualcosa si mosse alle spalle del Ben-Elim, al di l del ponte, e una figura prese forma nella nebbia. In essa c'era qualcosa di familiare che indusse Maquin ad accigliarsi, poi si immobilizz, stentando a credere ai suoi occhi.
Era Kastell. Appariva come lui lo ricordava, con una massa di capelli rossi, il volto pallido e lentigginoso. Si fissarono a vicenda.
La sua vista ridest in Maquin una marea di ricordi che presero a scorrere dentro di lui come idromele che gli accendesse il sangue. Il giorno in cui aveva giurato fedelt a Kastell, tanti anni prima, sui bastioni di un muro di legno, in vista della foresta di Forn. Il giorno in cui lo aveva trasportato fuori della tenuta di suo padre divorata dalle fiamme, con i giganti che si stagliavano sullo sfondo dell'incendio e li inseguivano lanciando le loro urla di guerra. Quando si era unito ai Gadrai. Le catacombe di Haldis, dove avevano combattuto fianco a fianco. Sent le lacrime che gli bagnavano le guance.
Lanci un richiamo e croll in ginocchio. Mi dispiace, amico mio, ti sono venuto meno. Jael  ancora vivo.
Kastell lo fiss con la testa inclinata da un lato.
Non  stata colpa tua rispose, e le sue parole arrivarono fino a Maquin come un frusciare di foglie morte.
Ti ho fatto un giuramento insistette Maquin, gli occhi appannati dalle lacrime.
Altre figure presero forma intorno a Kastell. La prima era curva e contorta come un albero deformato dal vento, ma Maquin la riconobbe all'istante: suo padre. Accanto a lui c'era una donna con un caldo sorriso sul volto... sua madre. E un altro uomo, massiccio e con i capelli rossi. Quello era Aenor, il padre di Kastell e il suo primo signore. Erano tutti raccolti all'estremit del ponte, intenti a osservarlo. Maquin sent il cuore che gli sussultava e fu pervaso dal desiderio di ricongiungersi con quelle persone.
Unisciti a noi esse gli dissero. Qui c' pace.
Pace? sussurr Maquin.
Sei stanco del mondo della carne? gli chiese il Ben-Elim.
Stanco? S, sono stanco. Della sofferenza, del combattere di continuo, del sangue, dell'infelicit. Sono stanco di fallire.
C' qualcosa per cui vorresti tornare al mondo della carne?
Maquin apr la bocca, e le sue labbra stavano gi formando la parola no', quando lui esit. Chiuse gli occhi, e alcune immagini presero forma nella sua mente. Rivide Jael piantare la spada nel ventre di Kastell, un momento congelato per sempre in un'immagine indelebile nel suo cervello. Ricord la sua cattura da parte di Lykos, l'essere stato marchiato, costretto a combattere nelle fosse, privato progressivamente della sua umanit. Jael e Lykos... I loro volti gli fluttuarono nella mente, fondendosi e separandosi, e l'ira lo pervase, gelida e tuttavia ardente.
Poi apparve un altro volto, quello di una donna dai capelli nerissimi punteggiati d'argento, che incorniciavano un volto dalla pelle chiarissima e labbra rosse incurvate in un caldo sorriso. Fidele. In qualche modo, lei lo aveva fatto sentire di nuovo umano, qualcosa di pi di un animale addestrato. Una voce gli risuon nella mente. Vivi, dannazione a te, disse, e qualcos'altro si dest dentro di lui, a contrastare la furia che lo divorava e a lottare per il controllo della sua anima.
Riapr gli occhi.
Il Ben-Elim torreggiava su di lui, la spada non pi serrata con forza, le ali rilassate.
Devi scegliere se andare avanti o tornare indietro ribad.
Maquin si rialz in piedi e si asciug le lacrime. Kastell e gli altri erano immobili come le sculture di pietra di Haldis, e lo osservavano.
Pace sussurr Maquin. Poi, a voce pi alta, aggiunse: Vi rivedr tutti, un giorno, ma non  ancora il momento.
Poi si volt e torn indietro lungo il ponte.
Maquin apr gli occhi, sbattendo le palpebre a causa della luce. Gir la testa, constatando che era solo. A poco a poco, si abitu a un'ondata di sensazioni. Le dita gli formicolavano, la schiena gli doleva. Mi fa male dappertutto. Aveva la gola arida, contratta, e quando apr la bocca sent la pelle delle labbra che si tendeva fin quasi a creparsi. Dopo un po', cerc di sollevarsi a sedere e ci riusc al secondo tentativo. Sul tavolo, accanto a lui, c'era una caraffa d'acqua: se ne vers mezza coppa e la sorseggi lentamente, uno sforzo che lo lasci spossato. Guardandosi intorno, vide che si trovava sull'unico letto presente in un'ampia camera, accanto al quale era accostata una sola sedia. Era buio. Una finestra si apriva sulla baia di Ripa e le stelle cominciavano ad ammiccare nel velluto del cielo.
La porta si apr scricchiolando e Alben entr nella stanza. Nel trovare Maquin seduto si blocc per un momento, poi si gir per dire qualcosa a qualcuno da sopra la spalla. Ci fu un rumore di passi che si allontanavano rapidi.
Bentornato nella terra dei viventi lo salut quindi Alben con un sorriso.
Quanto tempo? si inform Maquin con voce arida e rauca. Sorseggi dell'altra acqua.
Venti notti. Dovresti essere morto. Alben gli pos una mano sulla fronte, poi gli premette due dita sul polso per controllargli le pulsazioni.
Lykos? chiese Maquin. D'un tratto, il Vin Thalun era la sola cosa a cui riusciva a pensare. Prov il sopraffacente impulso di trovare un coltello e di piantarlo nel cuore di Lykos.
Siamo sotto assedio. Ricordi l'attacco alla torre?
S.
Li abbiamo respinti. Da allora hanno tentato qualche sortita contro le nostre mura, ma niente che si sia avvicinato ad avere successo quanto quel loro primo tentativo.
Fidele apparve sulla soglia, e si immobilizz nel vederlo sollevato a sedere, poi gli sorrise. Maquin le sorrise a sua volta, sentendo qualcosa che gli si agitava nello stomaco.
Sapevo che non saresti morto afferm poi Fidele, attraversando la stanza per raggiungerlo, mentre Alben se ne andava. Con esitazione, protese le dita a sfiorargli il dorso della mano.
I ricordi affiorarono, nitidi e intensi. Si rivide in piedi sul ponte, con uno dei Ben-Elim davanti a lui. Devi fare una scelta.
Ero sul ponte delle spade sussurr. Uno dei Ben-Elim lo sorvegliava.
Sei stato preda della febbre per quasi una luna intera. Hai fatto molti sogni disse Fidele. Sogni indotti dalla febbre.
Non era un sogno. Il Ben-Elim mi ha dato una scelta: andare avanti o tornare indietro. Volevo attraversare il ponte, stare di nuovo con la mia famiglia, i miei amici. Trovare la pace.
Allora perch sei tornato indietro? domand Fidele.
Per tre motivi. Tre persone. Jael. Lykos. Tu. Maquin fece una pausa e la guard negli occhi. Due motivi dettati dalla vendetta. Uno dall'amore.
Lei lo fiss per un lungo momento senza tempo, poi si chin in avanti e lo baci.

33. Rafe.

Rafe stava fissando il muro di alberi che si stendeva oltre il fiume, sulla riva opposta.
Boscoscuro dichiar Braith, con una nota quasi di vero affetto nella voce.
E al di l di esso c' l'Ardan. Casa.
Era stato un lungo viaggio, due lune trascorse cavalcando duramente sulla pista di Halion.
E adesso erano ad appena poche leghe di distanza. Era una sensazione strana, dopo essere stato lontano per cos tanto tempo.
I cani erano vicini alla riva, intenti a tormentare il fango e i sedimenti che si accumulavano lungo la bocca dell'estuario.
Seguirebbero la pista di Halion anche nell'acqua. Sono i migliori segugi che abbia mai avuto.
Allora ha attraversato qui il fiume osserv. Non era una domanda, perch anche se le impronte degli zoccoli avevano smosso il fango per poi dirigersi a nord, Halion non aveva cavalcato. Le sue impronte portavano fino al limitare dell'acqua. Del resto, se pure non ci fossero state, il comportamento di Scratcher e di Sniffer non lasciava dubbi in proposito.
S convenne Braith.
Perch ha liberato il cavallo? Se Rhin aveva ragione, Halion ha ancora molta strada da fare, una volta sull'altra riva. Sarebbe stato meglio portare con s il cavallo.
Deve conoscere Boscoscuro. Qui  troppo denso per poterlo attraversare a cavallo. La vegetazione si fa meno fitta nelle vicinanze della via dei giganti, ma non qui. Avrebbe potuto guadare pi a monte, ma ogni passo in quella direzione porta pi vicini a Uthandun, e quello  un posto da cui vorr tenersi alla larga. Hanno sempre in giro delle pattuglie. Ha preso una decisione, favorendo la cautela rispetto alla velocit. Inoltre, potr sempre rubare un altro cavallo una volta in Ardan. Braith scroll le spalle.  quello che avrei fatto io.
Pensavo che mio padre fosse un buon cacciatore, ma Braith  l'incarnazione del cacciatore.
Rafe contempl il fiume con aria dolente. L era ampio e lento, ad appena una lega di distanza da dove si riversava nel mare. Allora dobbiamo bagnarci anche noi.
Ah,  qui che ti sbagli sogghign Braith. Seguimi.
Cavalcarono verso est per un breve tratto, poi Braith smont di sella e scese fino alla riva del fiume, scomparendo in un punto in cui l'erosione aveva creato una sporgenza nel terreno.
Vieni a darmi una mano chiam.
Rafe lo trov impegnato a tirare quello che a prima vista sembrava essere un ramo spezzato di salice, ma che risult essere una schermatura creata abilmente per nascondere una mezza dozzina di coracle rotonde.
Le usavamo per attraversare il fiume, ai tempi in cui ero un brigante di Boscoscuro spieg Braith con un sorriso, in risposta allo sguardo interrogativo di Rafe. Meglio togliere i finimenti ai cavalli e lasciarli liberi.
Ben presto, Rafe si ritrov a pagaiare attraverso il fiume e, non molto tempo dopo, a risalire la sponda opposta, sentendosi i muscoli della schiena e delle spalle come se fossero stati imbottiti di piombo. Sniffer lo precedette sollevando alti schizzi, e nel passare lecc la mano a Braith, che aveva gi trascinato la sua coracle sotto una logora tettoia improvvisata. Aiut Rafe a fare lo stesso, poi risalirono la riva e si addentrarono fra gli alberi di Boscoscuro. I cani ritrovarono la pista di Halion in meno tempo di quanto ne avessero impiegato ad attraversare il fiume.
Bravi ragazzi sussurr Rafe mentre si addentravano nel chiarore crepuscolare della foresta.
Rafe tir fuori dalla sacca da cintura una striscia di carne di maiale salata, dura e filacciosa e prese a masticarla.
Non vedo l'ora di accendere un fuoco e mangiare qualcosa di caldo.
Avevano seguito le tracce di Halion nel cuore di Boscoscuro e, quando il buio li aveva costretti a fermarsi, si erano accampati vicino a un ruscello. Adesso i cani erano accoccolati accanto ai piedi di Rafe, anche se i loro orecchi sussultavano a ogni suono proveniente dalla foresta, che non era mai silenziosa. Accamparsi l era diverso dal pernottare su un terreno aperto. In lontananza, qualcosa ulul.
Quanto credi che sia avanti rispetto a noi? chiese Rafe, una volta che si furono sistemati.
Non pi di un giorno, forse un po' meno.
Non credi che sappia che lo stiamo seguendo?
No, ragazzo rispose Braith. Ho seguito altre persone e io stesso sono stato seguito pi volte di quante riesca a ricordarne. Non sa che siamo qui. All'inizio, sapeva che qualcuno gli sarebbe andato dietro... Ricordi come  fuggito in fretta, senza soste, da Dun Taras, puntando dritto verso il confine con Cambren? Sapeva che la sua sola speranza era la rapidit. Dopodich, sulle montagne e poi nei boschi di Cambren, ha provato qualche trucco che avrebbe sviato la maggior parte dei cacciatori. Non che voglia vantarmi sorrise. Adesso se la sta prendendo comoda. Predilige la cautela alla rapidit, per non essere avvistato dalla gente locale. Non teme pi di poter avere alle spalle qualcuno in grado di raggiungerlo.
Quindi credi che Rhin avesse ragione... che stia andando da Edana?
S. Ha detto a Rhin che Edana era in fuga verso Dun Crin, e pare proprio che lui sia diretto l.
Perch mai Halion avrebbe detto a Rhin dove stava andando Edana? Halion non  tipo da parlare, anche a rischio di perdere parti del suo corpo.
Rhin sa essere molto persuasiva, e ha altri metodi. Braith non ebbe bisogno di fornire ulteriori spiegazioni, perch Rafe ricordava ancora quando, seduto nella camera di Rhin, nelle fiamme del fuoco aveva visto Conall liberare Halion. Con pelle scuoiata e sangue, ha detto Rhin. Rabbrivid al ricordo.
Ma se Halion ha rivelato a Rhin dove  diretta Edana, perch noi dobbiamo seguirlo?
Perch Dun Crin si trova in una palude che copre pi o meno una cinquantina di leghe. Dovresti saperlo. Ci potrebbe volere parecchio tempo a setacciare una palude tanto grande, mentre Halion ci condurr dritti da lei.
Allora lui sa dove sia Dun Crin?
Nessuno lo sa con esattezza, replic Braith solo che  da qualche parte in quelle paludi. Halion per ne deve sapere pi degli altri. Avr discusso della cosa con Edana e Camlin e avr un'idea di dove siano diretti. Se c' qualcuno che ci pu portare dritti da Edana, quello  lui.
Dritti da Edana. Non riesco a credere che sia sopravvissuta tanto a lungo. Non mi era mai parsa abbastanza forte da reggere a tempi come questi. Certo, era un po' cambiata quando l'ho incontrata durante la battaglia per Domhain. Mi ha trattato come un servo, nella sua tenda insieme a Corban e al resto di loro. Scommetto che adesso non si d pi tante arie.
E cosa faremo allora? Li uccideremo tutti? domand. In realt quell'idea non gli piaceva, ma aveva finito per ammirare Braith, e voleva mostrargli che non aveva paura di niente.
Sarebbe difficile farcela da soli, perfino per te e me sorrise Braith. No, raccoglieremo aiuti lungo la strada. Evnis se ne sta seduto a poltrire a Dun Carreg; sar felice di avere qualcosa da fare. Fiss Rafe, mentre il suo sorriso svaniva. Dobbiamo fare le cose per bene, non possiamo permettere che Edana ci sfugga di nuovo... o Lorcan, il cucciolo di Eremon. Porteremo la loro testa a Rhin. Se non dovessimo riuscirci, allora faremo meglio a cominciare a erigere i nostri tumuli, perch Rhin non ha mezze misure nel ricompensare i successi e punire i fallimenti.
Ci scommetto.
Conosci Rhin da molto tempo?
S. Mi sembra di conoscerla da tutta la vita. Quando ero bambino, i miei genitori sono stati uccisi in una delle scorrerie di Owain. Braith agit una mano, come per accantonare la cosa. Rhin mi ha trovato quando  venuta a contrastare la scorreria. Ero raggomitolato sul corpo di mia madre, senza pi lacrime, pronto a morire io stesso. Comunque, Rhin mi ha preso con s, mi ha dato una casa. Non ho mai desiderato altro se non ripagare la sua gentilezza.
Gentilezza? Non potrei dire che questa sia la prima parola che mi viene in mente nel guardare Rhin.
E vendicarmi di Owain, naturalmente.
Ecco, questo lo hai fatto osserv Rafe, che aveva combattuto come membro del seguito di Evnis nella battaglia in cui Owain era stato sconfitto.
S convenne Braith. Mi rimane un solo conto da saldare.
Con chi?
Con Camlin. Quel bastardo per poco non mi ha ucciso, su quella spiaggia di Domhain. Braith sollev una mano a massaggiarsi il collo. Suppongo per di poterlo perdonare per questo. Dopotutto, siamo in guerra, e abbiamo scelto da che parte stare. Sappiamo tutti che potremmo finire con una lama affilata in corpo, vero, ragazzo?
In realt non ci ho pensato, non in questi termini.
Ecco,  la verit, inutile nasconderselo. Camlin per... mi ha tradito. Avevamo legato per bene le regine Alona e Edana e le stavamo portando da Rhin. Lui mi si  rivoltato contro. E subito dopo quei due fratelli, Halion e Conall, sono sbucati fuori dall'ombra con la spada in pugno, insieme ad altri uomini di Ardan. E a quel ragazzo con il suo wolven.
Corban disse Rafe, contraendo le labbra nel pronunciare quel nome.
Allora non  fra le tue persone preferite? chiese Braith.
No. Il suo wolven ha ucciso mio padre. Gli ha squarciato la gola. E a me ha fatto questo. Rafe sollev una manica per mostrare a Braith un'irregolare cicatrice bianca che correva quasi dal gomito al polso. E Corban mi ha piantato la spada in una gamba. Scroll le spalle. Lui  il mio conto da saldare.
Braith lo fiss nel buio. Credo ti convenga tenerti alla larga da quello l.
Perch?
Braith scosse il capo. Accontentati della mia parola al riguardo... un consiglio da un amico.
Lui non  niente di speciale ringhi Rafe. Voglio vederlo morto.
Braith lo soppes con lo sguardo. Ormai ho incrociato la sua strada alcune volte aggiunse. Di recente, l'ho preso prigioniero sulle montagne vicino a Dun Vaner. Scivol nel silenzio, lo sguardo remoto. Io e i miei uomini per poco non siamo arrivati a Dun Vaner per colpa di quel suo wolven bianco e dei suoi amici. Ci hanno inseguiti fino alle porte della fortezza, poi sono riusciti a penetrarvi e hanno ucciso quasi tutti i soldati che Rhin aveva l. Hanno avuto aiuto, lo concedo, ma comunque ci vuole fegato per prendere d'assalto in quel modo una fortezza di Rhin.
A sentirti parlare, sembra quasi che tu abbia dell'ammirazione per lui... per loro osserv Rafe, in tono accusatorio.
Suppongo che sia cos ammise Braith. Soltanto una persona davvero speciale pu ispirare i suoi amici al punto da indurli a tentare di tirarla fuori da una fortezza nemica. Non c' niente di male nel nutrire un po' di rispetto per i propri nemici. Non mi impedir di ucciderli, se ne avr l'occasione.
Quella allora non  stata la prima volta che hai visto Corban?
No. La prima volta  stato a Dun Carreg quando, da quello stupido che sono, ho deciso di salvare Camlin. In qualche modo, Corban  rimasto coinvolto nella cosa, con sua sorella e quel wolven... a quel tempo era poco pi che un cucciolo. Braith scoppi a ridere. Gi allora aveva fegato, per. Poi l'ho rivisto proprio qui, a Boscoscuro. Come ho detto, faceva parte del gruppo venuto a salvare la regina Alona e Edana. Credo che lui e il suo wolven siano stati il motivo per cui ci hanno trovati. Fece una smorfia. Farai meglio a tenerti alla larga da lui. Prima o poi far una brutta fine, ma non credo che sar per mano tua.
Rafe fiss il fuoco con aria incupita.
Tenermi alla larga dalla mia vendetta? Mai.
Dun Carreg era un punto all'orizzonte, verso est, e Baglun si stendeva di fronte a loro. Avevano seguito Halion per un'altra decimana, tre giorni attraverso Boscoscuro e altri sette attraverso le brughiere e vallate di Ardan. Si erano fermati a Badun il tempo necessario a comprare due cavalli, poi erano ripartiti verso sud, perch la pista di Halion si era allontanata dalla via dei giganti per puntare a sud attraverso la brughiera, in direzione del confine orientale della foresta di Baglun.
Adesso ci dovremo separare per un po', ragazzo gli disse Braith.
Rafe ferm bruscamente il cavallo, tanto sorpreso che per poco non perse l'equilibrio.
Cosa intendi?
Halion  diretto a sudest, e sta aggirando il perimetro della foresta di Baglun. La mia ipotesi  che voglia evitare Dun Carreg e la via dei giganti per avvicinarsi alle paludi da est... un percorso per lui molto pi sicuro.
S, la cosa ha senso.
Quali che siano le sue motivazioni, quando trover Edana, tu, io e i tuoi cani non basteremo per mettere fine a questa faccenda, perch  probabile che lei abbia con s parecchie spade. Vai a Dun Carreg e di' a Evnis di venire con un numero di guerrieri sufficiente a finire questa storia una volta per tutte. Prendi Sniffer con te. Lui non avr problemi a trovarci.
Rafe annu.
Fai in fretta, lo ammon Braith altrimenti si nasconderanno da qualche parte e allora stanarli dalle paludi sar un lavoro molto pi difficile.
Non ti verr meno gli promise Rafe, protendendosi sulla sella per stringergli il braccio.
Non ho dubbi su di te, ragazzo. No, quello che mi preoccupa  Evnis. Infilata una mano nella tunica, Braith ne tir fuori due cose, un pendente con una pietra appeso a una catena d'argento e una pergamena arrotolata e sigillata con cera rossa. Il pendente ti permetter di varcare le porte e di arrivare subito al cospetto di Evnis, mentre la pergamena che dovrai dare a quel vecchio serpente  una lettera di Rhin. Se le tue parole non lo smuoveranno, la lettera dovrebbe mettergli abbastanza pepe al culo da farlo saltare in sella.
Con un sorriso, Rafe ripose la pergamena nella sacca assicurata alla sella e si allontan con Sniffer che gli correva accanto.
Cavalcando a ritmo serrato, impieg mezza giornata ad arrivare alla via dei giganti, la cui vista evoc una marea di ricordi... Le innumerevoli volte in cui era andato a caccia con suo padre nella foresta e intorno a essa, le sue prove per diventare un guerriero e la sua Lunga Notte, la notte in cui Dun Carreg era caduta, la marcia per andare a combattere contro Rhin.
E adesso sono tornato, a quasi un anno di distanza da quando sono partito su una nave diretta in Cambren.
Fermato il cavallo, smont e stacc in fretta la sua sacca dalla sella. Dentro non c'era molto che avesse valore; la cosa di maggior pregio era una cotta di maglia che aveva tolto a un guerriero morto, in Domhain, e poi anche la cassetta che aveva trovato nella palude, naturalmente, anche se non doveva valere niente. Non aveva ancor avuto l'occasione di aprirla, ci aveva provato solo per qualche momento, infilando il coltello nel lucchetto per forzarlo, ma senza risultato. Da quando si era messo in viaggio con Braith, poi, qualcosa lo aveva trattenuto dall'aprirla davanti al cacciatore. Pens di fare un altro tentativo adesso, ma la sua eccitazione all'idea di rivedere Dun Carreg andava crescendo, quindi si affrett a tirare fuori e indossare la cotta di maglia. Si assest il torque da guerriero e la cintura con la spada, poi controll che la treccia fosse in ordine, perch non voleva apparire come un cacciatore male in arnese quando avesse attraversato il ponte e fosse passato sotto l'arco del Cancello di Pietra.
Havan, il villaggio di pescatori alla base della collina su cui sorgeva Dun Carreg, aveva l'aspetto di sempre: edifici di legno e paglia, fumo che saliva dal comignolo della casa rotonda centrale, figure che si muovevano nello svolgere i lavori quotidiani. Mentre lo attraversava e iniziava la tortuosa salita su per la collina e fino a Dun Carreg, riconobbe svariate facce, alcune delle quali indugiarono a fissarlo. Le ignor. A met della salita si ferm per far spaziare lo sguardo sul villaggio e sulla baia, sul mare che scintillava fra l'azzurro e il verde, e sulle barche di pescatori che punteggiavano le onde. Nello spingere lo sguardo oltre la baia, la sua attenzione fu attirata da una grande quantit di vele nere che risaliva la costa da sud come uno stormo di uccelli dalle ali scure. Le vele passarono oltre la baia e scomparvero verso nord, oltre le alture del promontorio. Rafe rimase l fermo a guardarle passare, cont almeno cinquanta navi, e non si mosse per qualche minuto dopo che furono scomparse.
Sembrano le navi su cui ci siamo imbarcati per raggiungere Cambren.
Quando fu certo che non ne stessero arrivando altre, si avvi di nuovo.
Gli zoccoli del cavallo martellarono sul ponte che sovrastava l'abisso fra la terraferma e Dun Carreg, poi Rafe ferm l'animale davanti al Cancello di Pietra. L mostro il pendente che Braith gli aveva dato a una manciata di guardie che portavano la livrea nera e oro di Cambren, e ben presto si ritrov a smontare nel cortile antistante la sala dei banchetti di Dun Carreg. Un garzone di stalla venne a prelevare la sua cavalcatura, poi Rafe gett qualche striscia di carne secca a Sniffer, ordinandogli di rimanere dov'era, e pochi momenti pi tardi fu in piedi nella sala, in attesa di Evnis. La sala era vuota, il grande focolare scuro e freddo. Il suo sguardo vag in giro, notando neri segni di bruciature che sfregiavano colonne e supporti di legno, testimonianze della notte in cui Dun Carreg era caduta. Il suo sguardo cerc il punto in cui suo padre era morto.
Una porta si apr dietro la piattaforma del re ed Evnis entr, seguito da una manciata di guerrieri che indossavano tutti un mantello nero bordato in oro.
Evnis appariva pi vecchio dell'ultima volta che Rafe lo aveva visto. Il suo passo era ancora energico e deciso ma le spalle avevano una posa incurvata che prima non c'era, le linee sul suo volto erano pi profonde e i capelli scuri erano striati d'argento.
Per gli attributi di Asroth, a quanto pare Rafe  tornato da noi disse con un ampio sorriso. Quando fu pi vicino, Rafe vide che portava alle dita anelli d'oro e giaietto, e che un filo d'oro era avvolto intorno al suo torque di guerriero.
Pare sinceramente contento di vedermi, pens, sconcertato. Senza riflettere, pieg a terra un ginocchio e chin il capo.
Alzati ordin Evnis. Abbiamo molto di cui parlare, non ultime le tue avventure al fianco della regina Rhin e la conquista di Domhain, ma credo che il tuo arrivo qui sia dovuto a qualcosa di pi della nostalgia di casa. Ho ragione?
S, mio signore. Rafe si frug in tasca e tir fuori la pergamena che Braith gli aveva dato.
Evnis ruppe il sigillo e lesse.
Era abbastanza vicino perch Rafe potesse avvertire l'odore del suo alito, che aveva un sentore acido di idromele. Vene sottili gli solcavano le guance e la sua faccia appariva come gonfia: l'aspetto di un uomo che passasse troppo tempo a bere. Rafe spost lo sguardo sui guerrieri alle spalle di Evnis, tutti uomini che non conosceva, almeno finch non scorse un volto familiare... Glyn, con quel suo naso storto che Tull gli aveva fratturato nell'arena dei duelli. Glyn gli strizz l'occhio, e lui rispose con un sorriso.
Evnis intanto sollev lo sguardo e fiss Rafe con occhi che conservavano tutta la loro intelligenza e astuzia.
Queste sono davvero notizie notevoli comment. Glyn, raduna cento spade, andiamo a sud.
S, mio signore rispose Glyn, e lasci la stanza.
Evnis cinse con un braccio le spalle di Rafe e lo pilot verso la porta. Intanto che ci prepariamo, puoi raccontarmi le tue notizie. Prima per, se non ti dispiace, ho una domanda da farti.
Certo, mio signore.
Hai visto mio figlio?

34. Cywen.

Cywen sedeva insieme a Brina con le spalle addossate all'ampio tronco di una quercia. Era tarda serata, ma in alto sole e luna condividevano il cielo e c'era ancora luce a sufficienza, anche se il crepuscolo era ormai prossimo.
Di nuovo disse Brina.
Lasair. Uisce. Talamh. Aer.
Brava approv Brina.
Brava!  la prima volta che usa questa parola, rivolta a me. Cywen non riusc a trattenersi dal sorridere. Ormai da due mesi era ufficialmente l'apprendista di Brina, mentre viaggiavano attraverso il regno di Narvon e la primavera cedeva il passo all'estate.
Dopo la battaglia contro la banda di guerra di Rhin, nel Nord, avevano incontrato ben poca resistenza. Qualche scaramuccia occasionale, ma anche in quei casi si era trattato prevalentemente degli esploratori di Coralen che si erano scontrati con qualche piccola banda di guerrieri di Rhin. Nessuno sceglieva di opporre resistenza all'intera banda di guerra, cosa che a parere di Cywen era dovuta al fatto che essa era composta di Jehar, giganti Benothi e un wolven. Nessuno sano di mente sceglierebbe spontaneamente di combattere contro di noi, a meno che non minacciassimo direttamente il loro focolare o fossero numericamente superiori nell'ordine delle migliaia di guerrieri. Inoltre, la maggior parte dei villaggi era stata privata dei guerrieri in et per combattere; i pi avevano risposto alla convocazione di Owain e preso parte alla guerra contro Ardan.
Alcuni abitanti dei villaggi si erano perfino uniti a loro. Dopo aver visto quello che i Kadoshim avevano fatto ai superstiti di quel villaggio nel Nord, Corban aveva insistito per attraversare ogni altro villaggio sulla loro strada per avvertire del pericolo. Se si trattava di una citt fortificata, si presentava alle porte con una bandiera di tregua, costituita da un ramo di sorbo, per informare quanti erano raccolti sulle mura di ci che li stava seguendo. Aveva detto a Cywen che lo faceva per dare loro una possibilit di salvarsi. La conoscenza  potere, Cy. Almeno, questo  ci che Brina mi ripeteva sempre, e di solito lei ha ragione.
Molti diffidavano di lui e non gli credevano. Altri non lo facevano. Con disgusto di Meical, Corban offriva loro l'opportunit di unirsi alla sua banda di guerra, che nel corso del viaggio attraverso Narvon era cresciuta di numero fino a raggiungere all'incirca le quattrocento unit.
Devo dire che hai un talento per le lingue osserv Brina, interrompendo i suoi pensieri. Impari molto pi in fretta di come abbia mai fatto tuo fratello. La guaritrice sedeva con il suo libro aperto in grembo.
Posso vederlo? le chiese Cywen.
Perch? ribatt Brina.
Mi piacciono le lettere rispose Cywen, scrollando le spalle. Quando sua madre faceva lezione a lei e a Corban, nella loro cucina di Dun Carreg, le lettere erano sempre state il suo argomento preferito, mentre la storia era stata quello di Corban. Aveva sempre pensato che gli piacesse sentir parlare di antiche battaglie.
Allora prendilo offr Brina con una certa riluttanza. Stai attenta, perch  vecchio e molte pagine sono fragili. E guarda soltanto la prima met,  quella che si occupa delle cose che ti interessano.
La copertina era di cuoio spesso, scuro e crepato. Cywen lo apr con cautela: all'interno, ogni pagina era di pergamena incerata coperta di rune dei giganti. A tratti, appariva chiaro che pi di una mano aveva contribuito alla stesura del libro, perch la calligrafia cambiava da scarabocchi angolosi a tratti ampi e decisi e viceversa. C'erano molte parole che lei riconobbe dalle lezioni fatte con sua madre, altre rese familiari dai recenti insegnamenti di Brina. Mi sta insegnando a essere un'Elementale. Chi lo avrebbe mai creduto? L'idea la eccitava, e si era adattata bene alla cosa. Appena ieri, al suo primo tentativo, era riuscita a far apparire una scintilla. Certo, si era spenta quasi subito dopo essere apparsa, ma Cywen attribuiva la cosa al senso di shock che aveva provato nel vederla materializzarsi, e Brina era parsa estremamente soddisfatta.
Vedi, c' cos tanto da imparare, prima che tu possa passare dalla teoria alla pratica afferm Brina. I comandi di base sono i pi semplici, come quello per il fuoco, che abbiamo provato ieri, ma se vuoi dare una forma ai tuoi ordini, esercitare un controllo effettivo, come quando abbiamo evocato quella nebbia dal fiume,  essenziale avere piena padronanza del linguaggio. Noi non ci siamo limitate a creare la nebbia dal fiume, l'abbiamo diretta attraverso un prato e su per un terrapieno, fino alla vecchia strada dei giganti. Non  stato facile.
Nebbia fa paura stridette Craf in tono dolente.
Era seduto accanto a Brina, e di tanto in tanto il suo becco saettava in avanti per risollevarsi serrando un verme che si contorceva. La sua ala era ormai guarita e si era ripreso completamente dall'attacco del falco, ma era cambiato. Appariva sempre desolato, e i suoi commenti maliziosi erano stati sostituiti dalla malinconia. E non volava mai. Cywen lo vedeva spesso scoccare occhiate nervose al cielo. Una decimana dopo l'attacco, Corban aveva chiesto a Craf di dare una mano agli esploratori, ma al solo sentirne parlare il corvo si era trasformato in un relitto tremante. Adesso Craf rimaneva sempre vicino a Brina, di solito appollaiato sulla sua sella. Sente la mancanza di Fech. Stranamente, la sento anch'io, e credo che al suo posto sarei altrettanto spaventata. Aveva visto spesso una forma alata che somigliava in modo sospetto a un falco librarsi sulle correnti d'aria, sopra di loro. Avrebbe senso che Nathair e Calidus volessero seguire le nostre tracce, quindi quello potrebbe benissimo essere il falco che ha ucciso Fech.
Brina si protese a grattare Craf sul collo.
Farrell sopraggiunse e sedette insieme a loro, gettando qualcosa a Craf. A giudicare dai versi di apprezzamento con cui il corvo lo consum, doveva essere qualcosa di viscido.
Saporito gracchi a titolo di ringraziamento.
Non c' di che rispose Farrell. Si tolse dalla spalla il martello da guerra e lo pos a terra accanto a s, accarezzandone con affetto la testa di ferro, un gesto abituale che Cywen gli aveva visto fare quasi ogni sera. Dal momento che Dath era sempre fuori in esplorazione e che Corban era perennemente impegnato, Farrell aveva preso l'abitudine di passare le notti con loro.
 buffo come noi tutti ci raggruppiamo sempre insieme... I giganti Benothi stanno sempre per conto loro, e cos pure i Jehar, anche se sembrano divisi in due gruppi, quelli di Tukul e quelli che cavalcavano per Nathair e che sono ora guidati da Akar. E poi noi, un piccolo residuo di Ardan. Forse Farrell trova un qualche conforto nello stare con noi, perch siamo la cosa pi vicina a casa che pu trovare in questa banda cos eterogenea.
Le pagine si susseguivano, e lei prese a girarle sempre pi in fretta finch, verso la met del libro, qualcosa cambi. Tanto per cominciare, una nuova mano aveva stilato quella parte, e le rune fluivano con tratti eleganti. Cominciarono anche ad apparire dei diagrammi, strani disegni, e le rune non formavano pi frasi complete ma qualcosa di pi spezzettato, che faceva pensare quasi a una serie di elenchi. Vide il termine con cui i giganti indicavano il sangue - fuil - e pi in gi lungo la pagina lesse la parola namhaid.
Il suo sguardo era attirato da quelle pagine, quasi stesse sprofondando in esse.
Cosa significa namhaid? Nemico?
Ehi! scatt Brina, facendola sussultare. Ti avevo detto di non spingerti tanto avanti. Afferr il libro. Cywen lo trattenne per un momento, poi ebbe il buon senso di abbandonare la presa.
Cosa c' di male nel guardare quella parte? borbott.
Prima di tutto, il fatto che ti ho detto di non farlo, ribatt Brina in tono acido e in secondo luogo il fatto che non dico mai niente senza una buona ragione. Sono troppo vecchia per sprecare il fiato. Fiss Cywen con aria accigliata.
Troppo vecchia le fece eco Craf.
Il cipiglio di Brina si accentr sul corvo.
Scusami dissero all'unisono Cywen e Craf.
Scuse accettate. Bada solo di non farlo di nuovo.
Non lo far promise Cywen. Non mentre tu sei seduta proprio accanto a me, comunque. Moriva gi dalla voglia di dare un'altra occhiata.
Quello  il libro di Vonn? chiese Farrell. Quello che ha portato via a suo padre?
S conferm Brina in tono asciutto.
Posso dargli un'occhiata? domand ancora Farrell.
Cosa? Con quelle tue dita grosse come salsicce? Assolutamente no scatt Brina.
D'accordo borbott Farrell. Sembrava ferito da quelle parole, e Cywen lo colse a guardarsi la mano, agitando le dita.
Cywen si alz e si stiracchi. Il campo si stendeva tutt'intorno a loro, annidato nella biforcazione di due corsi d'acqua. Non c'erano fuochi, non ne erano pi stati accesi da quando avevano combattuto contro quella banda di guerra nel Nord, e in ogni caso, grazie alle scorte di brot e alle notti estive, in realt non ne avevano davvero bisogno. Comunque un fuoco sarebbe piacevole. Di tanto in tanto, ne Brina aveva comunque acceso uno per far bollire una pentola d'acqua. Quando Corban o Tukul le avevano ricordato che erano in territorio nemico e bisognava evitare la luce dei fuochi, lei aveva ribattuto che le serviva per preparare impiastri e li aveva informati che se non volevano che nessuno sapesse dov'erano avrebbero dovuto uccidere quel dannato falco che continuava a volare sopra di loro. I due se ne erano andati con aria contrita; non che non ci avessero provato, ma anche l'arciere pi abile non riusciva a tirare tanto lontano. E ogni volta che aveva fatto bollire dell'acqua, Brina era riuscita anche a preparare una tazza di t per s stessa e per Cywen, cosa su cui lei non aveva certo trovato da ridire e che non intendeva rivelare.
Vide Corban rasentare insieme a Meical e a Tukul la fila di cavalli impastoiati. Mentre li osservava, una manciata di cavalieri entr al galoppo nel campo diretta verso i recinti improvvisati vicino all'acqua. Alla loro testa c'era Coralen, con Tempesta che le camminava silenziosamente accanto. Pi indietro, Cywen riusc a stento a scorgere figure indistinte di Jehar e giganti che giravano in cerchio intorno al campo, oltre una ventina di uomini costantemente di guardia.
Da quando Brina le aveva chiesto di diventare la sua assistente, Cywen aveva smesso di sentirsi inutile; perlopi, aiutava la guaritrice a prendersi cura di un assortimento di pazienti che andavano dai guerrieri feriti gravemente in battaglia a banali problemi che si verificavano quotidianamente in un piccolo esercito in marcia. Caviglie slogate, emicranie, indigestioni, persone punte da qualcosa di spiacevole che di solito aveva radici o ali.
Tutto questo le andava a genio, perch la teneva impegnata, il che era importante; di solito nel tempo libero finiva per rimuginare sulla morte di sua madre. E poi, Brina era una brava insegnante.
A patto che impari una cosa la prima volta che me la dice. A quanto pare, non le piace ripetersi.
A volte, l'asprezza di Brina diventava eccessiva da sopportare e, in momenti come quelli, a Cywen piaceva mettersi a lanciare coltelli contro qualcosa.
Oggi  uno di quei giorni.
Si addentr di qualche passo nel sottobosco che li circondava e si trov improvvisamente nel cuore di una macchia di aceri e olmi. Brina era ancora vicina, a portata di voce. Estratto uno dei coltelli dalla cintura che portava di traverso sul petto, prese di mira un albero, tir indietro il braccio fino ad accostare la lama all'orecchio, trattenne il respiro e la lanci. Essa centr il legno con un tonfo soddisfacente. Senza riflettere, Cywen estrasse un secondo coltello e lo mand a piantarsi nel tronco a un dito di distanza dal primo.
Avvertendo una presenza, si guard intorno e scorse un'alta figura seminascosta dietro un cespuglio. Sbatt le palpebre, sconcertata, poi si rese conto che si trattava di un gigante. Non  abbastanza grosso per un gigante adulto. Un giovane gigante, dunque. Lo fiss, e con esitazione la figura usc da dietro il cespuglio e avanz di un passo verso di lei: era una femmina. Lo fai bene disse parlando con difficolt, quasi goffamente.
 solo questione di esercizio. Cywen scroll le spalle, poi mand un terzo coltello a conficcarsi nel tronco accanto agli altri due. Mi chiamo Cywen si present.
Lo so. Sei la sorella dell'Astro Splendente.
In quelle parole c'era qualcosa che indusse Cywen ad accigliarsi interiormente.
Io sono Laith aggiunse la giovane gigantessa, mentre si avvicinava di qualche altro passo e infilava la mano sotto il giustacuore di cuoio per estrarre un coltello. Era quello di Cywen.
Mi era parso che si trattasse di te comment lei.
S. Balur mi ha ordinato di restituirlo e di chiederti perdono. Laith si ferm accanto a Cywen e le porse il coltello, che sul suo palmo appariva molto piccolo.
Perch lo hai preso?
Me lo hai scagliato contro ribatt Laith, sulla difensiva, poi sorrise. Mi piacciono le cose che sono state fabbricate... ed  un buon coltello. Un po' piccolo... Scroll le spalle. Per  insolito, il bilanciamento  diverso.
Li ha forgiati mio padre, e sono coltelli da lancio spieg Cywen. Il peso  concentrato sulla punta.
Ah, coltelli da lancio. Questo spiega tutto. Laith si accost la lama agli occhi, esaminandola con rinnovato interesse. Mi era parso che fosse cos. Tuo padre  un fabbro? chiese.
S. Era un fabbro. Scagli un altro coltello, immaginando che il tronco fosse Nathair.
Io sono un fabbro dichiar con orgoglio Laith, ergendosi sulla persona e gonfiando il petto. In quell'atteggiamento occupava parecchio spazio. Rigir il coltello di Cywen fra le spesse dita. Tuo padre  bravo.  qui?
 morto rispose Cywen, e scagli un altro coltello.
Oh. Laith chin il capo. Anche mio padre  morto.
Cywen si sofferm a osservarla. Nella penombra del crepuscolo appariva pi come una statua scolpita nella pietra, con i lunghi arti, le fasce di muscoli delineate come funi anche se non massicce come quelle di Balur e degli altri Benothi adulti.
Tieni pure il coltello, le propose con un sorriso anche se sembra un po' piccolo per te.
Non posso. Balur mi... Laith fiss con malinconico desiderio la lama che aveva sul palmo.
Sembra una bambina che abbia ricevuto un regalo nel giorno del suo onomastico.
Sei un fabbro... Tienilo per usarlo come modello e fabbricane uno pi grosso, pi adatto a te.
Dovresti insegnarmi a lanciarlo osserv Laith. Io non so fare questo. Accenn al tronco, ora tempestato da una mezza dozzina di coltelli.
Ti insegner. Non  difficile quanto sembra, soprattutto se il coltello  fatto bene.
Invece lo  chios Farrell alle loro spalle.
Questo perch tu sei impaziente. E le tue dita sono come salsicce ribatt Cywen.
Oh, e quelle della gigantessa no, vero? borbott Farrell.
Guarda, si fa cos disse Cywen, e diede una dimostrazione a Laith, entrando in azione. Lama stretta fra due dita e il pollice, braccio rilassato, mano sollevata vicino all'orecchio, mirare, respirare, lanciare con uno scatto del polso. Laith ci prov e scagli il coltello che aveva in mano. Esso rimbalz rumorosamente contro il tronco e vol roteando nel sottobosco. Con un sussulto inorridito, Laith si precipit a cercarlo, calpestando il sottobosco nel girare in cerchio in mezzo a esso. Quando lo trov, sul viso le si dipinse un immenso sollievo.
Hai sbagliato spieg Cywen. Guarda. La lama deve sfiorarti l'orecchio, ma non troppo vicino, tanto da ferirlo.
Laith si mise accanto a lei, posizion i piedi come aveva fatto Cywen e serr il coltello, tirandolo indietro fino all'orecchio.
No, cos la corresse Cywen. Aggirata la gigantessa, le spost il braccio nella posizione giusta, cosa che la costrinse a sollevarsi in punta di piedi per raggiungerlo. Quando si ritrasse, not che Farrell era fermo l accanto.
Mi sono sempre chiesto come facessi comment lui.
Potevi chiedere. Rivolta a Laith, Cywen aggiunse: Prova adesso.
Il braccio di Laith scatt in avanti, e prima ancora che il coltello centrasse il tronco, Cywen vide che il lancio era stato eseguito bene.
Sorridendo, Laith corse fino all'albero, seguita da Cywen e da Farrell.
Oh... esclam la gigantessa.
Il coltello era quasi scomparso nel legno, da cui sporgeva soltanto un pezzo di impugnatura largo quanto un dito.
Laith cerc di tirarlo fuori, ma non fu in grado di fare presa sull'impugnatura. Ci prov anche Farrell, ma pur riuscendo ad afferrare l'impugnatura non ce la fece a smuoverlo. Era incastrato.
A meno di abbattere l'albero, non rivedrai mai quel coltello dichiar.
Laith chin il capo con aria infelice.
Prendi offr Cywen, liberando dal legno un altro dei suoi coltelli. Usa questo come modello e fabbricane alcuni tutti tuoi. Fino ad allora, cerca di non seppellire anche questo in qualcosa di inanimato.
Laith sorrise, cambiando umore con la repentinit di una tempesta estiva.
Anche se non so quando potremo mai usare di nuovo una fucina disse.
Ce ne sar una a Dun Crin, o a Drassil... dovunque siamo diretti osserv Farrell.
Balur Occhio Solo dice che vedremo Boscoscuro entro domani afferm Laith, piano.
Boscoscuro sussurr Cywen. Non lo ricordava con molto piacere. Era dove Ronan era stato ucciso. Fra loro due stava nascendo qualcosa, e Morcant lo aveva ucciso.
S.  tempo che l'Astro Splendente scelga dove dobbiamo andare replic Laith.
Cosa succede qui? chiese una voce. Tutti e tre si girarono di scatto e videro Coralen che si avvicinava, avvolta come sempre nella pelle di wolven e con indosso gli artigli. Alcuni dei suoi esploratori la seguivano da presso: Dath e due Jehar, entrambi donne, una giovane e una anziana.
A mano a mano che si addentravano in Narvon, la banda di esploratori di Coralen era aumentata di numero, fino a contare trenta o quaranta membri; perfino alcuni dei villici che si erano uniti a loro nel Nord erano diventati parte del suo branco di lupi, come avevano cominciato a essere chiamati.
Cywen ci insegna a lanciare coltelli spieg Farrell. A proposito, hai un aspetto splendido, questa sera aggiunse.
Ho l'aspetto di un wolven sporco sbuff Coralen, poi si disinteress di lui, lo sguardo che si spostava da Cywen al tronco d'albero, mentre Cywen procedeva a estrarne i coltelli.
 una cosa che mi piacerebbe imparare confess.
Sar lieta di mostrarti come si fa rispose Cywen. Le due ragazze non avevano parlato molto da quando viaggiavano insieme. Cywen pensava che Coralen fosse distaccata e sprezzante, e a dire il vero era anche un po' gelosa di lei, perch era tanto abile con la spada, capace di avere la meglio su tanti avversari negli addestramenti e di difendere le sue posizioni contro la maggior parte degli altri.
Cosa ti piacerebbe, in cambio? chiese Coralen. Come baratto.
Insegnami a usare quella ribatt Cywen, indicando la spada della guerriera.
Affare fatto. Coralen protese il braccio e si strinsero l'avambraccio.
Mi piace gi un po' di pi.
Brina, ho un messaggio per te da Corban. Dice che vorrebbe parlarti. Coralen fece una pausa.
Oh, ma davvero? scatt Brina. Non  passato molto tempo da quando gli insegnavo da quale parte impugnare una scopa, e adesso lui mi manda a chiamare?
Mi ha raccomandato di chiedertelo aggiungendo un per favore sorrise Coralen. Ha insistito molto che non me ne dimenticassi.
Ah, allora va bene. Forse andr a parlargli. Cywen, vieni con me.
Io?
Naturalmente. Se la mia assistente, quindi vieni ad assistermi.
Corban sedeva accanto a uno dei due torrenti, senza stivali e con i piedi immersi nell'acqua. Coralen si volt per andarsene, ma lui la richiam.
Se non ti dispiace, Coralen, rimani per un po'.
Lei ebbe un momento di esitazione, poi borbott: Suppongo di poterti dedicare qualche momento.
Ucciderai quei poveri pesci, facendo questo comment Brina, rivolta a Corban, nel sedersi accanto a lui, e indic i suoi piedi nudi immersi nel ruscello. Craf apparve accanto a Brina e le salt su una gamba.
Ah, Brina, ho sentito la tua mancanza.
La mia mancanza? Negli ultimi due anni non sono mai stata a pi di un centinaio di passi da te.
Sai cosa intendo replic Corban, passandole un braccio intorno alle spalle e stringendola con forza mentre la baciava su una guancia. Cywen ebbe l'impressione di vedere un sorriso contrarre gli angoli della bocca della vecchia guaritrice.
Avrei troppa paura per farle una cosa del genere. Alcune forme scure apparvero sul lato opposto del ruscello. La prima a materializzarsi fu quella di Tempesta, il cui pelo bianco pareva risplendere sotto gli ultimi raggi del tramonto. Buddai le correva accanto, un'ombra striata. Cywen rimase sconvolta nel vedere quanto Tempesta fosse diventata pi grande di lui nel crescere. Buddai era alto, il suo dorso le arrivava quasi alla vita, ma adesso Tempesta era pi alta di una testa, ed era anche pi ampia di petto e pi lunga. I due rotolarono insieme sull'erba del prato, mordicchiandosi il pelo a vicenda.
A guardarli, non si direbbe che siamo immersi fino al collo nella Guerra degli Di osserv Corban.
L'ignoranza  una benedizione convenne Brina.
Coralen sbuff.
Tempesta super il corso d'acqua con un singolo balzo, gir in cerchio intorno a Corban, poi si premette con forza contro di lui, ripieg le zampe sotto di s e si adagi con la grossa testa sul suo grembo. Corban grugn sotto il suo peso, ma non la respinse, e prese invece a giocherellare distrattamente con una delle sue zanne, lunga quasi quanto uno dei coltelli di Cywen.
Buddai segu la compagna, non riuscendo a completare bene il salto, con il risultato di spruzzarli tutti di acqua gelida, poi si raggomitol accanto a Cywen.
Dun Cadlas, la capitale di Narvon,  ad appena mezza giornata di cavallo avanti a noi. Balur Occhio Solo mi ha detto che il confine fra Narvon e Ardan  vicino, mentre Uthandun e la via dei giganti sono ad appena due giorni di viaggio da Dun Cadlas disse Corban. Nelle sue esplorazioni, Coralen ha avvistato la frangia esterna di una grande foresta che pu essere soltanto Boscoscuro. Nel parlare si gir verso Cywen e le strinse la mano nella propria.
Anche lui si ricorda di Ronan. Erano amici.
Sotto molti aspetti, questo posto d la sensazione di essere dove tutto  cominciato. Dove Rhin ha fatto scattare la sua trappola, tendendo la sua imboscata alla regina Alona, catturando te e Edana. Qui Uthan  stato assassinato, e Brenin  stato incolpato della sua morte.
E Craf vi ha trovati, persi fra gli alberi borbott il corvo.
Lo hai fatto, Craf. Ci hai salvati convenne Corban.
S, Craf ha fatto. Intelligente Craf.
Corban fiss il volatile per un momento. Fech mi manca disse poi.
Fech manca anche a Craf.
Quel rapace era Kartala, il falco di Ventos aggiunse Corban.
Ovviamente, pens Cywen.
Hai ragione afferm poi. Ha portato a Calidus un messaggio riguardo a te.
Il falco ha continuato a seguirci da quando Fech  morto continu Corban. Dobbiamo fare qualcosa. Non possiamo permettere che Calidus e Nathair conoscano ogni nostra mossa.
A meno che tu non possa volare, non so cosa potrai fare al riguardo comment Brina.
Come te la cavi con l'ago? le chiese Corban.
Mi cucio i vestiti. La guaritrice scroll le spalle. E tu?
Lo stesso. Ma' e pa' hanno insegnato a tutti e due a cucire; ma' i nostri vestiti, pa' il cuoio, stivali e cose del genere.
Perch?
Te ne parler dopo. Prima, per...  ora di scegliere dove andare, se a Dun Crin o a Drassil.
Bene, dove andremo? domand Brina.
 quello che speravo di chiedere a te replic Corban.
Oh, no, niente da fare afferm Brina. Di solito, sarei pi che lieta di dirti cosa fare; spesso  la linea d'azione pi sicura. E, naturalmente, non mi dispiace continuare a dare consigli finch non avvizziremo tutti e ci ridurremo in polvere. Per qui quella che conta  la tua decisione.
Lo so ammise Corban, in tono piatto. Quello che ancora fatico a capire  il perch.
Anch'io dichiararono all'unisono Brina e Cywen.
Ho riflettuto a lungo su perch proprio io sia stato scelto per questo continu Corban, agitando in modo vago una mano verso la banda di guerra. Perch proprio io... il figlio di un fabbro, senza talenti particolari o la minima influenza nel nostro mondo. Scosse il capo.
La cosa mi lascia ancora confusa, riconobbe Brina ma Meical ne  convinto, e lui  uno dei Ben-Elim. Probabilmente dovresti dargli ascolto.
Lo so, e lo faccio. Gli ho chiesto perch proprio io, ma  la sola cosa che non mi vuole dire. Di solito gli piace dirmi cosa devo fare; in questo mi ricorda te.
Mi  sempre piaciuto confess Brina.
Vorrei che non si trattasse di me. Non  che non voglia combattere. A Murias ho visto il male entrare nel nostro mondo, e non c' un posto in cui fuggire da esso. Ci abbiamo provato, vero?
S sospir Brina.
No, questo lo capisco, e combatter contro Calidus e Nathair fino al mio ultimo respiro. Quello che non voglio fare, per,  comandare. Ogni decisione ha cos tante conseguenze, ci sono cos tante vite in gioco. Vorrei che non si trattasse di me.
Cywen si sent sopraffare da un senso di colpa. Povero Ban. E io che per la maggior parte del tempo ho tenuto il muso perch non sta passando ogni momento con me.
Brina annu. Tuttavia si tratta di te. Ci sono volte in cui non possiamo capire qualcosa, non ne sappiamo la ragione, e dobbiamo accontentarci di questo... So che questo va contro ogni fibra del tuo essere...
Cywen e Coralen scoppiarono entrambe a ridere a quelle parole.
Per in queste occasioni dobbiamo accettare che le cose sono semplicemente cos.
 la stessa conclusione a cui sono giunto io ammise Corban, cupo. Quando Gar ha cominciato a dirmi cose del genere, mentre fuggivamo da Ardan, ho pensato che fosse impazzito, ma adesso non posso pi sollevare obiezioni. Sono successe troppe cose.
Vuoi dire, a parte vedere i Kadoshim riversarsi fuori da un calderone? chiese Brina.
S. Altre cose.
Quali cose? domand Cywen.
Corban esal un profondo sospiro. Quando ero prigioniero di Rhin, a Dun Vaner,  successo qualcosa. Lei ha fatto qualcosa, una stregoneria. Mi sono svegliato con lei... da qualche altra parte. Era l'Oltremondo. Lei mi ha condotto davanti al trono di Asroth. Corban fece una pausa, e rimase a lungo a fissare il torrente. Alla fine, rabbrivid e riprese: Lui mi ha detto che mi stava dando la caccia da tempo, e che mi avrebbe strappato il cuore.
E io che pensavo che il tempo trascorso con Nathair fosse stato duro. In che razza di mondo viviamo?
Se era vero... voglio dire, se non era un sogno, o un'allucinazione, come gli sei sfuggito? lo interrog Cywen.
Meical ha fatto irruzione con una schiera dei Ben-Elim e mi ha salvato. Ho visto Meical com' davvero. Ha le ali.
Viviamo in tempi strani e terrificanti comment Brina, e si protese a stringere la mano di Corban, che le sorrise.
S convenne lui.
Per hai ancora una decisione da prendere gli ricord Brina.
Lo so, ma speravo in un consiglio. Ci sono momenti in cui mi sembra di impazzire sotto il peso di tutto questo. Corban si massaggi le tempie. Quindi, consigliami, te ne prego.
Questa  una cosa che sar lieta di fare assent Brina. Per come la vedo io, ci sono validi motivi per andare in entrambi i posti. In Ardan perch speriamo che Edana sia l e abbia dei guerrieri con s. Unendoli alla banda di guerra che si  raccolta intorno a te otterremmo una forza considerevole. Inoltre, Rhin deve aver assottigliato le sue forze per poter controllare quattro regni in modo tanto improvviso. Potrebbe essere una buona opportunit per riprendere Ardan.
Fece una pausa, passando un dito ossuto fra le piume di Craf. Inoltre, Ardan  la nostra patria; sarebbe bello tornarci. Un posto familiare, di conforto.
S, lo sarebbe mormor Corban.
Ed  pi vicino, molto pi vicino di Drassil.
Infatti.
Per quanto concerne andare a Drassil, Meical sostiene che  dove dovresti andare. Lui  un Ben-Elim, bisognerebbe dargli ascolto. Inoltre, anche la profezia afferma che dovresti andare l. Di solito sono sospettosa nei confronti del fato e del controllo divino, ma in questo caso  qualcosa a cui dovresti dare ascolto. E uno dei Sette Tesori si trova l. Ci serviranno tutti, se vogliamo che la vittoria contro Asroth sia anche solo vagamente possibile, per cui dovremmo andare a prenderlo.
 una valutazione della situazione migliore di quella che io avrei potuto dare. Quando Brina mette le cose in questi termini, pare proprio che dovremmo andare a Drassil.
Quindi ecco qui, Corban, i pro e i contro di ciascuna scelta. La domanda , quale alternativa sceglierai?
La testa mi dice di optare per Drassil, afferm Corban per tutte le ragioni che hai elencato. Soprattutto, perch Meical mi dice di farlo e, come hai sottolineato, lui  un Ben-Elim, e dovrebbe sapere quello che fa. Il cuore per mi sussurra di ricordarmi il giuramento che ho fatto a Edana. Non riesco a togliermelo dalla mente.
Si sent un sonoro crepitio. Coralen sedeva con in mano le due met di un bastone che fissava con occhi roventi. La guardarono tutti, e dopo qualche secondo lei dovette avvertire i loro sguardi, perch con uno sbuffo di disgusto gett i due pezzi di legno nel torrente, si alz e si allontan a grandi passi.
Cosa le ha preso? domand Corban.
Brina scoppi a ridere.

35. Fidele.

Fidele si trovava nelle camere di Lamar, in cima all'alta torre di Ripa, intenta a guardare il panorama che si stendeva oltre la finestra... le alture di arenaria, il ferro di cavallo della baia e il vasto mare al di l di essa. Vele nere tempestavano le acque, sparse nella baia come uno stormo di corvi.
I Vin Thalun. Ci libereremo mai di loro?
Ormai si trovava l da oltre una luna, circondata da nemici. Sapeva che Lykos era l fuori, da qualche parte. Non molto tempo prima, questa consapevolezza l'avrebbe pervasa di rabbia e di paura, ma adesso qualcos'altro occupava tutti i suoi pensieri.
Qualcuno. Maquin.
Mi sento... felice. Erano passate dieci notti da quando Maquin si era svegliato, da quando lo aveva trovato seduto sul letto e lo aveva baciato.
Mi ha detto di essere tornato dalla morte per me. In realt, non sarebbe stato necessario che lui dicesse nulla. Quando lo aveva visto accasciarsi, nella sala dei banchetti, aveva creduto di averlo perso, e qualcosa era morto dentro di lei. Il senso di sollievo provato al suo risveglio era stato sopraffacente, l'aveva travolta come un'onda scura e possente.  ridicolo. E tuttavia si sentiva felice, per la prima volta da...
Da prima che Aquilus morisse. Dovrei sentirmi in colpa per questo. Mio marito  morto. Ma da allora  passata una vita intera.
Mia signora? chiam una voce alle sue spalle.
Fidele si volt. Peritus era in piedi accanto al tavolo del consiglio, su cui erano sparse mappe intervallate da piatti di cibo e caraffe di vino.
S? rispose.
Abbiamo molto di cui parlare. Sei pronta a cominciare? domand Peritus.
Certamente. Fidele si volt e sedette al tavolo. Lamar era presente, affiancato dai suoi figli, Krelis ed Ektor, come pure da Peritus, un tempo capo militare di Tenebral, prima che Nathair lo rimpiazzasse con Veradis.
Il messaggero mi ha riferito che avevi delle notizie osserv Fidele.
 vero conferm Lamar. Appariva pi vecchio dell'ultima volta che lo aveva visto, con la pelle che gli si accasciava intorno alla struttura del cranio come cera fusa. Il suo sguardo per era penetrante e duro.
Marcellin  in marcia rifer Peritus. Ha radunato la sua banda di guerra e la guardia dell'aquila che era stata mandata a caccia di farfalle... Si interruppe abbassando gli occhi sulla propria coppa, poi riprese: Era stata inviata da Lykos lungo i confini del regno.
Nel sentire quelle parole, Fidele trasse un profondo respiro. Quando l'aveva avuta sotto il suo controllo tramite la stregoneria, Lykos aveva governato il regno per suo tramite. Lei aveva firmato alcune lettere, ordini scritti da lui, che avevano spedito i membri pi fedeli della guardia dell'aquila ai confini estremi del regno con il pretesto di razzie di giganti o di supposti avvistamenti di banditi. Era tutto falso, parte del piano di Lykos per garantire che l'equilibrio di potere all'interno di Jerolin rimanesse a favore dei Vin Thalun. Pur sapendo di non aver avuto alcuna responsabilit per quanto era successo, Fidele non riusciva a smettere di vergognarsi per l'accaduto.
Sono buone notizie disse.
La lettera che gli hai scritto deve averlo convinto, mia signora replic Peritus.
Marcellin, Barone di Ultas, aveva sbarrato le proprie porte a Lykos e ai Vin Thalun, ma non era parso intenzionato a intervenire in difesa di Tenebral. Viveva nel nordest del regno, vicino ai monti Agullas, molto lontano da Jerolin e dagli eventi politici di Tenebral.
Sono lieta di aver potuto dare un contributo utile afferm Fidele. Quanti uomini ha con s? E quanto tempo ci vorr perch ci raggiunga?
Non abbiamo informazioni certe sul numero delle sue truppe. Marcellin pu mettere insieme una banda di guerra di almeno duemila guerrieri, e se ha radunato anche tutti quelli che sono stati sparpagliati dagli incarichi assegnati da Lykos per allontanarli da Jerolin... Peritus scroll le spalle. Direi almeno tremilacinquecento spade, probabilmente di pi. Quanto al tempo, impiegheranno almeno una luna a raggiungerci.
Un'altra luna in cui dovremmo resistere qui dentro.
Possiamo farcela dichiar Lamar. Abbiamo le scorte di viveri necessarie. Guard verso Ektor per averne conferma e lui annu.
Una parte di me dice che dovremmo uscire e mostrare a questi Vin Thalun cosa sanno fare gli uomini di Ripa ringhi Krelis. Non abbiamo bisogno che Marcellin venga a salvarci.
Dobbiamo aspettare ribatt Peritus rivolto a Krelis. Qui hai ottocento spade ai tuoi ordini, mentre le file dei Vin Thalun si sono ingrossate e altre navi continuano ad arrivare. Devono avere almeno duemila uomini, l fuori. Con i rinforzi di Marcellin li schiacceremo e impartiremo loro la lezione che meritano. A meno che, naturalmente, il nostro re Nathair non torni spontaneamente da noi.
Nathair. Fino a non molto tempo fa desideravo il suo ritorno, pensavo che mi avrebbe liberata dall'incantesimo di Lykos, che mi avrebbe reso giustizia. Ora non ne sono pi cos sicura... Il suo sguardo si pos fugacemente su Ektor, che la stava osservando. Da quando le aveva parlato della profezia, leggendogliela dalle pergamene dei giganti, nelle sue camere, dentro di lei era germogliato il seme divorante del dubbio. E se Calidus non fosse un Ben-Elim? Se fosse un Kadoshim? Se questo era vero, allora Nathair era in grave pericolo. E le cose che Lykos ha detto, quello che ha insinuato sul conto di Nathair, che lui aveva gi i suoi problemi a cui badare... Non si aspettava che Nathair tornasse entro breve tempo, e una parte di lei non voleva che tornasse, per timore che il suo presentimento risultasse essere qualcosa di pi della paura paranoica di una madre da tempo separata dal proprio figlio.
Temo che la ricerca di Nathair lo terr lontano dalle nostre coste ancora per parecchie lune disse. Devi essere paziente, Krelis.
Krelis sollev la coppa e la svuot d'un fiato. Paziente ringhi, sbattendola sul tavolo, poi sospir. Lo so, hai ragione, ma ne ho abbastanza di starmene seduto sul posteriore. Non era cos male quando Lykos continuava a lanciare sortite contro le mura. Mi teneva impegnato...
Forse c' qualcosa che possiamo fare propose Peritus. In precedenza, ho parlato con i tuoi esploratori.
Quelli che sono tornati da Sarva?
S. Dicono di aver visto alcuni Vin Thalun fra le vecchie rovine di Balara.
Forse stanno installando l un centro di comando opin Krelis.
Avrebbe senso convenne Fidele.  dove abbiamo scoperto le fosse di combattimento, vero?
S, mia signora risposero all'unisono Krelis e Peritus.
Fidele lo ricordava ancora: il fetore di morte, lo sguardo tormentato negli occhi dei combattenti che avevano salvato. Chiss cosa devono aver patito. I suoi pensieri tornarono ad accentrarsi su Maquin. Come ha fatto a sopravvivere a una cosa del genere? Conosceva per la risposta. Lo fai e basta. Ti trinceri in profondit nella tua stessa anima. Resisti. Questo per ha un prezzo.
Hai detto che potevamo fare qualcosa... ribad Krelis a Peritus.
Credo sia tempo di prendere l'iniziativa, invece di starcene qui a bere vino per tutto il giorno ribatt questi, fissandolo in modo significativo.
Per me va bene annu Krelis sedendo pi eretto. Cosa suggerisci, esattamente?
Scorrerie notturne. Niente di grosso, perch i piani tendono facilmente ad andare storti, nell'oscurit. Uccidiamo un po' di Vin Thalun di guardia, rompiamo un po' di assali dei carri delle salmerie, magari bruciamo una nave. E forse dovremmo dare un'occhiata pi da vicino a Balara, per vedere che danni possiamo seminare l.
 una cosa saggia? chiese Ektor. Come hai detto tu stesso,  facile che i piani non vadano per il verso giusto, nell'oscurit. Non possiamo permetterci di perdere altri guerrieri. E poi, chi guider queste scorrerie? Inarc un sopracciglio, guardando verso Krelis.
Lui sollev la coppa con un sorriso.
 una cattiva idea afferm Ektor. Anche se so che tu sei soltanto la forza bruta di Ripa, la tua morte devasterebbe i nostri guerrieri. Non puoi andare.
Ah, fratello, non sapevo che ti importasse di me.
In realt non mi importa di te. Per mi importa che Ripa non venga espugnata, e tu sei la pietra d'angolo su cui posa il morale della nostra banda di guerra. Se tu fossi eliminato, tutto il resto crollerebbe.
Intendo andare dichiar Krelis.
Sarebbe da stolti, il guadagno  inferiore al rischio.
Ektor ha ragione. Non puoi andare intervenne Lamar.
Krelis fece una smorfia contrariata, ma si trattenne dal reagire.
Aiutaci a pianificare le scorrerie sugger Fidele. Indipendentemente da quello che dice Ektor, so che hai talento per la strategia.
S, e tu hai talento per la diplomazia, mia signora replic Krelis, rivolgendole un sorriso.
Fidele percorse i corridoi rischiarati dalle torce, diretta alla porta di Maquin. Davanti a essa si sofferm per un momento, con un fremito di eccitazione nello stomaco, poi apr il battente.
Maquin era in piedi e guardava fuori della finestra aperta, rivolgendole le spalle. Una decimana di convalescenza aveva rimesso un po' di carne sulle sue ossa, e il suo corpo non appariva pi emaciato e scheletrico come prima. Indossava una semplice tunica di lino, stretta in vita da una corda.
Fidele gli si avvicin e lui si gir, un sorriso gli ammorbidiva i tratti taglienti del volto. Si abbracciarono, fondendosi uno nell'altra, poi si separarono quando un rumore di passi risuon nel corridoio. I passi proseguirono e si allontanarono.
Mi sento come una fanciulla colpevole. Maquin le rivolse un altro mesto sorriso che era appena una torsione delle labbra.
Non c' molto da vedere l fuori comment Fidele scrutando nella notte. Molto pi in basso, alcune luci tremolavano sulla baia, punti di luce che contrassegnavano le navi dei Vin Thalun. Sapeva cosa lui fosse stato intento a guardare.
Ha manovrato un remo su una galea come quelle, forse perfino su una di quelle laggi.
Avevano parlato molto nella decimana trascorsa da quando Maquin si era risvegliato. Lui le aveva raccontato della sua giovinezza a Isiltir, dei suoi parenti e amici, di Kastell, dei Gadrai, di Jael e di Lykos, e di tutto quello che era successo in mezzo. Aveva pianto nel rievocare Kastell, e lei lo aveva tenuto stretto, aveva sentito i singhiozzi scuotere il suo corpo. Lei gli aveva descritto la sua vita a Jerolin, Aquilus, come lui fosse vissuto e morto fedele ai suoi principi. Gli aveva parlato del consiglio, della proposta di alleanza, e anche di Nathair, delle speranze e dei timori che nutriva riguardo a lui, e infine di Lykos, di come lui l'avesse controllata, finendo per riuscire a sposarla proprio il giorno in cui Maquin aveva combattuto contro Orgull alla cerimonia dell'incoronazione.
Com' andato il consiglio? le chiese allora Maquin.
Abbastanza bene. Fidele gli rifer la notizia che Marcellin stava venendo in loro soccorso e gli confid il piano di avviare una serie di scorrerie contro i Vin Thalun. Questo parve interessarlo maggiormente.
Quando? le domand.
Presto. Fidele scroll le spalle. Alcuni giorni, magari una decimana. Peritus ritiene che si dovrebbero organizzare pi scorrerie nella stessa notte, tre o quattro gruppi con bersagli diversi. Ha detto che se gli attacchi fossero sferrati uno alla volta, i Vin Thalun si metterebbero sul chi vive dopo il primo e accentuerebbero le misure di sicurezza.
Ha senso borbott Maquin. Nel parlare si stiracchi, ruotando il collo e le spalle. Per me  tempo di cominciare a fare qualcosa, magari un po' di addestramento con le armi. Il corpo mi duole di pi a stare sdraiato in questa stanza a non far niente di quanto facesse quando correvo con te attraverso le foreste di Tenebral. Le sorrise, mentre entrambi rivivevano quei momenti.
Erano stati giorni spesso terrificanti, sempre duri dal punto di vista fisico e mentale, ma adesso Fidele non poteva fare a meno di ripensare al loro viaggio da Jerolin a Ripa con un senso di... nostalgia. Allora le cose erano state semplici, soltanto loro due. Adesso era felice, pi di quanto ricordasse di essere mai stata, ma dentro di lei andava crescendo un senso di apprensione.
Bussarono, poi ci fu una pausa e la porta si apr.
Entr Alben, che appariva stanco ma sempre aggraziato nei movimenti. Salut entrambi con un cenno del capo.
Come sta il mio paziente miracoloso? domand, mentre procedeva come ogni volta a controllare Maquin; prima la temperatura e le pulsazioni, poi la ferita al ventre che adesso era soltanto una lieve sporgenza segnata da una cicatrice chiara.
 irrequieto rispose Maquin.
Non mi sorprende annu Alben. Per uomini come noi, un'intera vita di routine e di addestramento non scompare cos, semplicemente.  un buon segno, la tua mente e il tuo corpo ti dicono che sei pronto. Sar meglio accompagnarti nella corte delle armi.
Ti allenerai con me? chiese Maquin.
Dovrai andarci piano.
Ah, credo che sar esattamente il contrario sogghign Maquin.
Alben gli sorrise. Ci vediamo domattina, allora.
Si diresse alla porta, ma esit prima di aprirla.
Penso che dobbiate saperlo, la gente parla di voi due disse.
Fidele sent il respiro che le si arrestava nel petto.
Alben si gir a guardarli con un'espressione in cui la tristezza si mescolava alla preoccupazione.
Continua lo esort Maquin.
La guerra fa cose strane alla gente. La nostra mortalit appare evidente. Moriremo oggi o domani? Queste sono le domande che dominano la mente.
Ho vissuto in questo stato per pi anni di quanti possa ricordare ringhi Maquin. Questa non  una passione passeggera.
Alben fece spallucce. Non sta a me giudicare. Per dovreste sapere che si stanno spargendo chiacchiere sulla regina e il combattente delle fosse. Non hai quasi lasciato questa stanza, Fidele.
Non sono una regina sussurr lei.
Lo sei per loro replic Alben, abbozzando un gesto vago. La gente di Ripa, i superstiti, ti vedono come la loro regina, almeno in assenza di Nathair.
Fidele trasse un profondo sospiro e si erse maggiormente sulla persona. Ho vissuto nell'infelicit, ho creduto che la mia vita fosse finita... un inferno sulla terra. E tuttavia sono ancora qui. Sent la propria mano cercare quella di Maquin, per il semplice bisogno di toccarlo. Non intendo privarmi di questo. Mi  giunto senza che lo cercassi, ma non posso negarne l'esistenza.
Non devi spiegarti o giustificarti con me, mia signora. Io sono un guerriero e un guaritore, esisto in un posto dove la vita e la morte coabitano, dove sono compagne di letto, separate solo da un respiro. La vita dovrebbe essere vissuta, e cos' la vita senza cuore e passione? Scroll le spalle. Ho solo pensato che doveste saperlo, tutto qui.
Grazie disse Maquin.
Il maestro d'armi lasci la stanza. Maquin fiss Fidele in silenzio.
Non rinuncer a te dichiar lei con passione.
Sono tornato dalla morte per una vita con te. Non saranno le chiacchiere a spaventarmi sorrise Maquin.

36. Corban.

Corban sistem la sella sul dorso di Scudo e affibbi il sottopancia. Il cavallo si gir a guardarlo e lo urt con il muso mentre lui gli applicava i finimenti.
Quando ebbe finito, Corban pass un braccio intorno al collo dello stallone e appoggi la testa contro la sua spalla. Rimase cos per qualche istante, ascoltando il ritmo del cuore di Scudo, il flusso costante dell'aria espulsa dalle narici. Alla fine si ritrasse e procedette a sciogliere un nodo nella sua criniera.
Oggi  un grande giorno, disse ma preferirei starmene qui a occuparmi di te piuttosto che essere laggi.
Lanci uno sguardo verso un gruppo capitanato da Meical, che si era radunato alla testa della banda di guerra.
Scudo lo fiss con i suoi scuri occhi liquidi e nitr piano, battendo il terreno con uno zoccolo.
Lo so... verit e coraggio sussurr Corban mentre saliva in sella e si dirigeva al trotto verso Meical.
Il sole stava sorgendo, si era gi sollevato di un dito al di sopra dell'orlo del mondo, e il cielo era sgombro da nuvole. Quella mattina non c'erano stati addestramenti o danza delle spade perch Meical aveva suggerito che a questo punto la velocit era pi preziosa dell'addestramento, e Corban era stato incline a convenirne.
Voglio uscire da Narvon.
Vide un punto nero girare in cerchio sopra di loro e si accigli. Kartala... dobbiamo fare qualcosa riguardo a quell'uccello. Si guard le dita, la cui punta era ancora pulsante e indolenzita per tutto il cucire che aveva fatto la notte precedente.
Si ferm davanti a Meical, Tukul e Balur Occhio Solo, alle cui spalle era radunato il resto della banda di guerra. Tutti erano pronti a incamminarsi, e la loro attenzione era accentrata su di lui.
Balur, ci guiderai in Ardan? chiese Corban, poi attese che gli altri assimilassero il significato delle sue parole. Meical, che sedeva alto ed eretto sulla sella, non manifest alcuna reazione tranne un serrarsi delle labbra e forse una certa rigidit delle spalle. Fra lui e Corban ci fu un confronto di sguardi che si protrasse per circa un centinaio di battiti del cuore.
Poi Meical annu, un gesto brusco ma controllato, e Corban esal un respiro che non si era reso conto di trattenere.
In Ardan disse Balur, incamminandosi sulle gambe grosse come tronchi. Simile a una creatura che si riscuotesse dal sonno, la banda di guerra lo segu.
Dun Cadlas si trova a est spieg Balur a Corban, mentre attraversavano una vallata verdeggiante. Era la fortezza di Owain, il suo centro di potere.  probabile che Rhin abbia l una forte guarnigione.
Stavo pensando la stessa cosa rispose Corban. Quindi dobbiamo evitarli. Coralen era gi andata in avanscoperta con una ventina di esploratori, fra cui Dath, perch Corban le aveva chiesto di cercare un luogo specifico per il loro campo serale. Lei lo aveva fissato con aria accigliata mentre si allontanava a cavallo.
Voleva forse andare a Drassil?
Descriveremo un ampio cerchio intorno alla fortezza per poi tornare sulla vecchia strada;  la via pi veloce per arrivare al confine continu Balur. Di solito non offriva informazioni spontanee, e parlava solo quando Corban gli faceva qualche domanda.
Un martellare di zoccoli accompagn l'arrivo di Meical, che si affianc a loro. Rivolse un cenno di saluto a Corban, ma non disse una sola parola.
Sia ringraziato Elyon per questo.
Le leghe furono percorse in fretta, e poco dopo l'altosole Balur li guid di nuovo sulla strada dei giganti che avevano seguito praticamente per tutto il tragitto da Murias.
Dun Cadlas  dietro di noi, a dieci leghe di distanza, il ponte per accedere a Boscoscuro  a quaranta leghe da qui illustr il gigante. Adesso la strada era in condizioni migliori e su di essa c'era pi traffico. Davanti a loro, Corban scorse alcune figure che fuggivano gi per la massicciata e verso il nascondiglio pi vicino mentre loro procedevano fragorosamente lungo la strada. Nessuno rimase su di essa per affrontarli. Mentre cavalcava, Corban lanci frequenti occhiate al cielo, e ogni volta vi scorse quell'ombra alata che li seguiva. Imprec fra s e s.
Incredibilmente, non incontrarono nessuno per tutto il giorno. Il sole cominciava a fondersi con l'orizzonte quando, nel raggiungere la cresta di un'altura, Corban vide verso sud un oceano di rami verdi che copriva il panorama.
Boscoscuro. Era ancora a una certa distanza, che equivaleva a pi di una giornata a cavallo, e il terreno che dovevano attraversare per arrivare era punteggiato di boschi e di pascoli ondulati. A occidente, una serie di colline si trasformava in picchi montuosi. Non ci arriveremo entro oggi.
Una macchia nera apparve sulla strada, davanti a loro, e and facendosi rapidamente sempre pi grande. Ben presto fu possibile distinguere i singoli cavalieri: tre in tutto, con un wolven che correva accanto a loro.
Coralen.
Aveva trovato un posto per accamparsi che si adattava alla richiesta di Corban e li guid fino a esso, un tratto di bosco sui dolci pendii di una collinetta, intorno alla cui base scorreva un ruscello. Il sole ormai dipingeva il cielo di rosa quando si presero infine cura delle cavalcature e misero in sicurezza l'area.
Mentre tutti erano impegnati in quei compiti, Corban and da Craf.
Adesso, Craf gli ordin. Con un battito d'ali, il corvo si lev nell'aria. Era la prima volta che lo faceva, da quando Fech era morto, ma anche se i suoi movimenti non erano eleganti, almeno stava volando.
Craf non voler aveva dichiarato il corvo quando Corban si era seduto e aveva cominciato a parlargli.
Craf prese a salire a spirale lungo il limitare degli alberi, portandosi al livello dei primi rami e poi sempre pi in alto, superando le cime per lanciarsi nel cielo aperto. L vol in cerchio per un momento, e Corban ebbe la certezza che stesse guardando verso di loro... verso di lui.
Non chiedergli di fare questo lo aveva esortato Brina. Non  giusto.  vecchio, e ne ha gi passate abbastanza.
Adesso torner gi disse Corban, senza rivolgersi a nessuno in particolare.
Craf per non lo fece e si spinse invece pi in alto, puntando verso nord.
Non vorrei chiederglielo, aveva risposto Corban ma non vedo altra scelta.
Corban si port una mano a schermarsi gli occhi e scrut il cielo, seguendo il volo di Craf a mano a mano che il corvo si riduceva a un puntino nero.
Siamo in una terra straniera, circondati da nemici. Coralen e i nostri esploratori ci hanno salvato la pelle un centinaio di volte, ma ci servono occhi nel cielo.
Craf usc dal suo campo visivo e Corban si addentr fra gli alberi, guardandosi alle spalle per accertarsi che nessuno fosse rimasto allo scoperto. Soltanto Brina era ancora in piedi sul pendio erboso, pallida e ansiosa in volto.
Brina, vieni la chiam Corban, protendendo una mano verso di lei. La guaritrice gli scocc un'occhiataccia, ma si affrett a mettersi al coperto sotto gli alberi, ignorando la sua mano protesa.
Prestando attenzione, Corban individu Balur accanto a un tronco alla sua destra, e un altro gigante posizionato alla sua sinistra. Gli alberi ai lati formavano una sorta di porta di accesso al bosco. Si guard quindi alle spalle, verso l'albero pi alto, e not gli stivali di Dath, che aveva la vista pi acuta di tutta la banda di guerra, penzolare dai rami, vicino alla cima.
Vedi niente? gli domand.
Niente grid di rimando Dath.
Corban deglut a vuoto.
Craf non lo far aveva annunciato il corvo. Craf spaventato. Troppo pericoloso. Potrebbe morire.
So che  pericoloso, aveva replicato Corban ma  necessario. Per favore, Craf, aiutaci. Sii coraggioso e fallo per noi. Avrai la prima scelta di tutto quello che Tempesta caccer.
Di tutto? aveva chiesto Craf.
S, di tutto.
Prima scelta, non ultima?
S. Hai la mia parola.
Craf aveva dondolato la testa, riflettendo.
Prima scelta non buona se Craf  morto aveva gracchiato dopo un po'.
Non morirai, Craf.
Corban non lo pu dire. Falsa promessa.
Non credo che morirai si era corretto Corban.
Vedi niente? interrog di nuovo Dath.
N... aspetta, credo di vedere qualcosa. S, sta arrivando.
Soltanto Craf?
No. L'altro lo insegue.
Corban sent il cuore salirgli in gola. Brina gli si fece pi vicina, Corban non avrebbe saputo dire per avere conforto o se perch cos ci avrebbe messo di meno a ucciderlo, nel caso in cui Craf fosse stato ferito. Pass un momento lungo quanto un battito del suo cuore.
 quasi qui avvert Dath. L'altro gli  quasi addosso. Uno scricchiolare di rami segnal che Dath aveva cominciato a scendere dall'albero.
Era esattamente come la volta precedente, con Craf partito per una missione di esplorazione e il falco che gli piombava addosso dall'alto dopo averlo avvistato, mentre il corvo guizzava verso la sicurezza offerta dalla banda di guerra.
Ti prego, Elyon, non permettere che finisca come l'altra volta.
Craf saett sopra la volta di rami, puntando dritto verso gli alberi e descrivendo uno stretto arco gi per il pendio. Il falco apparve poco dopo, gli artigli protesi e le ali ripiegate per lanciarsi in una rapida picchiata. In qualche modo, Craf riusc a cabrare velocemente nell'aria in modo da modificare la traiettoria per puntare verso il punto in cui si trovava Corban, sotto gli alberi. Sbattendo furiosamente le ali, si lanci verso di lui. Anche il falco cabr, dando prova di agilit e controllo molto maggiori, che gli permisero di non perdere velocit.
Avanti, Craf. Corban si costrinse a non muoversi, preg che nessun altro lo facesse. Adesso Craf era vicino ai primi rami, e con un fruscio di ali pass sotto di essi, il falco a una dozzina di istanti. Craf saett sopra la testa di Corban.
Adesso! grid lui.
Balur e l'altro gigante tirarono entrambi la corda che stringevano in pugno, che passava intorno al ramo sotto cui si trovavano, la stessa corda che finora era rimasta stesa al suolo fra i due alberi. Essa guizz nell'aria, issando dietro di s la cinquantina di mantelli che Corban, Brina e Cywen avevano cucito insieme la notte precedente. Quel muro di stoffa apparve cos in fretta e in modo tanto improvviso da sembrare quasi un'opera di magia, una barriera stregata fra Craf e il falco.
Il rapace si abbatt contro i mantelli con un tonfo e a una velocit tale che per poco non li lacer passando oltre. I giganti abbandonarono la presa sulla corda e l'immenso arazzo di tessuto si afflosci al suolo, trascinando con s il falco. Ci fu un energico sbattere di ali mentre esso cercava di raddrizzarsi, poi il rapace rote nell'aria, sempre agitandosi furiosamente, strisci contro il terreno e rotol. Per un momento rimase fermo al suolo, poi le ali si allargarono ed esso torn a spiccare il volo.
Una freccia gli trapass un'ala, facendolo girare su s stesso e crollare di nuovo a terra. Nel guardarsi alle spalle, Corban vide Dath incoccare un'altra freccia. Adesso Coralen gli era accanto, con l'arco gi teso. Trapass il corpo del falco, e il secondo dardo di Dath lo inchiod al terreno. Il rapace stridette, percorso da un tremito.
Poi si sent un altro battito d'ali e Craf plan sul falco morente, bloccandolo con gli artigli. Per quanto in fin di vita, il rapace cerc di colpirlo con il becco, ma non aveva pi forze e Craf schiv facilmente il colpo, poi sollev la testa e gli cal con violenza il becco sulla testa, ripetutamente. Quando infine smise, il falco giacque immobile.
Per Fech gracchi Craf, con il sangue che gli gocciolava dal becco.
Per Fech gli fece eco Corban.
Grida di entusiasmo risuonarono alle sue spalle.
Corban si addentr fra gli alberi con Tempesta al suo fianco. In modo vago, era consapevole della presenza dei Jehar di guardia: un'ombra troppo eretta qui, un movimento l. Si sedette con la schiena addossata a un tronco e Tempesta raggomitolata ai suoi piedi. Rimuovere Kartala dal cielo era stata una buona cosa, e il fatto che Craf non fosse rimasto ferito era un enorme sollievo. L'intera banda di guerra aveva festeggiato, nella misura in cui era possibile farlo nel cuore del territorio nemico, aprendo gli ultimi barili di idromele avanzati dalla battaglia sostenuta nel Nord. Adesso per Corban aveva la testa che gli doleva e voleva stare solo per un po', lontano da domande e problemi.
Ci fu un rumore di passi, soffocato dallo strato di foglie morte della foresta. Era Meical, che gli sedette accanto.
In Ardan, da Edana disse.
Pensavo di essermela cavata troppo a buon mercato.
S. Corban trasse un profondo respiro. Non voglio offenderti, Meical. Mi hai salvato la vita, mi hai portato via dalla sala del trono di Asroth, mi hai seguito nelle terre del Nord, mi hai consigliato e hai combattuto al mio fianco. Non avrei potuto salvare Cywen se non fosse stato per te, e te ne sono pi grato di quanto le parole possano esprimere. Inoltre sei un Ben-Elim. Per...
S, lo so, il cuore ti dice di prestare fede al tuo giuramento. Meical sospir, ma parte della tensione che Corban aveva visto in lui quella mattina era scomparsa.
S conferm semplicemente Corban.
Meical aveva in mano due coppe, e gliene offr una.
Corban la accett e sorseggi un po' di sidro.
All'inizio, ero infuriato con te, afferm Meical ma poi ci ho riflettuto sopra per tutta questa lunga giornata e adesso sono soltanto irritato e in ansia.
Corban non rispose nulla e si limit ad aspettare, un trucco che aveva imparato da Brina.
Dopo Murias, tu e io abbiamo avuto alcune divergenze di opinioni continu Meical. Credo che Elyon ci abbia fatti di una stoffa diversa... Mi riferisco alla razza umana e ai Ben-Elim. Io sono guidato dal senso del dovere nei confronti di Elyon, anche in sua assenza, senza che passione o emozione vengano ad annebbiarlo, mentre vedo l'emozione annidarsi sotto ogni singola decisione che tu e gli altri della tua razza prendete. Essa alimenta ogni singola scelta. Si sfreg gli occhi. Non so se sia meglio o peggio, ma  cos che Elyon ti ha fatto, quindi devo accettarlo. A volte, non  una cosa che mi sia facile fare. Lanci un'occhiata a Corban, e un sorriso gli aleggi sulle labbra.
Da quando l'ho incontrato non mi  mai parso tanto umano come lo  ora.
Ti ringrazio per non aver dissentito dalla mia scelta davanti a tutti gli altri disse Corban.
A cosa servirebbe dichiarare di essere pronto a seguirti, se poi non lo faccio? O se ti seguo solo quando fai quello che voglio io? Forse devo ricavare una lezione da tutto questo. Meical scroll le spalle. Ti seguir in Ardan, Corban. Vorrei che fossimo diretti a Drassil, perch sento che andare l servirebbe meglio a realizzare le nostre speranze, ma io non sono Elyon. Non sono onnisciente. Scroll nuovamente le spalle e bevve dalla sua coppa.
Credi che vinceremo? domand Corban, dando voce al pensiero che dominava la maggior parte delle sue ore di veglia.
Vincere? Non lo so. Ho faticato per pi anni di quanti ne possa ricordare per prepararmi a questi giorni, e molti dei miei piani non hanno prodotto risultati o sono stati frustrati da Asroth e da Calidus, il suo servitore. Pensavo di aver trovato gli uomini migliori con cui combattere Asroth e il suo Sole Nero, dai re agli uomini comuni, ma cos tanti di essi ora sono morti... Aquilus di Tenebral, Braster di Helveth, il tuo re Brenin. E molti altri.
Brenin ti conosceva?
Oh, s,  stato uno dei primi a giurarmi fedelt. Era un brav'uomo, e uno dei pochi che sapessero di te. Un'altra vittima assassinata dai piani di Asroth e di Calidus.
Per tutto il tempo, mentre crescevo nella sua casa, questa Guerra degli Di era gi in corso.
La scorsa notte ti ho sognato confid Corban.
Me gli fece eco Meical.
S. Nell'Oltremondo.
Sai che l'Oltremondo non  un sogno gli ricord Meical, mostrandosi preoccupato.
Corban annu.
Cosa  successo nel tuo sogno?
Ero in una valle. Era bellissima, non come l'Oltremondo che ricordo. C'erano vaste alture e cascate. Tu eri l. Ti ho visto volare. Ti sei posato su un alto costone, accolto da altri della tua razza, e sei entrato in una grotta.
Meical si accigli. Tutto questo  accaduto davvero. La scorsa notte sono tornato nell'Oltremondo. Farlo  pericoloso, perfino per me, ma desideravo passare qualche momento a casa, parlare con i miei fratelli.
Posso capirlo.
Volevo seguirti, ma ho avuto paura, quindi sono andato in giro... Corban cerc di ricordare altro, ma adesso le immagini erano tutte indistinte.
Meical gli strinse il braccio in una presa ferrea. Non lo devi rifare, hai capito? Asroth ti sta cercando laggi, e se dovesse trovarti... Scosse il capo.
Non so come porre fine a questa cosa.
Allora promettimi che se ti troverai di nuovo l ti nasconderai, senza muoverti. I Kadoshim di Asroth volano alti nel cielo, come quel falco che hai abbattuto oggi, e ti vedranno prima che ti accorga di loro. Inoltre, essi non sono i soli pericoli dell'Oltremondo. Ci sono altre creature, spiriti ribelli che ti farebbero del male, se ti trovassero.
Spiriti ribelli?
S. Sono miei simili che sono andati per conto loro, non si sono voluti schierare con i Ben-Elim o i Kadoshim. Hanno assunto nuove forme che riflettono il loro spirito, e alcuni sono diventati... selvaggi. Meical chiuse gli occhi per un momento. Quando li riapr, serr il polso di Corban. Promettimi che ti nasconderai.
Lo prometto rispose Corban.
Bene borbott Meical, calmandosi un poco.
Come mai tu e Calidus siete qui? Incarnati?
Meical fiss il contenuto della sua coppa, facendolo vorticare un poco. Fa parte della profezia: un Ben-Elim e un Kadoshim. Suppongo rientri nell'imparzialit di Elyon, anche se Calidus non ha completamente accettato quell'aspetto. Scoppi in un'aspra risata e sorseggi altro idromele.
Berr a questo disse Corban, sollevando la coppa.
Il mattino successivo si misero in marcia all'alba, anche se una spessa coltre di nuvole la rendeva grigia e piena di ombre. Erano tutti pieni di aspettative.
Se nessuno ci sbarrer il passo, oggi raggiungeremo Boscoscuro. E poi Ardan.
Sapevano che il banco di prova sarebbe stata Uthandun, la fortezza eretta da Uthan, il figlio di Owain, a controllare il ponte di pietra che attraversava il fiume Afren e che fungeva da accesso a Boscoscuro e, al di l di esso, ad Ardan.
Se la notizia del nostro arrivo ci ha preceduti, Uthandun  dove avranno organizzato un'eventuale resistenza. Prego che ci siamo mossi abbastanza in fretta da precedere qualsiasi informazione su di noi.
L'altosole giunse e pass, con una sola, breve pausa per far riposare e abbeverare i cavalli. La strada cominciava a essere pi trafficata, c'erano mercanti con carri carichi, cacciatori con balle di pellicce, a volte una famiglia diretta al mercato di Uthandun. Tutti abbandonavano la strada e cercavano un nascondiglio quando la banda di guerra li oltrepassava.
Nel cielo, il sole si fece pi basso.
Si addentrarono in una regione di collinette, con Boscoscuro che a tratti si intravedeva verso sudest e faceva riaffiorare in Corban una quantit di ricordi. L'addentrarsi in una radura piena di cadaveri, l'avvertire un angoscioso timore per la sorte di Cywen, lo scoprire che era stata catturata insieme alla regina Alona e a Edana, e infine la spossante caccia nella notte, nel cuore di Boscoscuro, con Tempesta che li guidava sicura sulle tracce dei rapitori.
La voce di Tukul riport la sua attenzione sul mondo che lo circondava. Un cavaliere stava galoppando verso di loro. Era la Jehar Enkara.
Pi avanti ci sono alcuni guerrieri di Rhin rifer quando li raggiunse. Sono circa una ventina. Li abbiamo lasciati passare: quando vi vedranno si daranno alla fuga e Coralen li far fuori.
Corban annu, pur avvertendo una fitta di preoccupazione per Coralen e gli altri.
Non ci si pu fare nulla.
Pi avanti, alcune figure apparvero sulla strada. A giudicare dai bagliori metallici e da come cavalcavano, erano guerrieri. Un attimo dopo essere entrati nel loro campo visivo, i cavalieri si girarono e tornarono indietro al galoppo lungo la strada dei giganti.
Corban li vide fermarsi, vide alcune delle figure crollare di sella - Dath e il suo arco - e i Jehar emergere dalla vegetazione su entrambi i lati della strada, mentre Tempesta appariva a sua volta e spiccava il balzo verso un cavaliere, rovesciandolo al suolo insieme alla sua cavalcatura.
Corban spron Scudo al galoppo, e dietro di lui la banda di guerra acceler a sua volta l'andatura, ma quando arrivarono sul posto era gi tutto finito. Tempesta accolse Scudo correndogli intorno in cerchio, le fauci appiccicose di sangue. La strada era cosparsa di uomini e cavalli morti.
Due ci sono sfuggiti rifer Coralen quando lo vide. Mi dispiace.
Quanto siamo lontani da Uthandun? domand Corban.
Alcune leghe rispose Coralen.
Allora siamo ormai troppo vicini perch la cosa abbia importanza.
Ripresero la marcia.
Di l a poco superarono la cresta di una bassa collina, e di colpo Boscoscuro si allarg davanti a loro, con Uthandun a poche leghe di distanza, su una collinetta antistante la foresta. Corban fece fermare Scudo e rimase a fissare ci aveva davanti.
I pascoli circostanti la fortezza erano ricoperti di centinaia di tende, con uomini che andavano e venivano in mezzo a esse come formiche industriose. Quella per non era la cosa peggiore. Il suo sguardo si spost sul fiume Afren, che si stendeva scintillante fra il pascolo e la foresta: era pieno di navi dalle vele nere.

37. Veradis.

Veradis stava guardando fuori da un'alta finestra della fortezza di Uthandun. Era il tramonto, e gli ultimi raggi del sole ammantavano il terreno di sfumature dorate. In lontananza, sulla linea curva che era la via dei giganti, Veradis vide apparire una chiazza scura, che scintillava come una gemma sporca per il riflesso dei raggi del sole morente sul metallo.
Quanto sono lontani? chiese a Rhin, che gli era accanto.
Tre o quattro leghe. Lei lo guard di sottecchi. Sono troppo lontani per poter intraprendere una battaglia questa notte.
E sei certa che si tratti del Sole Nero?
S. Calidus non ce lo ha forse detto nei suoi messaggi? Ci ha avvertiti che Meical e il suo burattino, quel Corban, sarebbero arrivati alle porte di Uthandun entro un giorno o due.
Cos mi hai riferito, anche se non ho visto quei messaggi ribatt Veradis; cerc di impedire all'irritazione di trasparirgli dalla voce, ma non fu certo di esserci riuscito completamente.
Dubiti di me?
No, non ora.
No, mia signora, certamente no. Veradis fece una pausa, sforzando lo sguardo per mettere a fuoco nella luce morente la banda di guerra che si andava ammassando. Quanti sarebbero, a detta di Calidus?
Pi o meno tre o quattrocento spade.
A me sembrano di pi.
Rhin scroll le spalle. Trecento, quattrocento, seicento... Non ha importanza. Tu hai quasi mille uomini, io ne ho il doppio. E abbiamo sul fiume i nostri amici Vin Thalun che contano altre cinquecento spade. Inoltre Calidus e Nathair sono a quattro giorni di marcia a nord di qui, con altri mille uomini. Il Sole Nero non pu vincere.
Loro hanno giganti e wolven.
Quanto restava della banda di guerra che Rhin aveva mandato a nord, una ventina di uomini, era rientrato alla spicciolata durante l'ultima decimana, e tutti avevano raccontato la stessa storia, parlando di nebbie magiche, di giganti, di wolven e di guerrieri silenziosi e letali.
S. Perdonami, ma sembri... spaventato.
Quelle parole destarono l'indignazione di Veradis. Ho paura? Un poco, forse, ma non di loro. Solo di fallire.
Ho gi affrontato in passato giganti e nebbie magiche, wolven e cose peggiori, mormor ma da allora mi  stato insegnato a essere cauto. Il coraggio non corrisponde sempre alla vittoria.
No, certo che no.
Mi sembra quasi troppo facile.
Si vincono pi guerre grazie agli errori di pianificazione che con grande valore sul campo di battaglia, o almeno questa  la mia esperienza. Pianifica bene, e quando arriva il momento di colpire fallo in fretta, con forza.
Mai, mai sottovalutare questa donna.
Credo che la Guerra degli Di possa essere vinta in un solo giorno, con una singola battaglia.
Infatti. Quanto hai detto che sono lontani?
Rhin scoppi a ridere. Non puoi affrontarli in battaglia questa notte. Nel tempo che impiegheresti a raggiungerli sarebbe buio completo. Domani...
Domani ripet Veradis, quella parola che gli cadeva dalle labbra come una promessa attesa da tempo. Non riusc a trattenere un sorriso. Questo  tutto ci che sogno ormai da molto tempo. Scendere in campo contro il Sole Nero.
E vincere, spero aggiunse Rhin, con un'occhiata in tralice.
S, e vincere.
Bene. Allora pare che il tuo sogno stia per realizzarsi.
Il sorriso di Veradis si accentu.
Il sole scomparve dietro la cima delle colline e il cielo si trasform in velluto scuro mentre i due sostavano in silenzio a guardare. I fuochi da campo apparvero uno dopo l'altro nell'area dove si trovava la banda di guerra del Sole Nero, sparsi su un lontano pendio ondulato come un ammasso di stelle.
Domani potrebbero tentare di aggirarci di nascosto osserv Veradis, immaginando di essere uno degli avversari e di vedere lo spiegamento della sua banda di guerra e delle navi dei Vin Thalun.
Potrebbero, convenne Rhin e sarebbe un peccato. Forse dovremmo fare qualcosa per accertarci che ci sia una battaglia al sorgere del sole.
Veradis stava marciando lungo la dura superficie di pietra della strada dei giganti. Faceva freddo ed era buio, il cuore della notte pareva avvolto strettamente intorno a lui. Non c'era traccia degli esploratori di Rhin che li avevano preceduti, cinquanta uomini che avevano lasciato prima la fortezza per formare uno schermo protettivo che individuasse metodicamente sul terreno qualsiasi traccia del nemico.
Spero stia andando tutto bene.
Il martellare dei piedi degli uomini che si snodavamo dietro di lui sulla strada dei giganti riusciva efficacemente a compromettere l'acutezza del suo udito, l'unico senso che poteva servire a qualcosa in quell'oscurit assoluta. Si sforz comunque di ascoltare, anche se cercare di cogliere suoni provenienti da davanti a lui era tutt'altro che facile.
Questo  stato un errore, pens non per la prima volta da quando aveva lasciato le mura di Uthandun. Il pensiero di essere avviato verso un'imboscata era tutt'altro che piacevole.
Quando Rhin gliel'aveva suggerita, quella gli era parsa un'idea splendida, estremamente astuta: una marcia forzata prima dell'alba, non per impegnare battaglia ma per essere abbastanza vicini da cogliere il nemico di sorpresa e non dargli spazio per una ritirata, quando fosse sorto il sole.
Nessuno spazio per la fuga.
Adesso per tutti i pericoli e i potenziali disastri impliciti in quell'idea erano predominanti nella sua mente.
E se ci avessero sentiti arrivare e ci stessero aggirando ai fianchi in questo stesso momento? Abbass lo sguardo sui propri piedi e sugli stivali avvolti in lana d'agnello, come quelli di ogni altro guerriero che lo seguiva. La differenza era notevole: di solito, il calpestio di duemila guerrieri che marciavano su una strada di pietra sarebbe stato quasi assordante, ma non cos. Tuttavia, erano pur sempre tutt'altro che silenziosi, e ogni suono sembrava amplificato dall'oscurit.
Vinceremo comunque. Non possiamo perdere. Troppe cose dipendono da questo, e noi siamo destinati alla vittoria. Questa non  semplicemente un'altra battaglia,  quella che decider le sorti del mondo. Si assest lo scudo sul braccio, si scroll per fare lo stesso con il peso della cotta di maglia, allent la spada nel fodero e continu a camminare.
Avevano impiegato quasi tre lune per andare da Dun Taras, in Domhain, fino a Uthandun, un lungo viaggio che attraversava tre regni. Rhin si era fermata lungo il tragitto, radunando guerrieri, mandandone altri a imporre la sua sovranit sul nuovo regno. Erano arrivati a Uthandun una decimana prima, e Veradis aveva sfruttato bene quel tempo di sosta. La sua guardia dell'aquila si era addestrata duramente ogni giorno, perfezionando la risposta a segnali di corno dalle retrovie che ordinassero spostamenti della prima linea o delle ali e una miriade di altre manovre, e lavorando per rimuovere tutte le debolezze del muro di scudi, che peraltro non erano molte. In lui l'eccitazione e l'ansia erano cresciute ogni giorno, a mano a mano che Rhin gli riferiva i messaggi ricevuti da Calidus.
Sono vicini, cos vicini. Sar bello rivedere Nathair. Lui ha avuto successo, ha preso il calderone, uno dei Sette Tesori. Deve essere felice di questo. Veradis sent svanire un opprimente senso di preoccupazione della cui esistenza non si era reso conto.
Per  un peccato che Nathair non potr essere qui ad assistere alla sconfitta del Sole Nero. Questo lo deluder.
Qualcosa attir la sua attenzione, un accenno di movimento intravisto per un attimo appena con la coda dell'occhio. Una chiazza bianca come un osso. I suoi sensi si tesero al massimo mentre scrutava l'oscurit.
Niente. Continuando a marciare, si guard alle spalle e riusc a distinguere la massicciata che scendeva erta ai lati della strada, ma al di l di essa non scorse niente a conferma che ci che aveva intravisto fosse stato qualcosa di pi di uno scherzo giocato dalla luce delle stelle. A ogni passo, i lontani fuochi da campo del nemico si facevano pi vicini e pi nitidi.
L'alba era una scheggia di luce verso est, la terra era ammantata da un grigiore uniforme punteggiato da profonde, impenetrabili pozze d'ombra. Un rumore soffocato di zoccoli, anch'essi avvolti in pezzi di pelliccia, tamburellava alle sue spalle. Rhin ferm il cavallo accanto a lui, affiancata da Geraint.
 ora disse. I suoi occhi erano dilatati e scintillanti per l'eccitazione. Veradis si sentiva altrettanto eccitato, perfino una notte passata a marciare non riusciva a smorzare il suo entusiasmo per la battaglia imminente.
Procedi come pianificato ordin Rhin, poi si protese sulla sella per accarezzargli una guancia. Presto brinderemo alla nostra vittoria con una coppa di vino.
Veradis fu percorso da un brivido, che non era di aspettativa. Sapeva che a Rhin piacevano gli uomini giovani, e non aveva idea di come fare per riuscire a respingerla e continuare a vivere. Poi lei diede uno strattone alle redini e si allontan prima che lui trovasse qualcosa da dire. Si sentiva la guancia rovente, dove lo aveva toccato.
Geraint si sofferm ancora per un momento. Tieni gi la testa consigli, poi si allontan a sua volta lungo la strada e verso la banda di guerra di Rhin, quasi duemila spade in un largo schieramento alle sue spalle, un misto di cavalleria e di fanteria.
Ci siamo, pens Veradis, sentendo l'emozione crescere dentro di lui.
Date il segnale ordin, e un guerriero trasse dal corno due note nitide. Prima che il suono fosse svanito, la guardia dell'aquila si rivers fuori della strada, formando tre blocchi rivolti a est. Lui avrebbe guidato il primo, gli altri due lo avrebbero seguito, e tutti e tre sarebbero diventati una punta di lancia fatta di ferro e legno, di carne e di ossa. Si diresse verso la prima fila del suo blocco e lanci un'occhiata al muro di scudi alla sua sinistra, dove i guerrieri si muovevano confusi nel formare le file. Vide Caesus, il suo capitano, sporgersi dalla prima linea per guardare verso di lui. Si scambiarono un cenno, e Caesus si port il pugno sul cuore in un saluto. Veradis rispose al gesto, poi si avvi lungo la prima linea del suo blocco.
Molte facce lo fissarono, cupe e risolute. Riconobbe parecchie di esse come quelle di uomini che erano stati con lui dall'inizio, avevano affrontato la carica dei giganti e dei draig su quella collina del Tarbesh. Le Zanne di Nathair, cos si erano ribattezzati, prendendo il nome dalla zanna di draig che Nathair aveva dato a ciascuno dei superstiti. Port la mano all'impugnatura della spada, dove il suo dente di draig era stato inserito nel legno e cuoio dell'elsa.
Vittoria o morte! grid a gran voce mentre si metteva l'elmo, sollevava lo scudo e prendeva la sua posizione nel muro. Il suo grido venne raccolto e ripetuto, un fragore di tuono nel silenzio dell'alba, mentre i suoi uomini serravano le file intorno a lui.
Il nemico era accampato a circa mezza lega di distanza, con le tende che si stendevano su un lieve pendio a est della strada dei giganti e scomparivano oltre la cresta. I fuochi da campo si andavano spegnendo a mano a mano che il sole saliva nel cielo, ricoprendo la terra di toni pastello. Ci furono squilli di corno, e il muro di scudi si mise in movimento con la disinvoltura derivante dalla pratica, senza un solo passo fuori tempo. Avevano rimosso tutti la lana di agnello dagli stivali, e adesso la loro avanzata era accompagnata da un rombo fragoroso.
Il cuore di Veradis prese a battere al ritmo dei piedi in marcia, contribuendo a calmargli i nervi, dando alla loro avanzata una disciplina che in qualche modo serviva a tenere sotto controllo l'ondata di emozioni che accompagnava una battaglia: ira, paura, dubbio. Attraversarono alcuni pascoli aperti, e il nemico si fece sempre pi vicino.
Veradis scrut il fianco della collina, che era per ancora ammantato da ampie chiazze d'ombra perch il sole nascente era alle sue spalle e trasformava tende e uomini in semplici sagome, costringendolo a socchiudere gli occhi. Quelle figure erano ferme ed erette, li aspettavano in silenzio.
Siete stati saggi ad accamparvi con il sole alle spalle, ma la luce del sole non vi salver. Non oggi.
Cywen deve essere lass. Non appena aveva sentito la notizia dell'avvicinarsi di quella banda di guerra, Veradis aveva immaginato che Cywen dovesse essere con loro. Senza riflettere, aveva chiesto di lei a Rhin.
Non lo so aveva risposto lei, studiandolo con aria accigliata.
La volta successiva, quando gli aveva riferito un messaggio di Calidus, allontanandosi Rhin si era soffermata sulla porta e lo aveva informato che Cywen era viva ed era stata presa da Corban e dai suoi compagni nel corso della battaglia nelle sale di Murias.
Veradis era rimasto sorpreso dal sollievo che aveva provato nel sentire che lei era ancora viva.
Corban l'ha trovata. L'ha salvata. E adesso lei  su quella collina. Spero che suo fratello le dica di tenersi alla larga dalla battaglia, altrimenti finir per farsi uccidere. Poi ridacchi, perch l'idea che Cywen potesse prendere ordini da chiunque, perfino dal Sole Nero, appariva impossibile.
I suoi piedi raggiunsero l'inizio del leggero pendio. Alle sue spalle sent un rombo di zoccoli, un nitrire di cavalli e sporadiche grida di guerra da parte di uomini che chiamavano a raccolta il loro coraggio.
In alto per non si vedeva ancora traccia di movimento. Si aspettava una carica. Dovunque avesse combattuto, i guerrieri avevano attaccato nello stesso modo. Il solito. Un comune impeto selvaggio, poi la scelta di singoli avversari, il distillarsi della battaglia in una serie di duelli, con il vincitore che procedeva a cercare un altro avversario e lo sconfitto che diventava cibo per i corvi. E cos via, fino alla fine della battaglia.
Non noi. Il muro di scudi aveva fatto a pezzi qualsiasi cosa lo avesse attaccato. Tranne per quella carica dei draig e gli auroch in fuga. Qui per combattiamo contro uomini e giganti. Non perderemo.
Sent il cuore martellargli nel petto, la bocca che si inaridiva e le mani che si facevano sudate, mentre tutto pareva divenire pi nitido. Lo stridere degli scudi bordati di ferro che sfregavano gli uni contro gli altri nell'avanzata, l'odore dell'erba umida di rugiada sotto i loro piedi, i colombacci che si lamentavano per essere stati costretti ad abbandonare i loro rami l vicino. Questo era il momento che precedeva la battaglia, il processo che il suo corpo attraversava prima dell'imminente violenza. Ormai ci si era quasi abituato e perfino lo gradiva. Amava la semplicit della battaglia. Tutti i dubbi che lo avevano tormentato durante la marcia notturna erano svaniti, evaporati sotto il sole nascente. Si sentiva lucido, sicuro, focalizzato.
Oggi vinceremo questa guerra.
Ormai erano a un terzo del pendio, i primi fuochi erano ad appena un centinaio di passi di distanza, ma ancora non c'era traccia di movimento. Veradis sent i capelli che gli si rizzavano sulla nuca mentre con lo sguardo cercava il nemico, un qualsiasi segno di movimento, da sopra il bordo dello scudo.
Qualcosa non va.
Impartisci l'alt ordin al segnalatore, posizionato dietro di lui. Risuon uno squillo di corno e il muro di scudi si arrest progressivamente, imitato pochi istanti pi tardi dagli altri due che lo affiancavano. Veradis fiss i gruppi di sagome che aveva davanti, erette e statiche, mentre la brezza agitava appena i mantelli.
Pur dandosi dello stolto, abbass lo scudo e usc dalla formazione.
Avanzando con passo deciso, oltrepass un fuoco morente, estrasse la spada lunga che portava al fianco e si avvicin al primo gruppo, colpendo una delle sagome. Essa si accasci al suolo con un rumore di pezzi di legno che si spezzavano, e altre lungo la fila, legate tra di loro, crollarono a terra.
Veradis sferr un calcio al manichino ai suoi piedi, un fascio di bastoni legati insieme e avvolti in un mantello. Dal bosco che si stendeva l accanto si levarono alcune grida: erano i cavalieri di Rhin che, emergendo dagli alberi, stavano scoprendo la vera natura del nemico. Caesus lo raggiunse, accompagnato dalla guardia dell'aquila.
Perquisite il campo ordin Veradis, pur sapendo gi cosa avrebbero trovato. O non trovato.
Rhin risal al trotto la collina insieme a Geraint e a una dozzina di scudieri.
Un trucco, mia signora rifer in tono amareggiato Veradis quando lei fu pi vicina, sollevando da terra un mantello lacero.
Questo lo vedo da me scatt lei, il volto teso per l'ira. La domanda : dove sono?
Proprio quello che stavo pensando.
Dalla sua banda di guerra si lev un grido di allarme che venne raccolto da altri e si diffuse in fretta. Dal pendio su cui si trovavano avevano una buona visuale dell'area circostante, e Veradis vide alcuni uomini indicare in direzione di Uthandun. Un senso di nausea, pari a quello generato da un pugno nel ventre, gli serr lo stomaco. Fiss con attenzione Uthandun, le cui mura erano immerse nella luce del sole che si era infine levato al di sopra della collina alle sue spalle. In un primo momento non riusc a vedere niente che non andasse, poi una sorta di tremolio attir la sua attenzione, non verso Uthandun ma su qualcosa che si trovava nelle immediate vicinanze. Le navi dei Vin Thalun.
Le loro vele erano in fiamme.

38. Tukul.

Brandendo la spada che grondava sangue, Tukul corse su per la passerella di accesso alla nave dalle vele nere, seguito da Corban e da una ventina di altri. Lungo tutta la riva, i suoi Jehar stavano facendo lo stesso, uccidendo le guardie per salire sulle navi, e finora c'era stato ben poco rumore o combattimento perch i difensori erano stati colti di sorpresa.
Questo non durer ancora per molto.
Avevano scelto undici navi da abbordare, otto delle quali erano snelle galee e le altre tre grosse imbarcazioni da trasporto - quanto bastava per trasportare l'intera banda di guerra e anche i cavalli, se tutto fosse andato secondo i piani.
Ma non ho mai visto un piano che filasse liscio.
Alla sua destra ci fu un intenso bagliore seguito da un'ondata di calore. Guard da quella parte e vide una vela che bruciava intensamente, con il fuoco che ne divorava avidamente il tessuto. Ci fu il tremolio di altre frecce che lasciavano una scia incandescente nel cielo, e nell'arco di pochi momenti altre navi si trasformarono in torce fiammeggianti.
Risuon un rumore di piedi in corsa e altri guerrieri emersero dall'ombra. Nel vederlo rallentarono il passo e si avvicinarono con esitazione, accerchiandolo. Erano uomini dall'aspetto duro, muscolosi, con il volto segnato dalle intemperie, e tutti sfoggiavano una scura barba oliata a cui erano legati alcuni anelli di ferro. I pi stringevano uno scudo rotondo e una spada corta. Poi Corban e gli altri si allargarono a ventaglio intorno a lui. Tukul sfil l'ascia dal fodero con la mano sinistra e si lanci alla carica in un vorticare di lame.
Gli uomini cominciarono a morire.
Tukul lasci l'ascia piantata in un cranio e continu ad avanzare, brandendo la spada con grandi colpi inferti a due mani che gli permisero di attraversare uno stretto ponte, una forza inarrestabile affiancata su ambo i lati dai suoi fratelli di spada. Ben presto la plancia fu viscida per il sangue e le interiora. Un'ombra si materializz alla sua sinistra, ma una massa di pelo e di zanne si abbatt su di essa. Un'occhiata rivel Tempesta che si ergeva su una sagoma immobile, le fauci che grondavano sangue. Sulla destra Corban, che indossava il mantello e gli artigli di wolven, lo oltrepass e blocc con la spada un fendente dall'alto, usando gli artigli da wolven per squarciare una gola e spingendo poi da un lato l'uomo morente per continuare ad avanzare.
Tukul sent una mano sul braccio. Era Gar. Si scambiarono uno sguardo, poi seguirono Corban, aprendosi un varco in mezzo a un gruppo di guerrieri che indietreggiavano. Una dozzina di istanti pi tardi i nemici, almeno quelli che potevano, presero a gettarsi in acqua oltre le murate. Quando si guard intorno in cerca del prossimo uomo da uccidere, Tukul si rese conto che sul ponte non c'era pi alcuna forma di resistenza.
Tutto qui?, pens. Allora non  poi cos difficile prendere una nave.
Guard oltre la murata, verso le imbarcazioni ancorate nelle immediate vicinanze. Su di esse infuriava ancora il combattimento, grida di guerra e clangore di lame risuonavano stentorei nella quiete dell'alba, echeggiando contro il muro di vegetazione sulla riva opposta. Su uno dei ponti vide alcuni giganti avanzare roteando asce e martelli da guerra, scorse uno di essi sollevare di peso un nemico e scagliarlo nel fiume.
Corban scomparve attraverso un'apertura nel ponte, e Tukul si affrett a seguirlo, temendo che potessero esserci altri nemici nascosti nel frapponte. Mentre scendeva gli erti gradini per poco non vomit a causa del sopraffacente fetore di escrementi. Una volta in fondo sbatt le palpebre e attese che gli occhi si abituassero alla penombra, dato che la sola luce era quella che filtrava dalle aperture per i remi.
Incatenate alle panche c'erano file di uomini, o di quelli che sembravano uomini, tutti di una magrezza scheletrica, pallidi e segnati da cicatrici. La maggior parte sedeva accasciata sui remi e fissava lui e Corban con occhi vuoti e inespressivi.
Il pi vicino di quegli uomini sussult quando Corban sollev la spada, che nel discendere gener una nube di scintille, e spezz la catena che legava i rematori della prima panca.
Ho preso questa nave e ucciso coloro che vi hanno resi schiavi disse Corban mentre avanzava lungo il corridoio fra le panche e infrangeva le catene, camminando in mezzo a un liquido che Tukul sospett non essere acqua di fiume. Siete liberi di andarvene, se volete, o di remare ancora un poco per poi essere lasciati a riva altrove. Guard fuori da una delle aperture per i remi. Questo non  il posto pi sicuro dove essere sbarcati. Tukul, accertati che abbiano capito quello che ho detto borbott infine, girandosi per risalire all'aria aperta.
Tukul ordin di portare di sotto alcune botti d'acqua e si accert che tutti i rematori bevessero a saziet, ma lentamente. Uno di essi lo afferr per il polso. Era di bassa statura, muscoloso, con la pelle della scura tonalit olivastra tipica degli uomini della sua terra, il Tarbesh. I suoi occhi erano pi vivi di quelli degli altri.
Come ti chiami, fratello? gli chiese Tukul.
Javed rispose l'uomo dopo una lunga pausa, come se faticasse a ricordare.
Ecco un po' d'acqua per te. Tukul gli offr una brocca riempita dalla botte. Javed bevve rumorosamente.
Questo  uno scherzo dei Vin Thalun? domand, l'acqua che gli colava lungo la barba. Un nuovo modo di divertirsi?
No. Come ha detto il mio signore, sei libero.
Dov' il trucco? Ci ucciderete se cercheremo di andarcene?
Tukul scosse il capo. Vattene, se lo desideri. Non ci saranno punizioni da parte nostra. Sbirci fuori dal pi vicino buco per i remi e sent squilli di corni provenire dalla fortezza. Non posso per garantire il genere di accoglienza che riceverai da loro.
L'uomo guard fuori a sua volta.
Se vuoi restare, sei il benvenuto.
Dove siete diretti?
A est replic Tukul.
A est non c' l'oceano sbuff Javed. Adesso so che ti stai prendendo gioco di noi.
Dico la verit ribatt con calma Tukul.
Javed lo fiss in volto. Credo che rimarr per un po' concluse.
A est, verso Drassil. Con quanta rapidit i piani possono cambiare.
Corban era impallidito quando aveva visto la banda di guerra e la flotta schierati intorno a Uthandun. Si erano accampati in tutta fretta, e Corban aveva convocato il suo consiglio di guerra: Meical, Tukul, Gar, Balur, Ethlinn, Brina e Coralen.
Seduto su una sedia da campo, Corban si teneva la testa fra le mani. Craf era sceso dal cielo e si era appollaiato su un bracciolo.
Su il morale aveva gracchiato il corvo, che da quando il piano contro il falco Kartala aveva avuto successo aveva preso a seguire Corban dappertutto.
Alternative. Il tono secco di Brina aveva fatto sussultare Corban, inducendolo ad abbassare le mani.
Cosa? aveva domandato.
Ci sono sempre alternative aveva risposto Brina.
Lui aveva tratto un profondo respiro, lottando visibilmente per ritrovare il controllo. Quali sono? aveva chiesto.
Combattere.
Corban aveva reagito con un sorriso privo di umorismo. Non  una buona idea. Loro sono migliaia. Siamo inferiori di numero.
Fuggire.
Per noi sarebbe meglio. Mi piacerebbe farlo, ma dove andare? Tutte le vie per raggiungere Edana sono bloccate.
Fuggire verso nord. Una ritirata, in altre parole aveva precisato Brina.
Per andare a sbattere contro Calidus, Nathair e un migliaio di Kadoshim aveva sottolineato Tukul.
Corban aveva scosso il capo. Quella  una cosa che abbiamo gi provato. Non mi attira.
Verso ovest, allora aveva continuato Brina.
A ovest ci sono Cambren e Domhain. Cosa c' l per noi?
Niente aveva convenuto Brina.Sto solo vagliando tutte le alternative.
Quindi cosa rimane?
L'est aveva detto Brina.
E cosa c' a est? Boscoscuro, e poi le paludi.
Drassil  a est era intervenuto Meical.
Corban lo aveva fissato.
Ha ragione aveva riconosciuto Brina.  molto pi a est, lo ammetto, ma tu hai appena detto che non possiamo andare a sud, a nord o a ovest.
Ma che ne sar di Edana?
Se pure potessimo aprirci un varco fra le forze che abbiamo davanti, aveva interloquito Gar cosa che personalmente sarei lieto di tentare pur di evitare quelli che abbiamo alle spalle, loro si metterebbero sulle nostre tracce e ci seguirebbero dritti da Edana.
Nathair e Calidus non ci seguirebbero fino a Drassil?
Forse, aveva ammesso Meical anche se in qualche modo io ne dubito. Ho il sospetto che l'attenzione di Calidus sia rivolta altrove.
Cosa intendi? aveva chiesto Corban.
Se avesse voluto attaccarci avrebbe potuto farlo. Loro non sono molto indietro rispetto a noi e avrebbero potuto raggiungerci con poche marce forzate.
Allora perch non lo ha fatto?
Non posso dirlo con certezza, ma ho il sospetto che si sia concentrato sul calderone. Per raggiungerci avrebbe dovuto lasciarlo indietro, con una scorta molto pi piccola. Meical aveva scrollato le spalle. Sto avanzando supposizioni, ma non credo che sarebbero tanto pronti a seguirci fino a Drassil. Quel viaggio  pi lungo di molte leghe, e ci porter lontano da quella che per loro  la relativa sicurezza dei regni di Rhin.
Corban si era alzato, e per un po' aveva camminato avanti e indietro. Alla fine, si era fermato davanti a Balur e a Ethlinn.
Voi cosa fareste? aveva chiesto a entrambi.
Balur aveva scrollato le spalle massicce. Il cuore mi dice di combattere, la mente di fuggire, di vivere per combattere un altro giorno, quando ci sar una possibilit di vincere. Qui non ce n' nessuna.
Combattere ora significa morire. Fuggire senza una meta  solo una morte prolungata aveva affermato Ethlinn, con la voce che era come un frusciare di foglie autunnali nell'aria. Per fuggire da qualche parte ha un senso, una speranza. Drassil  la scelta pi saggia.
Corban aveva chinato il capo per alcuni lunghi momenti, poi aveva tratto un respiro profondo e si era guardato intorno, fissando ognuno di loro per soffermarsi infine su Meical.
Tenteremo di raggiungere Drassil aveva detto, piano.
Era poi rimasto a lungo in silenzio, lo sguardo rivolto verso sud. Alla fine, la sua attenzione si era rivolta di nuovo alla fortezza visibile in lontananza, che nel crepuscolo appariva ora solo come un'ombra scura accanto allo scintillio del fiume.
Sanno che siamo qui. All'alba ci sar una banda di guerra a caccia del nostro sangue, in qualsiasi direzione decideremo di muoverci aveva mormorato.
Allora ce ne dovremo andare prima dell'alba, in modo da porci in vantaggio rispetto a loro aveva suggerito Coralen, che fino a quel momento era rimasta in silenzio nell'ombra.
Marciare nel buio non  una cosa semplice aveva obiettato Gar. C' il rischio di perdersi. Potremmo finire in guai maggiori di quelli in cui siamo ora.
Con Tempesta non ci perderemo. Lei  meglio della stella polare aveva ribattuto Coralen.
Quel fiume quanto si spinge a est? aveva chiesto Corban.
Fino alle paludi lungo il confine di Narvon e di Isiltir. Da l potremmo seguirlo fino al mare Settentrionale aveva chiarito Meical. Se avessimo delle navi, potremmo navigare per tutto il tragitto fino alla tenuta di Gramm.
Chi  Gramm? aveva domandato Corban.
Un amico aveva risposto Tukul.
Un alleato che vive alle propaggini della foresta di Forn aveva aggiunto Meical. Ci ha aiutati in passato, e si unir a noi, adesso che la Guerra degli Di  cominciata sul serio.
Corban aveva annuito, lo sguardo fisso sulle vele nere che punteggiavano il fiume Afren. Allora pare che ci servano delle navi.
Tukul sollev lo sguardo su Dath, che si trovava sul ponte rialzato a poppa della nave.
Dobbiamo andarcene adesso! url Dath, e Tukul raccolse e ripet il suo grido, portandosi in cima alla passerella d'imbarco per chiamare Balur e gli altri ancora raccolti sulla riva. Regnava il caos, con le navi che bruciavano e ondate di calore e di fumo che si riversavano sopra il fiume. Molti dei marinai che erano fuggiti dalle navi in fiamme stavano ora cercando di spegnere gli incendi, ma oltre la met delle galee nemiche ardeva pi dell'interno di una fornace, tanto da generare in Tukul il sospetto che quel fuoco stesse ricevendo una qualche assistenza Elementale. A mano a mano che il numero dei marinai raccolti sulla riva aumentava, essi tentarono un contrattacco per recuperare le navi che venivano rubate. Intanto squilli di corni giungevano da Uthandun, uniti a un rumore di zoccoli e a richiami di guerra che provenivano dalla fortezza.
Balur prese a spingere i guerrieri verso la passerella, giganti e Jehar in pari misura, facendoli arrivare incespicanti fin sul ponte della nave, poi si gir, fece roteare l'ascia nera sopra la testa e si scagli contro un capannello di nemici che gli veniva incontro.
Tukul gli vide tagliare in due il primo guerriero, con le gambe e il torso che volavano in direzioni diverse; il secondo ricevette in piena faccia l'impugnatura rivestita in ferro dell'ascia e un terzo ci rimise la testa, poi le volute di fumo gli oscurarono la visuale.
Adesso tutti gli altri erano a bordo, e Dath urlava di ritirare la passerella e mollare gli ormeggi, ma Tukul esit ancora. Mosse qualche passo gi per la rampa, grid per chiamare Balur, guard di nuovo verso l'imbarcazione e le facce che lo fissavano.
Non lo abbandoner.
Estratta la spada che portava sulla schiena, si avvi con determinazione gi per la rampa, ignorando le voci alle sue spalle che lo chiamavano per nome. Poi Balur emerse di colpo dalle volute di fumo, schizzato di sangue e con una figura inerte caricata addosso. Corse verso la passerella, mentre altre forme apparivano dietro di lui, lanciate al suo inseguimento. Gli stivali del gigante risuonarono sulla rampa facendo scricchiolare il legno, e Tukul vide che il corpo che Balur trasportava era quella di un giovane gigante che perdeva sangue da una lacerazione al cuoio capelluto.
Dopo che Balur lo ebbe oltrepassato, Tukul si port al limitare della rampa e con un affondo trafisse il primo degli inseguitori. Con un calcio liber quindi la spada, scaraventando il cadavere addosso agli uomini che lo seguivano, poi prese ad avanzare con la lama che calava in due fendenti, tranciando una mano all'altezza del polso e lacerando una faccia. Gli assalitori allora indietreggiarono barcollando, intralciandosi a vicenda e cadendo nel tentativo di allontanarsi da lui. Giratosi, Tukul spicc la corsa verso la nave, dove Balur fu pronto a ritirare la passerella non appena quello fu balzato sul ponte, mentre un altro Jehar tranciava la corda di attracco alla riva. I remi si sollevarono e si abbassarono, e la nave si allontan, dapprima lentamente, poi a una velocit crescente.
Dietro di loro, lungo il fiume, anche gli altri stavano facendo lo stesso sulle altre dieci imbarcazioni, sette delle quali avevano lo scafo affusolato come la galea su cui si trovava Tukul, mentre le altre tre erano navi da trasporto, con lo scafo pi largo e profondo, ed erano quelle su cui erano stati caricati i cavalli.
Un peso si abbatt sulla spalla di Tukul facendolo barcollare e, nel sollevare lo sguardo, vide la grossa mano di Balur scendere di nuovo per battergli una pacca sulla schiena.
Ti ringrazio, piccolo uomo disse il gigante.
Tukul annu. Il tuo compagno?
Balur si limit a indicare, e Tukul not Ethlinn, Brina e Cywen chine sulla forma dinoccolata del giovane gigante, una femmina, che Balur aveva trasportato a bordo.
 in buone mani sentenzi, poi sal sul ponte di poppa dove Dath era alle prese con il timone, mentre la Jehar Kulla lo fissava con un sopracciglio inarcato. Corban e Meical erano vicini alla murata, lo guardo fisso sulla riva avvolta dal fumo. Farrell e Coralen erano l anche loro, con Tempesta seduta accanto che si leccava via il sangue dagli artigli.
Sei certo di sapere quello che fai? chiese Farrell a Dath.
 un marinaio esperto dichiar Kulla.
Certo che lo so grugn Dath.  un po' pi grosso del timone della barca da pesca di mio padre, ma il principio di base  lo stesso. Si prese un momento per lottare con il timone.
Ti serve pi forza osserv Kulla. Farrell scoppi a ridere.
Ha ragione ammise Dath. Pu darsi che tu sia pi adatto a questo lavoro.
Eccoti servito, allora replic Farrell, venendo avanti e togliendogli di mano il timone.
Cerca solo di non farci finire su un banco di sabbia avvert Dath.
Farrell si limit a fissarlo.
Tukul si port accanto a Corban e si appoggi alla murata, notando solo allora che aveva le mani scure per lo strato di sangue e di sporcizia.
Le grida di quanti stavano ancora cercando di estinguere le fiamme si persero in lontananza.
Non tutte le loro navi sono in fiamme comment Corban. Potrebbero ancora inseguirci.
Forse, ma non prima di aver rimosso i detriti, il che non sar un lavoro facile o rapido.
Gi. Corban si massaggi gli occhi. Allora, a quanto pare ce l'abbiamo fatta disse.
S. Per noi  stata una fortuna che il grosso della loro banda di guerra si sia mosso durante la notte replic Meical.
Qualcuno di loro ha una mente strategica aggiunse Tukul.
S. E siamo fortunati che questo valga anche per noi. Corban aveva lo sguardo fisso in lontananza, dove il fumo si era diradato e offriva una visuale del terreno circostante. Potevano vedere la collina su cui si erano accampati, dove i fuochi tremolavano ancora pallidi e i loro spaventapasseri di bastoni avvolti nei mantelli affrontavano una banda di guerra di migliaia di uomini.
In questo momento mi piacerebbe vedere l'espressione sulla faccia di Rhin confess Dath.
Tukul scoppi a ridere. Era stata una manovra sul filo del rasoio quella marcia notturna per raggiungere le navi prima dell'alba, soprattutto quando Tempesta aveva fiutato una banda di guerra che marciava verso di loro sulla strada dei giganti.
Quel wolven ci ha salvato la vita pi volte di quante ne possa contare.
Coralen, sei un genio, il tuo trucco ha funzionato afferm Corban.
Funziona sempre dichiar lei con orgoglio. Un diversivo continu. Me lo ha insegnato Rath, e sono certa che conosci bene quella regola anche tu: il colpo che pone fine allo scontro  quello che il tuo avversario non vede arrivare. Inducilo a guardare altrove, poi fai la tua mossa.
Conosco molto bene quella regola.
Tukul not Meical che annuiva con approvazione.
Cavalcavi con Rath? chiese una voce aspra alle loro spalle: facendo scricchiolare i gradini, Balur sal sul ponte. Brina lo seguiva, minuscola nella sua ombra, le mani ancora rosse di sangue. Craf plan dall'alto e si appollai sulla murata.
S rispose Coralen. Era mio zio.
Le sopracciglia bianche di Balur si aggrottarono. Lui ha usato quel trucco contro i Benothi?
S. Coralen scroll le spalle.
Ci fu un silenzio pieno di disagio, con Balur che fissava Coralen con occhi roventi e lei che sosteneva il suo sguardo con espressione accigliata.
Ci siamo lasciati alle spalle i vecchi rancori interloqu Meical, a bassa voce.
Il silenzio si protrasse, poi Balur sospir.
S tuon, e si allontan.
La nave aggir un'ansa del fiume e Uthandun scomparve dal loro campo visivo.
Corban si gir per guardare verso prua, dove il fiume si snodava sinuoso sotto gli alberi di Boscoscuro.
Craf, faresti una cosa per me?
Qualsiasi cosa gracchi Craf, inducendo Brina a inarcare un sopracciglio.
Trova Edana, a Dun Crin, dille che abbiamo cercato di raggiungerla ma che  stato impossibile, e che quindi siamo diretti a Drassil. Dille... Fece una pausa, accasciando le spalle. Dille che il mio giuramento  sempre valido.
Senza una sola parola di protesta, il corvo si lanci nel cielo e prese a volare verso sud, scomparendo oltre gli alberi.
Cosa hai fatto al mio corvo? borbott Brina.
Corban indirizz lo sguardo nella direzione in cui era sparito Craf, poi lo riport sul fiume davanti a loro.
E cos, andiamo a Drassil disse, dando a Tukul l'impressione di parlare prevalentemente a s stesso.
Infatti. A Drassil.

39. Uthas.

Uthas avanz in una stanza cavernosa, dove colonne massicce si levavano verso un alto soffitto a cupola. Un alone di luce filtrava da esso, come se il materiale di cui era fatto fosse sottile e trasparente.
La sala del trono di Asroth. Sent un'ondata di paura scorrergli nelle vene, paralizzandolo.
Perch ho fatto questo? Che razza di stolto sono?
Ricorda che questo  ci che hai chiesto gli disse Calidus che, ancora racchiuso nella sua forma umana, appariva piccolo e fragile in mezzo alla possanza dei Kadoshim di Asroth.
Erano ovunque. Erano migliaia, troppi per poterli contare, e non erano i pallidi spettri che lui aveva visto emergere dal calderone, a Murias. Qui erano solide creature dalla pelle grigia, coperti di scaglie, dotati di zanne e ali. Indossavano cotte di maglia scure, erano armati di spada e lancia, e l'osservavano con espressione incuriosita. L'aria crepit quando uno di essi estese le ali da pipistrello.
Uthas si costrinse a distogliere lo guardo e a procedere lungo la navata, concentrandosi sulla schiena di Calidus. Camminava da quello che gli pareva un tempo piuttosto lungo quando un suono attir la sua attenzione.
Un urlo.
Guardando alla sua sinistra, vide una figura incatenata a un palo. Un uomo alato, o quel che ne restava.
 un Ben-Elim.
Uthas si ferm a fissarlo.
Una delle ali di piume bianche, chiazzata di sangue, pendeva dalla schiena, spezzata e inutile, e l'altra non c'era pi. Quel che rimaneva era un moncherino che sporgeva dalla schiena del Ben-Elim. Il prigioniero era incatenato al palo, appeso mediante cerchi di ferro intorno ai polsi, con la testa accasciata e i capelli neri che pendevano in avanti. Un altro collare di ferro gli cingeva il collo e con una catena era assicurato a un anello conficcato nel terreno. Mentre Uthas si soffermava a guardarlo, il Ben-Elim sollev il capo e lo fiss con i suoi occhi scuri.
Aiutami sussurr attraverso le labbra gonfie e crepate.
Perch non lo uccidete e la fate finita? chiese Uthas.
Che divertimento ci sarebbe? ribatt Calidus. Inoltre, vita e morte sono diverse, qui nell'Oltremondo.  quasi impossibile uccidere uno dei Figli del Possente. Ci hanno provato. Scrollando le spalle, accenn ai Kadoshim. Quindi ci accontentiamo di infliggere sofferenza.
Uthas non riusciva a distogliere lo sguardo. Uno dei Kadoshim si avvicin al Ben-Elim e gli affond una punta di lancia nel ventre, imprimendo una torsione. Il Ben-Elim emise un grido di agonia.
Proseguiamo lo esort Calidus, e ripresero a camminare, le urla che si affievolivano alle loro spalle.
Finalmente raggiunsero una serie di ampi gradini che si stendevano per tutta la larghezza della camera. Uthas li sal e in cima vide una figura assisa su un trono che ricordava le spire di un grande wyrm. La figura era adagiata all'indietro, una gamba su un bracciolo del trono.
Asroth.
Emanava potere. I capelli argentei erano raccolti in una singola treccia da guerriero, indossava una cotta di maglia scura e teneva le ali ripiegate dietro di s. Parecchi Kadoshim erano riuniti intorno a lui, alcuni chiaramente di guardia e armati di lucide lance, altri intenti a parlare con il signore dei Caduti. Tutti tacquero quando Calidus e Uthas si avvicinarono.
Ti porto un alleato, mio signore annunci Calidus, la voce che esprimeva pi reverenza e timore di quanto Uthas si sarebbe mai aspettato da lui. Uthas, del clan dei Benothi.
Occhi neri, incastonati in un volto tanto pallido che avrebbe potuto essere stato scolpito nell'alabastro, studiarono Uthas, poi Asroth si alz dal trono e venne avanti. Il terreno prese a fumare e a sibilare mentre ognuno dei suoi passi lasciava dietro di s impronte annerite.
Benvenuto nella mia casa lo salut, un sorriso sulle labbra bluastre.
Mio signore rispose Uthas. Era pi alto di tutta la testa rispetto ad Asroth, ma si sent le gambe d'un tratto deboli e scivol in ginocchio.
Asroth si accoccol davanti a lui e fece scorrere l'unghia spezzata di un dito lungo il suo mento, sollevandogli la testa per poter incontrare il suo sguardo. Il terreno sussult sotto Uthas, che si sent cadere, una sensazione che non gli piacque per niente.
Asroth si umett le labbra con la lingua nera, come se stesse saggiando l'aria. Io ti conosco disse. Tu sei mio.
S. Uthas sent la propria voce, arida come ghiaia, pronunciare quella parola. Ricordava in modo vivido quando Rhin aveva evocato Asroth tramite un incantesimo e le fiamme. Allora, la cosa era stata insieme spaventosa ed eccitante. Adesso era soprattutto spaventosa.
Perch sei qui? domand Asroth.
Uthas ha informazioni preziose per la nostra causa spieg Calidus. Sa dove si trovano due dei Tesori.
Questo sar estremamente utile dichiar Asroth. Essi sono di vitale importanza per la nostra campagna. Quali Tesori?
La coppa e la collana, mio signore replic Calidus.
La collana di Nemain mormor Asroth. Chiuse gli occhi, le palpebre solcate da vene scure. Ricordo di avergliela vista al collo quando ha combattuto contro di me. Sorrise e riapr gli occhi. Aveva spirito. E tu l'hai uccisa.
S conferm Uthas, sentendosi pervadere dalla vergogna e insieme dall'orgoglio.
Allora, dove sono i Tesori?
Conosco l'ultimo posto in cui si trovavano chiar Uthas.
Non  la stessa cosa del sapere dove siano adesso osserv Asroth.
No, mio signore, ma  improbabile che siano stati spostati.
Asroth annu. Allora, dove sono questi ultimi posti noti?
Uthas fece una pausa, lottando contro l'impulso di parlare, di lasciar scaturire l'informazione dalla sua bocca. Serr i denti.
Uthas vorrebbe chiederti una ricompensa per questa informazione interloqu Calidus.
Grazie, pens Uthas, che non era mai stato tanto grato a qualcuno per aver parlato in sua vece.
Asroth si accigli, e la sua pelle di alabastro si riemp di pieghe come una pergamena.
Vorresti contrattare con me?
No, mio signore balbett Uthas. Una ricompensa...
Ah. Asroth si alz e torno al suo trono, avvolgendosi nelle ali simili a cuoio mentre sedeva su di esso.  vero. Io ricompenso coloro che mi servono con successo. E punisco quanti mi vengono meno. Che ricompensa vorresti?
Essere re dei clan dei giganti e regnare da Drassil, la nostra antica dimora, una volta che la guerra sar finita.
Ma i suoi giganti sono divisi. Perfino io non posso cambiare quello che  gi stato fatto.
Chiedo che sia data loro una scelta in questa Guerra degli Di. Coloro che si uniranno alla tua causa avranno me come loro signore, un re tuo vassallo. Quanti si rifiuteranno torneranno a essere polvere.
Asroth sorrise. Questo non mi sembra irragionevole. Acconsento, se avrai successo nel portare a termine la tua parte dell'accordo. Calidus dovr entrare in possesso di quei Tesori, prima che essa possa dirsi conclusa. Sei d'accordo?
D'accordo assent Uthas.
Bene. Ora dimmi, dove sono questi Tesori?
La collana si trova in una tomba, nelle gallerie sotto Dun Carreg. La coppa  andata perduta nelle paludi intorno a Dun Taras. So esattamente dove, ma non ho mai potuto cercarla perch il posto  in vista delle mura di Dun Taras e gli uomini di Domhain ci sarebbero piombati addosso. Adesso per Domhain appartiene a Rhin, quindi avrei la libert di cercarla.
Puoi trovarli? Portarli a Calidus?
Credo di s rispose Uthas.
Puoi o non puoi. Quale delle due? La voce di Asroth era un profondo rombo che pervadeva i sensi come un vapore.
Uthas si umett le labbra, improvvisamente aride. Posso. E lo far.
Asroth sorrise. Bene, sono soddisfatto. Protese un braccio, solcato di vene nere, e si premette un'unghia spezzata sulla pelle pallida, tracciando una linea da cui col sangue scuro.
Un accordo va sempre sigillato con il sangue, giusto?
Uthas annu e Asroth gli afferr il polso, tendendogli il braccio e passando un'unghia affilata lungo l'interno. La carne si apr come tagliata dalla spada pi affilata, dando la sensazione che Asroth gli avesse acceso un fuoco nelle vene. Uthas per serr la mascella, rifiutandosi di mostrare qualsiasi segno di debolezza.
Asroth chiuse quindi le lunghe dita intorno al suo avambraccio nella stretta dei guerrieri, lasciando che il loro sangue si mescolasse. Nell'arco di pochi secondi Uthas si sent stordito, come ubriaco.
Portami la coppa e la collana ringhi Asroth lasciandolo andare.
Vagamente, Uthas si rese conto che Calidus lo stava guidando fuori della grande camera e nella luce pallida dell'Oltremondo.
Ora devi tornare nel mondo della carne gli ordin Calidus.
E tu? Uthas sbatt le palpebre cercando di concentrarsi. Era consapevole di non voler lasciare Calidus, perch aveva finito per trovare confortante la sua presenza in questo mondo grigio.
Devo incontrare un altro alleato sospir Calidus. Il mio lavoro non  mai finito.
Uthas fu svegliato dal suono delle urla di Calidus.
Si alz barcollando e allung la mano verso la lancia. Il braccio gli pulsava, e nel guardarlo scorse su di esso una crosta di sangue nero. Sbatt le palpebre e scosse il capo, mentre per un momento la visione del volto pallido e degli occhi neri di Asroth gli pervadeva la mente.
La luce della luna si riversava su Salach, che giaceva l vicino e sembrava essersi svegliato prima di lui. Eisa era raggomitolata al suo fianco.
Uthas avvert una fitta di gelosia, ma si affrett a soffocarla.
Troviamo conforto dove possiamo, e di questi tempi esso  una cosa rara e spesso di breve durata.
Risuonarono altre urla, amplificate dall'oscurit. Uthas ne segu il suono, guidato dalla voce di Calidus che era ben distinta, anche in preda all'ira. Le grida ne erano intrise... Non era paura o dolore, e neppure rabbia, era pura, assoluta ira. Quando fu pi vicino, Uthas sent lo stridio di una spada che veniva estratta e il tonfo del ferro che affondava nella carne, seguito da un selvaggio nitrito. Poi lo vide.
Calidus era in piedi in mezzo ai cavalli impastoiati che trainavano i carri e stava colpendo uno stallone che era gi crollato in ginocchio, gli occhi che roteavano a mostrare il bianco e il sangue che fiottava scuro nella notte da un grande squarcio nel collo. Mentre Uthas fissava la scena, sconcertato, l'animale si accasci su un fianco, scalci come se stesse correndo, poi ebbe un brivido e giacque immoto.
 impazzito.
Calidus! chiam Uthas avanzando verso di lui. Vagamente, percep un rumore di passi alle proprie spalle. Senza dubbio si trattava di Salach e di un numero crescente di Kadoshim. Uthas si abbass per passare sotto una corda tesa fra gli alberi. Calidus si gir a fissarlo con occhi in cui fiammeggiava una tale malvagit da indurlo a immobilizzarsi e a decidere che avvicinarsi troppo finch lui aveva una spada in mano poteva non essere una mossa saggia.
Cosa succede? gli chiese.
Incompetenti. Stolti sibil Calidus; girandosi, lev la spada sopra la testa, calandola sul cavallo morto per poi liberarla in mezzo a spruzzi di sangue e schegge d'osso che volavano.
Chi? insistette Uthas.
Rhin. Veradis. A ogni nome, Calidus torn a colpire la carcassa del cavallo. Cal poi la spada ancora una volta e infine la liber dai resti per appoggiarsi su di essa con il respiro affannoso e la testa china. Dopo un po', ripul la lama sulla carcassa del cavallo e si diresse verso Uthas, notando solo allora la folla di facce che lo fissava.
Meical e il suo fantoccio sono fuggiti spieg, ora del tutto calmo e composto, anche se l'effetto era in certa misura rovinato dalle scie di sangue che gli macchiavano la faccia pallida e i capelli argentei e la flotta dei Vin Thalun  stata bruciata, affondata o rubata.
Cosa? Com' possibile?
Loro hanno attaccato la flotta dei Vin Thalun ancorata vicino a Uthandun, hanno rubato alcune navi e hanno fatto vela verso est dopo aver bruciato le altre. I dettagli sono vaghi. Per avere informazioni pi precise dovremo aspettare di vedere Rhin faccia a faccia. L'ho incontrata nell'Oltremondo, e confesso di essermi... leggermente irritato. Lei  fuggita da me.
Non fatico a capire il perch.
Dietro a tutto questo c' Meical, non ne ho il minimo dubbio continu Calidus.
Potremmo cambiare direzione e inseguirli, magari raggiungerli prima che lascino Boscoscuro.
No scatt Calidus. L'opportunit che ci si presentava, intrappolarli fra due bande di guerra, era troppo bella per resistere alla tentazione. Ma cambiare direzione, inseguirli attraverso le Terre dell'Esilio... no. Non posso perdere di vista il compito che mi  stato assegnato.
Cosa intendi? domand Uthas.
Non sono stato rivestito di carne per distruggere l'Astro Splendente di Meical ringhi Calidus. Il mio compito  permettere ad Asroth di incarnarsi, fargli varcare la linea che separa l'Oltremondo da questo mondo della carne. Scroll le spalle. Una volta fatto questo, Meical e il suo Astro Splendente moriranno. Tuttavia questa  stata comunque un'occasione perduta, il che mi induce a dubitare di coloro a cui ho scelto di affiancarmi.
Uthas infil una mano sotto il mantello e tir fuori una fiasca di cuoio. Tolse il tappo, e l'aroma ligneo dell'usque si diffuse nell'aria quando la porse a Calidus.
Buona idea borbott lui, e bevve un lungo sorso.
Verso est, un vago chiarore annunci il sopraggiungere dell'alba.
Preparatevi ingiunse Calidus. Voglio vedere Uthandun entro oggi.
Le figure raccolte intorno si dispersero nel buio quando i Kadoshim si affrettarono ad andare a preparare gli zaini e a smontare il campo.
Uthas guard l'ombra informe che era la carcassa del cavallo.
Il carro del calderone si muover pi piano, non pi in fretta, ora che c' un cavallo in meno a trainarlo.
Calidus segu la direzione del suo sguardo, appuntato sull'animale morto.
Di' a Nathair che pu dare quella cosa in pasto al suo draig.
Uthandun apparve quando superarono la cresta di una collina, con Boscoscuro che creava un solido muro di vegetazione alle sue spalle; fra la fortezza e gli alberi, un fiume scintillava sotto il sole. Perfino da quella distanza, Uthas riusc a vedere gli scafi anneriti delle navi semiaffondate nelle sue acque. Accanto a lui, Calidus esal un respiro sibilante, che adesso era la massima espressione della sua ira, uno sfogo per il profondo oceano di furia che senza dubbio ribolliva ancora dentro di lui.
Deve essersi davvero infuriato. Non ho mai visto Calidus agire se non con calcolato controllo.
Si avviarono lungo il pendio, con Calidus che guardava di qua e di l, notando i resti dei fuochi e i fasci di rami legati in modo da formare una sagoma umana e avvolti nei mantelli. La bocca gli si contorse in un'espressione di disgusto. Alle loro spalle, il carro che trasportava il calderone super la cresta della collina, trainato da sette cavalli e una dozzina di giganti, perch Uthas aveva ordinato ai Benothi di servirsi della loro forza per sostituire il cavallo morto e garantire che arrivassero a Uthandun prima del tramonto. Intorno al carro procedevano i Kadoshim. Essi erano cambiati nel corso del viaggio fin l da Murias. Calidus li aveva abituati a esercitare un certo autocontrollo; apprezzavano ancora la carne umana, ma Calidus aveva insegnato loro a cucinare e mangiare come uomini normali, e anche come utilizzare il corpo che li ospitava e averne cura come di un'arma preziosa. Adesso apparivano a loro agio, i loro movimenti non erano pi a scatti o spasmodici, e sapevano come modulare la voce del loro ospite, oltre che come sfruttarne le capacit. E avevano imparato la disciplina.
Una combinazione spaventosa: l'abilit dei Jehar e la forza dei Kadoshim. Essi emanavano potere in modo quasi fisico, come onde di calore che si diffondessero intorno a loro in una torrida giornata estiva.
Calidus spron il cavallo, accelerando l'andatura per portarsi accanto a Nathair, che procedeva alla testa della loro colonna, eretto in sella al suo draig, il cui ventre era gonfio e dondolante per il recente pasto. Come sempre, Alcyon camminava accanto a Nathair.
Questa sar una prova per il nostro giovane re, pens Uthas. Nathair era stato un compagno di viaggio prevalentemente silenzioso. Il che  comprensibile, ha molto su cui riflettere e a cui abituarsi. Non ultimo, il fatto di aver venduto la sua anima ad Asroth.
Di tanto in tanto, Nathair aveva posto qualche domanda a Calidus, di solito riguardo al nuovo ordine a cui lui aveva accennato, a volte in merito a una strategia per la guerra imminente. Era sempre parso, se non sottomesso, quantomeno rassegnato alla nuda realt del suo nuovo mondo.
Presto per vedr Veradis. Allora scopriremo a chi va davvero la sua lealt.
Sei pronto per questo? Calidus chiese a Nathair.
Nathair lo fiss con volto severo, ma altrimenti inespressivo.
Sta imparando a mascherare i suoi sentimenti.
Certo rispose. Ho fatto la mia scelta e sigillato il patto. Una smorfia gli contrasse per un momento le labbra.
Anche se quella  una cosa con cui deve ancora venire a patti.
Non devi preoccuparti, Calidus.
Io mi preoccupo sempre ribatt Calidus scrollando le spalle.  per questo che sono ancora vivo e che stiamo vincendo questa guerra.
Svolger il mio compito. Reciter la parte del re, del burattino.
Sei molto pi di questo, Nathair. Sei il mio generale supremo e, al contrario di Rhin, non hai mai fallito in nessun incarico.
Non vorrei essere nei panni di Rhin, quando si incontreranno. Quelle parole indussero Nathair a ergersi maggiormente sulla persona.
Quanto sono volubili questi uomini, se si lasciano influenzare tanto da un po' di adulazione.
E ricordi cosa dire durante il nostro consiglio di guerra?
S. Bisogna fare in modo che certe cose accadano.
Infatti. E riguardo a Veradis, sond Calidus sei pronto a incontrarlo?
S sospir Nathair.  un brav'uomo, ed  mio amico.
Accanto a lui, Alcyon grugn, il primo suono che avesse emesso.
Lui non capir... Nathair si interruppe, poi riprese: Non capir la complessit della nostra situazione. Non ancora. Con il tempo per spero di poter essere sincero con lui, di inserirlo nella nostra cerchia... Era pi una domanda che un'affermazione, e Nathair guard Calidus con aria quasi supplichevole.
Certamente acconsent questi. Veradis mi piace.
Alcyon si gir a guardarlo con la fronte aggrottata.
Uthas adocchi con sospetto l'altro gigante. Inoltre Veradis  una grande risorsa continu Calidus. Abile e pi leale di un cane fedele.  un combattente e un esperto di tattica. Ho molti progetti su di lui.
Bene disse Nathair, con un cenno secco del capo.
A giudicare dall'espressione di Alcyon, il gigante non era altrettanto convinto.
Uthas si trovava in una camera della fortezza di Uthandun. Al contrario della maggior parte delle fortezze utilizzate come sede di potere dalla razza umana nelle Terre dell'Esilio, questa non era stata eretta dai giganti e non era di pietra, soltanto di legno e paglia, per cui gli ambienti erano angusti e disagevoli, le porte troppo strette, i soffitti troppo bassi. Non c'erano sedie adatte per un gigante, quindi Uthas e Alcyon erano in piedi alle spalle di Nathair e di Calidus. Era presente anche il Kadoshim Sumur, che si teneva un passo indietro rispetto a Nathair; i suoi occhi erano pozze scure in un volto pallido.
La porta si apr ed entr Rhin, seguita da alcuni guerrieri. Con un cenno della mano, ordin loro di rimanere nel corridoio, poi chiuse la porta e si mise a sedere. Appariva stanca, con ombre scure sotto gli occhi, tanto che Uthas prov per lei un senso di compassione. Nel corso degli anni Rhin era stata per lui molte cose: la sua nemica, carceriera, aguzzina, salvatrice e infine, stranamente, un'amica. Sapeva per che adesso non la poteva aiutare. Calidus la stava fissando con occhi roventi. Rhin sollev lentamente lo sguardo a incontrare il suo. Il silenzio si protrasse, ma lei non lo distolse.
Allora? chiese infine Calidus, la cui voce infranse il silenzio come lo schioccare di una frusta.
Siamo stati superati in astuzia replic Rhin. Una battaglia persa, non la guerra.
Calidus si alz lentamente, accompagnato dallo scricchiolare della sua sopravveste di cuoio. Con gesti deliberati aggir il tavolo fino a portarsi accanto a Rhin e le pos una mano sulla spalla. Lei ebbe un lieve sussulto.
Hai commesso un errore sentenzi, in un sussurro che pervase la stanza.
S, ho ca...
No la interruppe Calidus. Non coprirti di vergogna adducendo delle scuse. Niente scuse fra di noi, la cerchia interna di Asroth.
Lo sguardo di Rhin saett verso Nathair.
S conferm lui, con un freddo sorriso. Sono stato illuminato.
Questo ... bene mormor Rhin.
Lo  convenne Calidus. Quello che non  bene  aver permesso che Meical e il suo Astro Splendente ti sfuggissero fra le dita e che la mia flotta venisse distrutta. Quelle navi che dovevano trasportarci - trasportare il calderone - fino a Tenebral.
Ci fu un lungo silenzio, infine Rhin parl.
Mi dispiace disse. Uthas vide la sua spalla sussultare di nuovo sotto la mano di Calidus.
Ne sono certo ribatt Calidus con voce calma, pratica. Da sole, per, le buone intenzioni non basteranno a vincere questa guerra. Borbott qualcosa e la sua mano si mosse sulla spalla di Rhin, le dita si contrassero e una nebbia nera prese a fluire dal palmo, scivolando intorno alla gola della regina come un filamento di nebbia mattutina, lenta e pesante. Rhin annasp e spalanc la bocca.
Non cercare di parlare la avvert Calidus, sempre in tono calmo. Scoprirai che non puoi farlo. Limitati ad ascoltare. Si chin fin quasi a sfiorarle l'orecchio con le labbra. Asroth ricompensa, ma punisce anche. La fedelt  una buona cosa. Fedelt e successo sono meglio. Il fallimento, d'altro canto...
Rimosse la mano dalla spalla di Rhin, e la nebbia nera gli si raccolse a spirale nel palmo per poi avvolgersi intorno al collo di lei. Calidus serr il pugno, e la nebbia si contrasse, mentre Rhin cercava di afferrarla ma vi passava attraverso con le mani, artigliandosi la carne. Gli occhi le sporsero dalle orbite, la faccia le si arross fino a diventare violacea e lei prese a dibattersi sulla sedia, ma Calidus la tir indietro con forza e le affond una mano nei capelli, tenendola ferma.
Non. Fallire. Mai.
Bussarono alla porta, e Calidus si allontan da Rhin, aprendo il palmo. Con un sibilo, la nebbia nera evapor e Rhin si accasci sul tavolo, squassata dalla tosse.
Calidus torn alla sua sedia, si assest il mantello e si accomod.
Ricomponiti ordin a Rhin, che si sollev a sedere traendo profondi respiri. Lentamente, il suo affanno si calm. Avanti disse allora Calidus.
La porta si apr ed entr Veradis. Aveva un'aria solenne, quasi colpevole.
Anche lui avverte la vergogna della sconfitta, comprese Uthas.
All'ingresso di Veradis, Nathair si alz in piedi. Un ampio sorriso si dipinse sul volto di Veradis quando lo vide, e Nathair sorrise a sua volta, un'espressione che appariva fuori posto sul suo volto.
Questa  un'amicizia profonda e sincera. Non ho pi visto Nathair sorridere, dopo Murias.
Veradis avanz di alcuni lunghi passi e pieg a terra un ginocchio davanti a Nathair.
Mio re lo salut.
Nathair rimase fermo l a guardare l'amico, mentre il suo sorriso svaniva lentamente e un'ombra gli attraversava il volto. Lanci un'occhiata a Calidus, assumendo un'espressione fredda e imperscrutabile, poi pos una mano sul braccio di Veradis.
Adesso vedremo quanto sono profonde le radici del tuo giuramento ad Asroth.
Niente di tutto questo, amico mio disse quindi Nathair, tirando in piedi Veradis. I due si abbracciarono, poi Veradis indietreggi di un passo per guardare in faccia Nathair e si accigli.
Con la coda dell'occhio, Uthas vide la mano di Calidus scivolare sull'elsa del coltello che portava alla cintura.

40. Veradis.

Cosa c' che non va? chiese Veradis.
In un primo momento si era focalizzato solo su Nathair, consumato com'era dal senso di sollievo che lo pervadeva ogni volta che si ricongiungeva con il suo re trovandolo sano e salvo. Quella sensazione aveva per cominciato a svanire a mano a mano che lui si era reso conto di un'altra cosa. L'aria della stanza era intrisa di tensione. Rhin sedeva con lo sguardo basso, Calidus era rigido e le sue labbra erano una linea serrata sotto la corta barba argentea. Sumur e il gigante Uthas erano due ombre delineate dalla luce solare che fluiva dalla finestra aperta. E Nathair... Appariva smagrito, i suoi lineamenti mostravano una tensione che rivelava pi della stanchezza alla fine di un lungo viaggio.
Che non va? Niente rispose Nathair. Abbiamo il calderone, e questa  la realizzazione di un sogno portato avanti per molti anni. Sorrise, ma a Veradis parve un'espressione in qualche modo debole. Vuota.
Il calderone, dopo tanti sogni, tanti piani, tante difficolt. Veradis sorrise a sua volta. Lo sapevo gi da qualche tempo, perch Rhin ha ricevuto messaggi.  una notizia meravigliosa.
S, lo  convenne Nathair.
E tuttavia, mi aspettavo qualcos'altro. Cosa? Dovrebbe essere pieno di gioia. Questo non sembra l'uomo concentrato e deciso che ho lasciato ai confini di Domhain. Hai l'aria stanca, Nathair, ma credo ci sia dell'altro.
Alle spalle di Nathair, Uthas si mosse leggermente.
Abbiamo affrontato dure battaglie e un lungo viaggio, replic Nathair e adesso scopro di aver portato a termine una ricerca solo per rendermi conto di essere appena all'inizio di un'altra. Il suo sguardo vag per la stanza, soffermandosi su Calidus, prima di tornare a posarsi su Veradis. Sono stanco, ma tu hai ragione, c' dell'altro. Fece un'altra pausa e si limit a fissare Veradis in silenzio per un lungo momento. Mi hai deluso, Veradis. Avevi la possibilit di porre fine a tutto questo. Il Sole Nero aveva con s appena poche centinaia di spade e tu gli hai permesso di fuggire.  la prima volta che mi vieni meno, e adesso sembra che la battaglia contro il Sole Nero sia appena cominciata, una lunga strada di cui non si vede ancora la fine.
Veradis avvert ogni singola parola come un colpo fisico, un coltello che gli penetrava nel ventre e gli si rigirava nella carne a ogni nuova sillaba. Lo so. Avrebbe potuto essere finita. Scosse il capo, gli occhi pieni di vergogna. Li ho lasciati fuggire.
Lo hai fatto.
Ci aspettavamo di pi da te aggiunse Calidus.
Adesso per  fatta, Veradis, e questo non si pu cambiare continu Nathair. S, abbiamo perso un'opportunit. Continueremo a combattere.
Rimpiazzami disse Veradis.
No. Questa  la via d'uscita di un codardo. La voce di Nathair suon aspra, pi di come Veradis l'avesse mai sentita, e pi dolorosa di una serie di sferzate sulla schiena. Nathair lo afferr per le spalle. Hai commesso un errore. Non farne un altro.
Mai. Prima la morte assicur Veradis.
Nathair annu seccamente e si rimise a sedere. Veradis si accasci su una sedia accanto a Rhin, e per la prima volta not la mole di Alcyon in piedi nell'ombra. Gli rivolse un mesto sorriso.
Ben ritrovato, piccolo uomo lo salut Alcyon, un ghigno che gli contraeva i baffi.
Non cos bene, temo replic Veradis.
Sei vivo, e questo  un bene, per il mio modo di vedere grugn Alcyon.
Molto toccante, ma adesso basta. Ci sar tempo dopo per i saluti scatt Calidus. Il suo sguardo da falco si appunt su Veradis e Rhin. Ho bisogno di sapere cosa  successo. Nella sua voce c'era qualcosa, una sfumatura tagliente che parlava di una rabbia ben nascosta, ma che filtrava quanto bastava per riempire Veradis di un senso di terrore.
Questo  peggio di quando da bambino mi addestravo nell'uso delle armi, quando Krelis mi riempiva di lividi e dopo Alben mi costringeva a spiegargli in che cosa avevo sbagliato.
Temevamo che il nemico potesse fuggire, una volta che avesse visto quanto era numericamente inferiore a noi spieg Veradis esponendo la loro strategia, impassibile in volto. Ci siamo messi quindi in marcia durante la notte e ci siamo avvicinati al loro campo con il favore delle tenebre. Ho pensato che se fossimo stati abbastanza vicini, all'alba avremmo potuto costringerli a impegnare battaglia senza dare loro il tempo di fuggire.
E tu hai acconsentito a questo? chiese Calidus a Rhin. Lei sollev il mento e incontr il suo sguardo.
 stata una mia idea dichiar.
Pareva un buon piano, in quel momento postill Veradis.
Di solito lo sembrano sempre ribatt Calidus in tono piatto, appoggiandosi all'indietro e incrociando le braccia. Allora, cosa  successo?
Veradis gli parl della marcia notturna e dell'inganno in cui erano caduti.
Quindi vi hanno aggirato, hanno rubato parte delle mie navi e bruciato le altre. Calidus si protese in avanti sulla sedia.
Non tutte precis Rhin.
Ah, questo  gi qualcosa.
Quante ne rimangono?
Quindici.
C' una nave da trasporto? Ci serve per il calderone.
Veradis scosse il capo. No, abbiamo solo galee.
Calidus si accigli.
Potremmo prendere quelle quindici navi e inseguirli sugger Veradis.
Calidus si torment la corta barba. Hanno circa trecento o quattrocento uomini, perlopi Jehar, ma anche giganti Benothi, e Corban e i suoi seguaci, che quasi da soli hanno decimato la guarnigione di Dun Vaner... Scocc a Rhin un'occhiata rovente. Su quelle navi potresti imbarcare al massimo un migliaio di uomini, la tua banda di guerra. Saresti sconfitto.
Il mio muro di scudi ha gi affrontato giganti, draig e wyrm osserv Veradis.
S, ma non una banda di guerra comandata da uno dei Kadoshim e dal suo Sole Nero. O i Jehar.
O Balur Occhio Solo borbott Uthas.  un nemico formidabile.
Ho sentito il suo nome nelle storie che mi raccontava mia nonna.
La risposta  no continu Calidus, corrucciandosi per l'interruzione di Uthas. Non li inseguiremo. Quando si trattava delle nostre forze congiunte contro le loro, l'esito era una cosa certa. Non voglio correre rischi, e tu e la guardia dell'aquila siete troppo preziosi. Inoltre, non posso fare a meno degli uomini che proteggono il calderone per accrescere le vostre forze, e comunque conosco la loro destinazione: sono diretti a Drassil. Li seguiremo l a tempo debito, una volta messo al sicuro il calderone.
Veradis chin il capo, ribelle ma rassegnato. Dov' il calderone? domand. Mi piacerebbe molto sentire la storia di come  stato conquistato.
 stata una dura battaglia spieg Nathair, guardando fuori della finestra con espressione remota.  una storia che ti racconter un'altra volta, davanti a una caraffa di vino. Adesso, una grande arma  nelle nostre mani. Riport lo sguardo su Veradis. Avevamo pianificato di trasportarlo per nave a Tenebral e di imbarcarci anche noi con esso.
Veradis abbass gli occhi.
Non tutto  perduto intervenne Calidus. Correggimi se sbaglio, Nathair, ma il tuo piano era di convocare a Tenebral i nostri alleati, i re di Isiltir, di Carnutan e di Helveth, per un consiglio di guerra, giusto?
Infatti.
Bene, allora se trasporteremo il calderone via terra potremo viaggiare attraverso Isiltir facendoci precedere da messaggeri per convocare Jael, Gundul e Lothar affinch ci incontrino in un luogo comodo per tutti, per esempio a Mikil.
Va bene approv Nathair, annuendo lentamente. Dovremo muoverci in fretta per raggiungere Mikil prima che sopraggiunga l'inverno.
S.  una cosa fattibile.
 un buon piano convenne Veradis.
Temo proprio che tu non ci accompagnerai replic Calidus.
Cosa?
Ho ricevuto delle notizie da Lykos, a Tenebral. L ci sono dei problemi, una ribellione. Lui sostiene di poter risolvere la cosa, ma  un Vin Thalun, nato per combattere sul mare, e la guerra sulla terraferma non  la sua specialit. Credo che abbia bisogno di aiuto. Prendi le galee e riporta la tua banda di guerra in Tenebral. Potrai stroncare questa ribellione e poi raggiungerci a Mikil.
Cosa? No, come posso separarmi di nuovo da Nathair? Che genere di prima-spada passa la vita combattendo a centinaia di leghe di distanza dal suo re?
E tu vuoi che sia io ad andare?
S conferm Nathair. Non c' nessun altro a cui affiderei un compito del genere.
Ma io sono la tua prima-spada, dovrei essere al tuo fianco insistette Veradis in tono supplichevole.
Sei anche il mio capo militare. Fai questo per me, redimiti dal tuo fallimento di ieri.
Veradis sospir, sentendo il cuore che gli si contraeva nel petto. Chi c' a capo di questa ribellione a Tenebral? chiese.
Nathair lo fiss con espressione dolente. Tuo padre.
Veradis camminava per i corridoi di Uthandun in cerca di Nathair.
Erano trascorse due notti da quando era arrivato, e ancora non aveva quasi visto il suo amico e re, incontrandolo sempre e solo in mezzo a una calca di voci che insistevano per avere l'attenzione di Nathair. E anche allora Calidus era sempre sopraggiunto per allontanarlo con questo o quell'incarico.
Questo era il giorno della partenza, quindi Veradis aveva lasciato la sua camera quando era ancora buio, deciso a trovare Nathair, solo per scoprire che le camere del re erano prive di sorveglianza e vuote. Borbottando imprecazioni si era messo ad aggirarsi per i corridoi mentre la luce tremolante delle torce sbiadiva con il sopraggiungere del chiarore dell'alba.
Alla fine, trov Nathair sui prati antistanti le mura di Uthandun, in piedi in una valletta poco profonda che era stata delimitata da funi per trasformarla in un recinto riparato da una fila di alberi che cresceva lungo il limitare di un ruscello. Il re di Tenebral era accanto al suo draig, intento a gettare alla grande bestia pezzi di carne di auroch. Alcyon era in piedi a pochi passi di distanza, una sagoma scura nel chiarore dell'alba.
Ti stavo cercando disse Veradis nell'avvicinarsi. Nathair sollev lo sguardo ma non rispose, e riprese a prelevare pezzi di carne e ossa da un sacco per gettarli al draig.
Non pensavo di essere tanto difficile da trovare comment Alcyon.
 sorprendente, lo so sorrise Veradis.
Un'altra cosa che  ancora pi sorprendente  come sono giunto ad apprezzare di avere un gigante come amico. La prima volta che si erano incontrati, Alcyon gli aveva rotto il naso, ma del resto Veradis gli aveva appena scagliato contro una lancia. Da allora, per, avevano viaggiato e combattuto insieme, si erano salvati a vicenda la vita molte volte, e a poco a poco le barriere si erano sciolte, dando vita a un'amicizia. Per un momento sostarono insieme immersi in un silenzio complice, Nathair con le spalle rivolte verso di loro.
Ho sentito parlare della battaglia del passo di Domhain, e il tuo nome viene sempre menzionato osserv Alcyon.
S.  stata una piacevole sorpresa essere riuscito a sopravvivere a una battaglia anche se tu non eri l per salvarmi. Veradis alz gli occhi verso Alcyon con un cenno benevolo, not l'elsa di una spada lunga che sporgeva da sopra la spalla del gigante.
Dov' la tua ascia nera?
Alcyon si accigli. Mi  stata tolta in battaglia.
Quell'ascia era uno dei Sette Tesori.
Quindi siamo in due a essere in disgrazia.
Alcyon abbass lo sguardo su Veradis con aria sempre pi accigliata. Pi di quanto tu possa immaginare replic.
Chi l'ha presa?
Un nemico. Alcyon fu percorso da un tremito, come un albero che si scrollasse la neve dai rami. Ma lo incontrer di nuovo.
Veradis non ne dubitava. Lanci un'occhiata in tralice al gigante, osservando le spine tatuate che si snodavano intorno agli avambracci massicci per scomparire sotto le maniche della cotta di maglia, i lunghi baffi legati da lacci di cuoio, gli occhi scuri nel pallido volto angoloso. Diverso, ma non cos differente, dopotutto.
Chi sei? gli chiese.
Eh? grugn il gigante.
Appartieni al clan Kurgan, vero?
S conferm lentamente Alcyon.
Da dove vengono?
Un tempo vivevamo nel vostro Tenebral, e il nostro regno si estendeva ancora di pi a nord e a est, arrivando fino a quello che voi chiamate l'Arcona, il Mare d'Erba.
E chi sei, all'interno del tuo clan?
Cosa intendi? ribatt Alcyon, in tono sospettoso.
Vedi come  suddivisa la nostra gente: re, scudiero, guerriero, fabbro, capostalla, carpentiere navale e cos via. Tu cosa eri?
Le sopracciglia di Alcyon sporsero in fuori quando la sua fronte si aggrott. Io non sono niente ringhi.
Veradis scroll le spalle. Sono affari tuoi. Per quanto mi riguarda, per, non ritengo che tu non sia niente. Se non altro, sei mio amico.
Alcyon volse lo sguardo su di lui e lo fiss per un lungo momento, poi annu. Come tu sei mio amico chios.
Nathair si gir e venne verso di loro.
Oggi mi imbarcher alla volta di Tenebral afferm Veradis, ricordando perch era venuto l. Prima di partire desideravo parlarti come facevamo un tempo.
Nathair annu. Appariva pallido, quasi quanto lo era stato dopo essere rimasto ferito, quando Aquilus era stato assassinato. Anch'io desideravo parlarti, condividere un boccale di vino, ma... Allarg le mani.
Lo so. Le giornate sono troppo brevi concluse per lui Veradis. C'era stato un cambiamento in Nathair, e adesso Veradis ne riconobbe la natura. Si trattava della stessa aura che avviluppava Alcyon.
Malinconia.
S, lo sono convenne Nathair.
Tuttavia, abbiamo almeno questo momento. La nebbia aleggiava intorno ai loro piedi, evaporando con il sorgere del sole. Alle loro spalle, Uthandun era un'ombra caliginosa, i rumori che accompagnavano il suo risveglio erano distanti e soffocati. Tutto sembrava immoto e silenzioso. Veradis prese un otre di vino che portava in spalla e ne tolse il tappo con i denti. Buon vino di Ripa augur con un sorriso.
Nathair ricambi il sorriso, accett l'otre e bevve un lungo sorso, tanto che per un momento Veradis pens che lo avrebbe svuotato del tutto. Infine Nathair glielo restitu, una goccia di scuro vino rosso che gli scorreva attraverso la corta barba.
Veradis offr il vino ad Alcyon.
Allora, parlami di Murias sugger.
Nathair fece una smorfia, una torsione della bocca. I Benothi erano davvero feroci, e hanno combattuto pi duramente di quanto credessi possibile. C'erano molti wyrm a guardia del calderone, sessanta, forse anche ottanta. Sono morti quasi mille Jehar. Stava recitando i fatti quasi senza la minima traccia di emozione.
Parla come se stesse leggendo da un libro di storia, non come se fosse stato l, nel fitto della mischia.
I Jehar erano i pi abili e letali guerrieri che Veradis avesse mai visto combattere. Non riusciva a immaginare un nemico tanto forte da poterne uccidere un migliaio.
Quanti erano i Benothi?
Qualche centinaio, rispose Alcyon ma molti si sono schierati con Uthas.
Quanti superstiti? chiese ancora Veradis.
Uthas ha con s una cinquantina di Benothi replic Alcyon. Quelli che si sono opposti a noi si sono uniti a Meical e al Sole Nero, e sono circa una trentina.
Che ne  stato di Cywen? Quella era la domanda che Veradis aveva desiderato porre da quando Nathair era arrivato, ma si era sentito in qualche modo sciocco a formularla mentre intorno c'erano anche gli altri.
Cywen. Nathair inarc un sopracciglio, e Alcyon si fiss i piedi.
 fuggita tuon il gigante. Un altro fallimento di cui sono considerato responsabile.
L'ha presa Corban.  apparso quando la battaglia per il calderone era al suo culmine aggiunse Nathair. Li ho visti fuggire insieme dalla sala.
Bene. Veradis non sapeva esattamente il perch, ma per lui era importante che Cywen fosse viva. Che fosse al sicuro. Gli era parsa un'innocente travolta da tempi oscuri. Non che sia al sicuro, finch  in compagnia del Sole Nero.
Ho incontrato Corban, il Sole Nero disse. Era alla battaglia del passo di Domhain e ha guidato una scorreria notturna contro la banda di guerra di Rhin. Lui e alcuni altri indossavano una pelle di wolven.
Ha un wolven che chiama Tempesta disse Nathair. Era a Murias.
S. Fra tutti e due hanno terrorizzato gli uomini di Rhin. Molti sono fuggiti durante la notte.
Nathair scroll le spalle. Non mi sorprende, se hanno creduto di combattere contro dei wolven.
Ha chiesto che ti facessi avanti... Corban, intendo, quando ha visto la guardia dell'aquila e il nostro muro di scudi.
Ha chiesto di me? Nathair inarc un sopracciglio, e per la prima volta dimostr pi di un interesse superficiale.
S. Ha chiesto che ti facessi avanti, ti ha definito un codardo e ti ha accusato di aver ucciso suo padre.
L'ho fatto sussurr Nathair.
Ti ha sfidato ad affrontarlo nella corte delle spade.
Davvero? Coraggioso, da parte sua.
S. Mi sono fatto avanti per affrontarlo in tua vece, ma... Veradis non concluse la frase, ricordando come Bos lo avesse trascinato indietro a causa dello Jehar fermo accanto a Corban, lo stesso che da solo aveva ucciso Rauca e quasi una dozzina di guardie dell'aquila. Chiuse gli occhi, rivivendo in tutti i suoi vividi dettagli il caos e il panico causati dalla scorreria notturna, sentendo di nuovo il crepitare del muro di scudi che gli si serrava intorno.
 fuggito concluse, scrollando le spalle.
Gi. Sembra avere un vero talento per questo.
Veradis abbass lo sguardo.
Ho il sospetto che fosse destino che accadesse afferm Nathair, la voce che gli si ammorbidiva. Un giorno ci incontreremo, io e lui, su questo non ho alcun dubbio.
S. A patto che io sia con te, quando arriver quel giorno. Dovremmo affrontarlo insieme. Questo  il mio sogno: le nostre bande di guerra schierate alle nostre spalle, il Sole Nero e i suoi alleati di fronte a noi, una sola, grande battaglia che decider le sorti della guerra.
 come io lo immaginavo un tempo.
Non credi sia cos che succeder?
Forse sospir Nathair. Il Sole Nero mormor quindi, pronunciando quelle parole per la prima volta.
S. Veradis si accigli. Cos'ha che non va?  come se soffrisse di un qualche malessere. Gli daremo la caccia e lo prenderemo ripet, cercando di ridestare un po' lo spirito dell'amico. Prima per mi devo occupare di questa ribellione a Tenebral.
S.  una situazione delicata afferm Nathair. Il suo volto si fece severo, iroso, con pi fuoco nello sguardo di quanto Veradis vi avesse scorto da quanto era tornato. Per si tratta di Tenebral. Come posso guidare un'alleanza o governare un impero se non riesco a tenere in ordine il mio stesso regno? Devi essere la mano della mia giustizia, Veradis.
Lo so annu Veradis, con la paura che gli trapelava dalla voce. Non era paura della battaglia o della morte, ma di quello che avrebbe potuto dover fare. Mio padre. I miei fratelli.
 la tua famiglia, lo so continu Nathair addolcendosi in volto. Ho il sospetto che alla base di tutto ci sia l'odio di tuo padre per i Vin Thalun.
E di mio fratello borbott Veradis. Krelis li disprezza.
Se la radice del problema  quella, credo che tu possa riparare il danno che  stato fatto. Ci vorr un po' di diplomazia, che non  il tuo forte, ma  una cosa fattibile.
S. Se il problema  quello, lo risolver. Ma, e se ci fosse di pi? Se la cosa avesse radici pi profonde? Ricordo come mio padre parlava di Nathair, definendolo un ragazzo arrogante. Quel giorno ho scelto chi avrei seguito. Trasse un profondo respiro, ricacciando indietro la preoccupazione. Tutte le scelte hanno delle conseguenze.
Nathair gli pos una mano sulla spalla. Forse dovrei mandare qualcun altro,  ingiusto chiederti di fare questo.
No replic Veradis. Puoi fidarti di me.
Fidarmi che tu faccia... cosa?
Quello che  giusto. Imporre la tua volont. Tu sei il re, la tua volont e parola sono legge.
Nathair sorrise, ma perfino quel sorriso fu solo un'ombra di quello di un tempo. Poi socchiuse gli occhi, come se stesse soffrendo. Se dovessi ritenere necessario l'uso della forza... agisci con cautela. Tieni la lama nel fodero finch non avrai esaurito ogni alternativa. Lui  tuo padre... Si guard il palmo della mano, attraversato da una cicatrice bianca. Anche Veradis ne aveva una, risalente alla notte in cui lui e Nathair avevano pronunciato il loro giuramento, diventando fratelli di sangue. Accanto alla vecchia cicatrice di Nathair ce n'era una nuova, un segno ormai roseo e avviato a guarire, ma senza dubbio recente.
Quella cos'?
Nathair fiss la nuova cicatrice, poi sollev su Veradis gli occhi intrisi di emozione.
Arriva qualcuno avvert Alcyon.
Eccovi qui esclam una voce, poi Calidus e Sumur apparvero sulla cresta della valletta, affrettandosi a scendere verso di loro.
Nathair si protese verso Veradis. Contrassegna un nuovo giuramento sussurr.
Il suo volto sub cambiamenti repentini, con le emozioni che si avvicendavano su di esso come nubi in un giorno ventoso. Ricorda quello che ho detto riguardo a tuo padre.
Certamente rispose Veradis. Nathair, mi preoccupi. Cosa c' che non va? Quale nuovo giuramento?
Non  niente. Nathair torn a girarsi verso il suo draig, poi si guard indietro da sopra la spalla. Stai bene attento al sentiero che segui, amico mio, altrimenti un giorno ti guarderai intorno e non saprai pi dove sei mormor.
Veradis chiam Calidus raggiungendoli. Ti stavo cercando. Ci sono molti preparativi dell'ultimo minuto di cui parlare prima che tu parta.
Certo sospir Veradis, continuando a fissare Nathair con espressione corrucciata. Stavo solo...
Cosa? chiese Calidus, trapassandolo con i suoi occhi da lupo.
Mi stava salutando chiar Nathair al posto dell'amico.
Ah. Calidus lasci scorrere lo sguardo su tutti e tre: Nathair, Veradis e Alcyon.
Veradis rivolse la sua attenzione alle spalle di Calidus, appuntandola su Sumur. Da quando erano arrivati aveva visto di rado lo Jehar, perch era stato tanto impegnato a organizzare il viaggio a Tenebral che non aveva neppure avuto il tempo di andare a vedere il calderone, una cosa che desiderava moltissimo fare.
Adesso, nel vedere Sumur, sbatt le palpebre e imprec.
Cosa ti  successo? sussult. Come al solito, Sumur indossava una cotta di maglia nera, con la spada ricurva che gli descriveva un arco sulla schiena, e stava mangiando una coscia di pollo. Tuttavia, la sua pelle abbronzata era pallida, le vene trasparivano sotto di essa, e la cosa che pi colpiva erano gli occhi, completamente neri. Non avevano pupilla o iride, erano soltanto scuri pozzi di inchiostro.
Un segno lasciato dalla battaglia per il calderone spieg Calidus. I Benothi hanno usato la stregoneria, e i Jehar ne hanno subto l'impatto. Molti sono morti, e quanti sono sopravvissuti ora portano questi segni a memoria della battaglia. Considerala una cicatrice, un simbolo d'onore per il loro coraggio.
Questo  successo a tutti quanti? chiese Veradis.
S. A tutti quelli che sono sopravvissuti.
Cosa mi dici della tua vista? domand Veradis, studiando lo Jehar pi da vicino.  rimasta danneggiata?
No neg Sumur, con un accento molto marcato.
Veradis si accigli, non riuscendo a credergli del tutto.
Sumur lanci in aria la coscia di pollo. Con un movimento tanto rapido che Veradis non riusc a seguirlo con lo sguardo, estrasse la spada che portava sulla schiena, e la lama si trasform in un'indistinta chiazza argentea mentre fendeva l'aria.
La coscia di pollo cadde a terra tagliata di netto a met.
Visto? sbott Sumur riponendo con disinvoltura la spada.
Veradis scroll le spalle.  chiaro che la tua vista  eccellente.
Calidus gli circond le spalle con un braccio e lo pilot lontano dagli altri.
Volevo parlarti della ribellione a Tenebral gli disse.
Ne abbiamo appena parlato rispose Veradis.
Non mi meraviglia, deve essere in cima ai tuoi pensieri.
Infatti lo .
Ah, i parenti! Ti puoi scegliere gli amici, ma non i parenti comment Calidus. I miei avevano l'abitudine di farmi finire nei guai. Cerca di trovare un compromesso ed evita spargimenti di sangue, se puoi. Nel parlare, Calidus lo sospinse in direzione di Uthandun. Ovviamente, lui  tuo padre, quindi bisogna cercare una soluzione pacifica. Tuttavia, anche accantonando i sentimenti, abbiamo bisogno di lui, di Ripa e delle sue spade. Ricorda per che devi soprattutto supportare Lykos e non minare la sua autorit. Fai in modo che si veda che lo sostieni.
Lo far. Nathair mi ha gi chiesto la stessa cosa.
Bene. C' dell'altro, per. La situazione a Tenebral  delicata.
Cosa significa?
 coinvolta Fidele.
Fidele? Come?
Calidus trasse un profondo sospiro. Non c' un modo facile per dirlo. Ho il sospetto che sia impazzita.
Cosa?
Si  comportata in modo molto strano, tanto che temo non ci sia altra spiegazione. Ricorderai che quando abbiamo incontrato Lykos a Dun Carreg lui ci ha riferito come i baroni di Tenebral stessero manipolando Fidele, come lei si stesse rivelando inadatta a regnare.
S. Nathair ha pensato che stesse ancora piangendo la perdita di Aquilus.
S. Ebbene, dopo il ritorno di Lykos, Fidele ha cominciato a comportarsi in modo quanto mai stravagante. Ha diviso la guardia dell'aquila spedendola ai quattro angoli del regno con incarichi assurdi. Ha fatto arrestare Peritus e Armatus. Calidus smise di camminare e si gir a guardare in direzione di Nathair per controllare che non fosse a portata di udito. E ha sposato Lykos.
Cosa? Non ci posso credere. La regale, colta Fidele e quel corsaro.
 vero, e Nathair non pu venire a saperlo. Non ancora. Ha troppe cose su cui focalizzarsi. Ho bisogno che porti Fidele direttamente da me, con discrezione. Con questo intendo segretamente, e in catene, se necessario.

41. Rafe.

Rafe gett a Sniffer una striscia di carne secca, che il cane parve inghiottire senza neppure masticare.
Avanti, ragazzo, seguiamoli lo esort quindi Rafe, indicando in lontananza con uno scatto del polso. Sniffer si gir e lo precedette, correndo con il naso vicino al terreno.
Quanto pensi che siano distanti? gli chiese Evnis.
Rafe guard davanti a s, socchiudendo gli occhi. Mezza giornata disse infine. La foresta di Baglun formava un muro solido alla loro destra, che descriveva una curva verso ovest a mano a mano che ne aggiravano le propaggini orientali. Dietro di loro procedevano cento guerrieri, un misto di uomini di Ardan e di Cambren, anche se portavano tutti i colori di Rhin.
Rafe trasse un profondo respiro, assaporando l'aria fresca e pulita dell'alba.
Sto cavalcando alla testa di cento scudieri, al fianco di Evnis, mio antico signore e nuovo re.  bello essere a casa.  bello essere vivo. Non si era pi sentito cos da molto tempo. Ho mai provato queste cose? Di certo non da quando pa'  morto. Si sentiva felice. D'altronde, Evnis aveva avuto per lui cos tante parole di lode, lo aveva trattato cos bene da quando erano partiti da Dun Carreg, che gli riusciva quasi impossibile sentirsi altrimenti. L'unica pecca nella decimana trascorsa da quando erano partiti si era verificata il primo giorno, quando avevano percorso la strada tortuosa che discendeva la collina su cui sorgeva Dun Carreg oltrepassando quella macchia agitata dal vento nella quale il wolven di Corban gli aveva azzannato il braccio. Quel giorno i ricordi lo avevano sopraffatto. Distrattamente, pass un dito sulla cicatrice che gli segnava l'avambraccio e che andava dal polso fin quasi al gomito.
Verr il giorno della resa dei conti, puoi contarci.
Capiva perch Evnis era stato cos prodigo di elogi nei suoi confronti.
Vonn.
Rafe gli aveva portato la notizia che Evnis voleva sentire, e cio che suo figlio era di nuovo in Ardan. Naturalmente non si trattava di una certezza assoluta, ma lui sapeva che era stata intenzione di Edana fuggire nelle paludi di Ardan e che l'ultima volta in cui l'aveva vista, in piedi sul ponte di una nave che si stava allontanando da una spiaggia di Domhain, Vonn era al suo fianco. Quelle informazioni avevano fatto piacere a Evnis.
Seguiamoli, allora incit Evnis, e spron la cavalcatura. Con un tintinnare di finimenti e un martellare di zoccoli, la guardia d'onore di cento uomini si mise in movimento. Verso est, il sole continu la sua ascesa nel cielo, e ben presto Rafe cominci a sudare.
Tu eri amico del mio Vonn osserv Evnis dopo che ebbero percorso alcune leghe in silenzio.
Lo ero, mio signore rispose Rafe.
Credo che si possa fare a meno di quel signore', almeno quando siamo soli propose Evnis. Ti conosco da quando eri un bambino aggrappato alle gonne di tua madre. Rivolse a Rafe un sorriso bonario. Che genere di amico era Vonn per te?
Ho sempre guardato a lui con ammirazione replic automaticamente Rafe. Ha un paio di anni pi di me, e mi sembrava un eroe. Era il migliore di tutti noi con spada e lancia, sapeva sempre cosa fare, quale che fosse il problema. Riflett un po' pi intensamente. Cercava sempre di fare la cosa pi onorevole.
Mmm, s borbott Evnis. Questo stava diventando un problema.
Cosa intendi?
Evnis scroll le spalle. Non  un segreto che avevamo dei contrasti.  per questo che adesso sta girovagando per tutte le Terre dell'Esilio invece di cavalcare qui accanto a me. Era... ... giovane, con la testa ancora piena di storie di nobili guerrieri e di gesta valorose. Per lui il mondo  o bianco o nero: ci sono solo bene e male. Inoltre, era innamorato, il che non  stato d'aiuto.
La figlia di Mordwyr comment Rafe.
S. Credevo fosse il loro segreto.
Rafe fece spallucce. Sono il figlio di un cacciatore, abituato a guardare, osservare, leggere le tracce. Spiare.
Vorrei aver parlato prima con te sospir Evnis. Come sai, avevo dei progetti. Brenin mi ha impedito di salvare mia moglie Fain... Scivol nel silenzio, la bocca contorta in una smorfia. Adesso ho avuto vendetta per questo, ma Vonn non ha capito.
Bisogna essere realistici sentenzi Rafe.
Esatto. Forse, vivere per qualche tempo in giro per il mondo ha contribuito a impartire a Vonn quella lezione. Evnis sospir e scosse il capo.
Se  ancora con Edana, lo riporteremo indietro promise Rafe. Lo faremo, in un modo o nell'altro. Continuarono a cavalcare in silenzio.
L'altosole venne e pass, il sole cominci a sprofondare verso occidente, proiettando ombre che si stendevano verso i primi alberi della foresta di Baglun. Qualche centinaio di passi pi avanti, una figura sbuc da un boschetto di sorbi, un uomo a cavallo accompagnato da un cane da caccia. Sniffer si lanci loro incontro e prese a saltare giocosamente intorno all'altro cane.
 Braith Rafe disse a Evnis.
Allora siamo vicini replic questi.
Ben incontrati li salut Braith quando lo raggiunsero. Rivolse un sorriso a Rafe e chin il capo davanti a Evnis.
Ben incontrato rispose Evnis, avvicinando il cavallo a quello di Braith e offrendogli il braccio nella stretta dei guerrieri.
Dov' Halion?
A meno di mezza giornata di marcia, davanti a noi. Braith indic in lontananza, lungo le propaggini meridionali della foresta di Baglun. Le paludi di Dun Crin, la meta di Halion, sono a sudovest di qui, ma per ora lui sta seguendo il perimetro della foresta, credo perch offre maggior riparo.
Andiamogli dietro, allora propose Evnis.
Non avere fretta lo ammon Braith. Dovresti condurre la tua banda di guerra nella foresta e seguirci sfruttando una maggiore copertura... Non c' sottobosco, per cui  facile attraversare la foresta a cavallo, e ti nasconder da occhi curiosi.
Allora lui ci pu vedere? chiese Evnis, scrutando in lontananza davanti a s.
Io vi ho visti. Braith scroll le spalle. Non dobbiamo avvicinarci troppo, altrimenti lo spaventeremo e non troveremo mai Edana.
Evnis annu e condusse i suoi guerrieri nella foresta.
Tu no disse Braith a Rafe. Tu puoi cavalcare con me.
Si rimisero in cammino, preceduti da Scratcher e Sniffer che li guidarono dritti verso ovest, rasentando il confine della foresta.
Niente da riferire? domand Braith a Rafe.
Evnis ha un bisogno disperato di trovare suo figlio Vonn. L'ho visto sulla nave con Edana.
Lo so grugn Braith. C'ero anch'io.
Ho pensato che fossi troppo impegnato a farti sbattere gi dal molo da Camlin per notarlo.
Ne ho abbastanza della tua faccia tosta Braith si incup in volto. C' altro?
C' un nucleo di resistenza che ha la sua base nelle paludi. Ci sono state scorrerie, ma per ora niente che possa avere un impatto effettivo. Laggi c' una banda di guerra comandata da Morcant che sta dando loro la caccia.
Ah. Non  l'uomo pi adatto a un compito come questo.
Come mai? lo interrog Rafe.
Per prendere i ratti ci vuole pazienza. Morcant  orgoglioso, impaziente, istintivo. Anche se non glielo direi mai in faccia. Braith sorrise. Ha un raro talento nell'usare una lama.
Lo so. Ho visto il suo duello con Conall. Ha perso, ma del resto quasi tutti perderebbero, contro Conall.
 cos abile?
Oh, s.
Braith annu con aria pensosa, ma non aggiunse altro.
Verso sud il terreno digradava, allargandosi in un'ampia conca di terra punteggiata d'acqua e di macchie di alberi. Oltrepassarono alcuni villaggi contrassegnati da volute di fumo e tratti di terra coltivata. Di tanto in tanto, Rafe not qualche torre che sorgeva solitaria sulle rare colline, con accanto una grossa e alta pira la cui sagoma si stagliava sullo sfondo del cielo. A volte quelle torri erano circondate da una palizzata. Da lontano era difficile stabilirlo, ma in esse c'era qualcosa che indusse Rafe a ritenere che fossero costruzioni recenti.
Il sole cominciava a tramontare oltre la foresta quando i cani si fermarono di colpo e puntarono entrambi lo sguardo in lontananza, immobili come statue e rizzando il pelo.
Rafe guard a sua volta e scopr figure distanti materializzarsi nella luce sempre pi scarsa: cavalieri, molti cavalieri.  Morcant, o almeno una grossa porzione dei suoi uomini disse Braith. Vedi la bandiera?  il ramo spezzato di Rhin.
Un martellare di zoccoli risuon alle loro spalle, e nel girarsi Rafe scorse sopraggiungere Evnis.
Cos'?
Ritengo sia Morcant rispose Braith. Vuoi che andiamo a chiamarlo?
Per qualche tempo Evnis rimase fermo a guardare verso i cavalieri. No decise infine. Non voglio che si lanci alla carica a testa bassa e spaventi Halion, facendolo sparire. Probabilmente avremo una sola occasione di portare a compimento questo piano.
Sono d'accordo assent Braith. Tanto vale che ci accampiamo qui. Adesso i cani non perderanno di certo l'odore di Halion. Lo hanno gi seguito per un mezzo migliaio di leghe.
E Vonn. In realt  lui che Evnis vuole trovare. La questione : cosa far dopo averlo trovato?

42. Camlin.

Come faremo a entrare l dentro? chiese Vonn a Camlin.
Erano entrambi sdraiati su un pendio, in mezzo all'erba alta e ai fiori selvatici, intenti a fissare una torre cinta da una palizzata che sorgeva su una bassa collina, con una grande pira di legno a circa cento passi dalle porte. Il sole al tramonto batteva caldo sulla loro schiena.
Il muro non  pi alto di due uomini. Aiutandosi con una spinta, due o tre di noi riusciranno ad aprire quelle porte.
 una cosa possibile? Ci sono uomini di guardia sul muro e alle porte. E quanti altri ce ne saranno dentro?
L'ho gi fatto in passato. Molte volte. L'ultima volta si era trattato di una tenuta a sud di Dun Carreg. In quell'occasione era stato lui a capo della spedizione. All'inizio le cose erano filate lisce, avevano oltrepassato il muro e aperto le porte, ma poi erano stati sentiti ed era stato versato del sangue. Prov un'ondata di vergogna nel ricordare le donne e i bambini.
Sembra una vita diversa. Un uomo diverso.
Non sono rimasti in molti, l dentro. I pi sono andati con Morcant.
Avevano individuato la cassa d'argento solo il giorno precedente, dopo averne seguito le tracce per una decimana, con Meg che li guidava attraverso una rete labirintica di corsi d'acqua lungo il confine della palude. Purtroppo, quando lo avevano raggiunto, il carro che trasportava la cassa era stato circondato da Morcant e da oltre duecento spade. Quando Morcant si era fermato all'aperto per accamparsi per la notte, Camlin aveva preso in considerazione l'idea di tentare di rubare la cassa, ma c'erano state troppe guardie e Drust si era rifiutato di mettere in gioco i suoi uomini. Il giorno successivo avevano quindi seguito Morcant e la cassa d'argento fino a quella torre.
Camlin e gli altri tre avevano impiegato mezza giornata per strisciare fin nelle vicinanze della fortificazione. Quando ormai il sole era uno scudo di fuoco che scintillava sopra la foresta di Baglun, le porte si erano aperte e Morcant aveva lasciato la torre alla testa di almeno duecento guerrieri, dirigendosi verso est, con il martellare degli zoccoli dei cavalli che si affievoliva come un tuono lontano.
Dovremmo colpire appena prima dell'alba disse Camlin, guardando verso Drust.
L'anziano guerriero lo fiss. Non rischier la vita dei miei uomini per niente. Sei certo che la cassa sia l?
S. Abbiamo visto che la portavano dentro sul carro, e non  pi uscita. E Morcant se n' appena andato con la sua banda di guerra. E senza carro.
Per avr lasciato degli uomini a sorvegliarla.
Certo, ma non molti. Ne ho contati sei, in questo turno di guardia; ce ne saranno altri sei, al massimo altri dodici per gestire la torre, ma non di pi. Ricorda che Morcant  un bastardo orgoglioso e arrogante, e che la cassa  nella sua torre, dietro un muro e protetta da una ventina di uomini. Non pensa che qualcuno potrebbe avere le palle di cercare di rubare il suo argento.
Quelle parole strapparono un sorriso a Drust. Messa in questi termini,  una sfida a cui  difficile resistere.
Adesso sussurr Camlin, e inizi a correre, tenendosi basso sul terreno e senza mai distogliere lo sguardo dalla palizzata a cui si stava avvicinando. Sent alle proprie spalle il rumore dei passi di Vonn, come pure di Baird, Brogan e alcuni altri.
Si avvicinarono da sudovest nel grigiore che precedeva l'alba, con la torre che spiccava solida e nera nell'ombra, e si diressero verso un tratto di muro buio, equidistante da due torce. Camlin acceler l'andatura nell'avvicinarsi; mancavano solo venti passi, e il cuore gli martellava nelle orecchie come un tamburo.
Ci sono quasi.
Il pendio era abbastanza dolce, ma Camlin aveva il respiro affannoso quando finalmente la sua schiena si addoss al muro, le cui travi avevano un odore dolce e gocciolavano ambra.
Altre figure raggiunsero il muro, intorno a lui. Cerc Brogan con lo sguardo e rivolse un cenno di assenso al grosso guerriero di Domhain. Brogan un le mani a coppa, Camlin mise un piede in quella staffa improvvisata e venne issato in aria, aggrappandosi con le mani alla sommit del muro e scavalcandola. Per un orribile momento l'arco incordato si impigli nel muro e lui si contorse, cercando di non rompere la corda. Poi fu libero, e si lasci cadere quasi senza alcun suono su una passerella, cercando con la mano l'impugnatura del coltello.
Baird apparve pochi secondi pi tardi, un sorriso quasi sciocco dipinto sul volto, seguito quasi subito da Vonn e da altri tre.
Camlin chiuse gli occhi e rimase in ascolto. Sent poco lontano il muggito profondo di un auroch, pi lontano il nitrito di un cavallo. Nient'altro.
Un posto come questo dovrebbe avere un paio di cani da guardia. O un wolven. O un corvo. Gli mancava la compagnia di Corban e la rassicurazione derivante dalla presenza di Tempesta e di Craf.
Tenendosi basso, prese a muoversi lungo il bastione seguito da Vonn, mentre Baird e gli altri tre si lasciavano cadere sul terreno sottostante e li seguivano da sotto.
Il chiarore delle torce sovrastanti le porte si avvicin rapidamente, mostrando due uomini fermi nel cerchio di luce. Pi gi c'erano altre due guardie, e l vicino dalla finestra di un piccolo avamposto giungeva la luce arancione di un fuoco acceso.
Molto probabilmente, l dentro ce n' un altro. Rivolse un cenno a Baird poi si ferm a una spanna dal limitare dell'area illuminata, pieg a terra un ginocchio, incocc una freccia e la lanci.
Il primo guerriero si accasci e cadde dai bastioni senza quasi emettere un suono, a parte il tonfo prodotto dall'impatto con il terreno. Intanto Vonn aveva oltrepassato di slancio Camlin nel momento in cui la freccia partiva dall'arco, estraendo la spada proprio mentre la seconda guardia volgeva lo sguardo stanco nella loro direzione. La spada di Vonn le squarci a gola, saettando rossa nella luce delle torce.
Camlin vide Baird soffermarsi per un istante sulla porta del casotto di guardia, poi salt gi dai bastioni, rimpiangendo quel gesto nel momento in cui avvert l'impatto con il terreno ripercuotersi sulle ginocchia. Vonn intanto scese di corsa le scale per raggiungerlo.
Sto diventando troppo vecchio per queste cose, pens Camlin, sussultando per il dolore pulsante alle ginocchia.
Vonn lo fiss per un momento, il suo viso un mosaico di pozze d'ombra e di chiazze di luce incerta, poi sollevarono all'unisono la sbarra che bloccava le porte e le spalancarono.
Si trovarono davanti il volto sorridente di Brogan, che era in attesa all'esterno alla testa di quindici guerrieri, fra cui lo stesso Drust.
Camlin si accost un dito alle labbra e li precedette all'interno della palizzata.
Nel tempo che avevano impiegato a scalare il muro e neutralizzare le guardie di stanza alle porte, l'alba era infine giunta davvero, e adesso gli edifici cominciavano a materializzarsi emergendo dalle ombre uniformi. Gli uomini avanzarono con metodo, controllando ogni costruzione che incontravano. Erano tutte vuote tranne una, dove un uomo e una donna giacevano nudi e abbracciati su una branda.
Moglie o prostituta? Probabilmente una prostituta, dato che qui non sembrano esserci famiglie, niente bambini o altre donne, n tracce di un insediamento permanente.
L'uomo russava. Un elmo e una corazza di cuoio erano appesi all'estremit del letto, una spada nel fodero era appoggiata a una sedia. Gli occhi dell'uomo si aprirono e lui fece per gridare, ma la punta della spada di Camlin contro la gola lo ridusse al silenzio.
Uccidilo e prosegui. Il tempo scarseggia.
Camlin trasse indietro il braccio e si tese per infliggere il colpo mortale al guerriero immobile sul letto, ma poi esit.
Per un momento gli parve di essere di nuovo con la banda di Braith, consapevole che a quel tempo avrebbe tagliato la gola a quell'uomo senza il minimo ripensamento.
Adesso non sono pi quell'uomo.
La porta si apr scricchiolando ed entr Vonn, il cui sguardo si spost da Camlin ai due sul letto.
Il momento si prolung.
Legali disse infine Camlin, continuando a tenere spianata la spada mentre Vonn strappava alcune strisce di stoffa dal mantello dell'uomo e le usava per legare e imbavagliare i due.
Proseguirono, oltrepassando una piccola fucina e una stalla, al di l delle quali si levava la torre intorno a cui era stata eretta la fortificazione. Essa era circondata da uno spazio aperto, e Camlin si ferm nell'ombra della stalla, facendo cenno a Drust e agli altri di fare lo stesso. Poi incocc una freccia e attese.
Ci vollero solo pochi istanti perch la porta della torre si spalancasse, rivelando all'interno una piccola sala dei banchetti, e da essa sbucassero tre guerrieri, con altri che si accalcavano alle loro spalle. La prima freccia di Camlin trafisse un occhio, e l'uomo colpito si afflosci al suolo; la seconda raggiunse un guerriero nella parte alta del torace, trapassando il giustacuore di cuoio e la camicia nel farlo barcollare all'indietro, addosso a quanti lo seguivano. Emersero altri uomini, con gli scudi alzati. Camlin mand una terza freccia a conficcarsi in una coscia, e una quarta rimbalz contro un elmo di ferro, facendo perdere l'equilibrio all'uomo che lo indossava. Poi i guerrieri di Drust furono tra gli avversari e Camlin lasci cadere l'arco per estrarre la spada.
Vonn era pi avanti. Non aveva scudo, quindi vibrava fendenti controllati diretti a teste e caviglie. Accanto a lui, Brogan si lanci ruggendo nella mischia, il volto contorto in un'espressione quasi folle mentre assestava un fendente dall'alto che si abbatt su uno scudo con tanta forza da disintegrarne il bordo, permettendo alla spada di continuare la sua corsa fino a schiacciare un elmo. Il guerriero croll al suolo, morto o svenuto, e Brogan lo super con un balzo ruggendo un grido di battaglia.
Impugnato un coltello con la mano sinistra, Camlin si un alla mischia.
Baird stava indietreggiando davanti a un uomo che sapeva come usare lo scudo. Camlin si port di fianco al guerriero ed esegu una stoccata, sentendo la spada strisciare lungo le nocche e sulla carne.
L'uomo abbass lo scudo, con il sangue che colava lungo l'orlo, e vibr un veemente affondo in direzione di Camlin. Baird ne approfitt per trapassargli la faccia con la lama, e l'uomo si accasci in un'esplosione di pezzi d'osso e materia cerebrale. Due degli uomini di Drust stavano incalzando uno dei nemici, costringendolo a indietreggiare oltre la soglia della torre. Si sent un rumore sibilante, e d'un tratto una lancia trafisse uno degli uomini di Drust, uccidendolo sul colpo. Camlin si guard alle spalle, in cerca dell'autore del lancio. L'uomo era in piedi sul camminamento delle mura, a pi di un centinaio di passi di distanza, circondato da altri tre o quattro guerrieri nella livrea nera e oro.
Un lancio dannatamente buono.
Ormai rimaneva soltanto una manciata degli uomini di Morcant, e la battaglia si stava spostando all'interno della sala dei banchetti. Camlin trattenne Vonn, Baird e Brogan, e fece loro notare gli uomini sulle mura. La sola reazione fu un feroce sorriso da parte di Brogan, poi spiccarono la corsa, con Camlin che si chinava a recuperare l'arco.
Camlin era pi vicino di un centinaio di passi quando vide il guerriero che aveva scagliato la lancia prendere quella di un altro guerriero. Vedendolo prendere di mira i suoi compagni, Camlin si arrest bruscamente, incocc una freccia, inspir a fondo, trattenne il respiro, poi tese l'arco fino a quando le piume della freccia gli sfiorarono la guancia e tir.
Il dardo raggiunse il guerriero alla base della gola, appena al di sopra del bordo della corazza, e lui indietreggi di un paio di passi, andando a sbattere contro il muro e precipitando al di l di esso. Intanto, Brogan e Baird si lanciarono su per la scala dei bastioni, seguiti da Vonn. Prima che arrivassero in cima, Camlin scagli un'altra freccia che abbatt un secondo guerriero in nero e oro. Appeso l'arco in spalla, Camlin estrasse la spada prima di raggiungere la scala, ma quando arriv in cima i nemici rimasti erano ormai morti, con Vonn, Baird e Brogan sporchi di sangue e con il respiro affannoso.
Ormai il sole era sorto. All'interno della torre echeggiava ancora un clangore di armi, ma ormai era un suono prodotto da pochi uomini.
 fatta. L'abbiamo presa. Camlin rivolse agli amici un ghigno selvaggio. Ce l'abbiamo fatta, ragazzi.
Esort quindi Vonn e Brogan a indossare un mantello nero e oro e a pattugliare il camminamento. Tenete gli occhi aperti, nel caso che Morcant abbia dimenticato qualcosa avvert, con un altro sorriso.
S, capo rispose Brogan. A Camlin piacque parecchio il suono di quella parola.
Torn con Baird verso la torre, e l trov Drust che stava mettendo al lavoro i suoi uomini, facendo loro trascinare i morti nello spiazzo antistante la torre.
Ventuno guerrieri di Morcant sono morti disse, quando Camlin si avvicin.
Ce ne sono altri sei, morti, sul muro replic Camlin, indicando con il pollice sopra la spalla. E altri cinque alle porte.
Quindi erano trentadue. Pi di quanti avevi calcolato. Proporzioni sfavorevoli per i miei uomini e calcolo sbagliato da parte tua.
Quante perdite abbiamo avuto? chiese Camlin.
Tre uomini rispose Drust.
Non so con quali dadi tu sia solito giocare, ma a me sembra una proporzione favorevole comment Baird.
Un rischio che valeva la pena di correre aggiunse Camlin. Abbiamo bisogno di quella cassa d'argento.
La trovarono in una stanza sul retro del pianterreno. Camlin sorrise quando ne sollevarono il coperchio e l'argento scintill riflettendo la luce delle torce.
Una mezza dozzina di uomini la trasportarono all'esterno mentre gli altri rintracciavano il carro su cui era arrivata l e vi aggiogavano un auroch. Quando Camlin emerse dalla torre, era pieno giorno e tutti i guerrieri nemici erano stati privati di ogni oggetto utile: armi, stivali, armatura, torque da guerriero.
Prendete i mantelli ordin Camlin a Drust e qualsiasi altra cosa che porti i colori o il sigillo di Rhin.
Non indosseremo il nero e oro di Rhin protest Drust.
Quella roba potrebbe tornare utile replic Camlin scrollando le spalle. Questa  la seconda torre di recente costruzione che abbiamo incontrato nell'ultima decimana, e ho il sospetto che siano state erette in vostro onore... a causa della resistenza. Potremmo dover fare qualcosa al riguardo.
Cosa credi che intendano fare?
Stanarvi. Morcant vuole risultati. Hai visto quell'alta pira di legno sulla cima della collina. Per me somiglia in modo sospetto a un fal di segnalazione.
Drust assent con aria pensosa. Portiamo quella cassa alla barca.
Si lasciarono alle spalle la torre, e il terreno si fece pianeggiante a mano a mano che si avvicinavano alla palude. Meg venne loro incontro sbucando da in mezzo a un fitto cespuglio di carice.
C' qualcuno laggi, sul pendio settentrionale, fra l'erba alta. Vi sta osservando. Non guardate; non credo che ci possa vedere da qui, ma la prudenza non  mai troppa.
Quanti sono? chiese Camlin.
Ne ho visto soltanto uno. Meg scroll le spalle. Potrebbero essercene di pi. L'ho visto impastoiare il cavallo e avvicinarsi strisciando.  stato abile.
Meglio caricare quella cassa disse Drust. Mander alcuni uomini a stanarlo.
Non  il caso di prendere a calci un nido finch non sai quanto  grande. Ho lasciato Vonn e Brogan a pattugliare le mura con indosso mantelli nero e oro, e questo dovrebbe farci guadagnare un po' di tempo. Fai uscire tutti da quella fortificazione e falli tornare nella palude, ma con calma. Niente mosse affrettate. Io andr a dare un'occhiata al nostro ospite non invitato.
Drust lo trattenne per un braccio e lo fiss. Hai agito bene, Camlin.  possibile che ti abbia giudicato male.
 troppo presto per le pacche sulla spalla ribatt Camlin, burbero. Non siamo ancora fuori da questa situazione.
Lasciati gli altri a occuparsi della cassa, si insinu in un'alta macchia di carice, con Meg che lo tallonava.
 meglio che resti qui, ragazzina le disse. Non voglio che ti succeda qualcosa di male.
So badare a me stessa sbuff la bambina. e tu non sai dov' quell'uomo.
Camlin si prese un momento per riflettere. D'accordo, accompagnami per un tratto, ma fermati quando ti dico di farlo. La fiss negli occhi finch lei annu.
Descrissero un ampio giro intorno alla collina, seguendo i carici e i salici che crescevano fitti lungo i bordi della palude per poi sostituire la copertura da essi offerta con quella dell'erba alta. Camlin bad a tenersi basso mentre seguiva strette piste nell'erba che indicavano il passaggio di volpi e donnole, e devi a poco a poco verso nordest intorno alla base della collina.
Laggi sussurr infine Meg, indicando verso un vecchio olmo nodoso che cresceva su un prato sul lato settentrionale della torre.
D'accordo, ragazzina. Ora torna alla barca.
Lei annu, gli rivolse un sorriso e scomparve nell'erba.
Era ormai l'altosole quando Camlin scorse il cavallo, una giumenta pomellata grigia, legato sul lato opposto dell'olmo. Si avvicin con cautela e vide che l'animale aveva finimenti di buona qualit ma segnati da un lungo viaggio, con la coperta da sella di ottima lana chiazzata di fango e con gli orli che cominciavano a sfrangiarsi. Scrut l'area fra l'olmo e la torre, sondando metodicamente ogni tratto di terreno.
L.
Un'ombra nell'erba, un accenno di movimento. Lentamente, estrasse una freccia dalla faretra, pi silenzioso del frusciare dell'erba, poi strisci pi vicino, lo sguardo che si spostava di continuo fra la ricerca di un nuovo punto dove posare i piedi e l'ombra davanti a lui.
Al limitare del suo campo visivo intravide una figura camminare lungo il muro della torre, e senza bisogno di focalizzarsi su di essa comprese che si trattava di Brogan. Si avvicin sempre di pi, finch l'intera figura dell'intruso si deline come un'ombra attraverso l'erba, meno di venti passi pi avanti.
Abbastanza vicino da non mancare il tiro, troppo lontano per un attacco con la spada.
Si alz in piedi e tese l'arco, il cui legno scricchiol leggermente.
Sentendo quel suono, l'uomo davanti a lui si immobilizz e protese le mani per indicare che erano vuote.
Sa riconoscere il rumore di un arco che viene teso.
Adesso girati, lentamente.
L'uomo obbed.
Per gli attributi di Elyon, non  possibile. Poi Camlin sbatt le palpebre, abbass l'arco e si precipit ad abbracciare l'uomo che aveva davanti, che ricambi con forza l'abbraccio.
Era Halion.
...
.
...
FINE Parte 3.